280591_heroaDa un po’ di tempo a questa parte la sessione estiva per noi tifosi milanisti si è trasformata da periodo in cui sognare e disquisire su quale sarebbe stato il colpo pregiato della società magari per competere con le altre grandi squadre che ampliavano la loro rosa, a lasso di tempo in cui il pericolo di perdere uno dei pezzi forti della nostra collezione diventa più probabile e non vediamo l’ora che arrivi quel benedetto 31 di Agosto (o 2 di Settembre per quest’anno) in modo tale da tirare un bel respiro di sollievo se tutto si è concluso per il meglio o tirar giù tutti i santi dal calendario in caso contrario.

Indubbiamente tutto ciò ha avuto inizio dalla tiritera del caso Kakà quando i tifosi più accaniti hanno organizzato le cosiddette “dimostrazioni di affetto” sotto l’abitazione del giocatore pur di convincerlo a rimanere, non accettando la decisione di venderlo che la società aveva già preso, nonostante si dichiarò spudoratamente il contrario tramite mezzo televisivo. Il colpo di grazia è arrivato però nella sessione estiva dello scorso anno dove come un fulmine a cielo aperto, dopo l’addio dei senatori come Seedorf e Inzaghi, arrivarono anche le cessioni di due top players quali Thiago Silva e  Ibrahimovic? che avevano contribuito on maniera fondamentale alla vittoria dello scudetto e sembravano almeno nelle prime intenzioni della dirigenza, i due giocatori a cui costruire attorno un squadra per competere al meglio con la Juventus. Quest’anno invece è stato il turno di Stephan El Sharaawy,  del cui proprio questa settima è arrivata la conferma della sua rimanenza al Milan. Ora si è già detto molto su questo ragazzo, che presentava atteggiamenti da divo fatto e finito, che aveva abbandonato la via della professionalità che fino a quando era stato utile alla squadra aveva perseguito, che non tolleri la competizione in reparto creatasi con l’arrivo di Mario Balotelli. In parte alcune di queste cose potrebbero anche essere vere ma la stragrande maggioranza delle notizie sono palesemente montate ad arte per far ingerire ai tifosi, che al ragazzo si sono appassionati per come l’hanno visto trasportare la squadra sulle proprie spalle nel momento più difficile mantenendosi umile,la pillola della sua eventuale cessione.

Purtroppo di questi periodi continueremo a viverne ancora a lungo poichè sono frutto del mantra dirigenziale “si compra qualcuno solo se parte qualcuno” e ovviamente come le difficili cessioni di Boateng e Robinho (anche se probabilmente per quest’ultimo abbiamo qualche speranza in più) ci dimostrano, quelli che fanno più gola non possono che non essere i nostri uomini migliori.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter