milan-kakàSembra ormai una questione di giorni se non addirittura di ore: Ricardo Izecson Dos Santos Leite conosciuto da tutti come Kakà tornerà al Milan. La trattativa sembra ormai in dirittura di arrivo visto che il giocatore ha ribadito la sua piena disponibilità a qualsiasi sacrificio, anche se questo non è proprio il termine più adeguato visto che si parla di persone che guadagnano milioni di euro, pur di ritornare nella società che lo ha lanciato a livello mondiale portandolo a conquistare non solo la Champions League con tutto il collettivo ma anche il Pallone d’Oro (purtroppo l’ultimo dei rossoneri a vincerlo, chissà per quanto tempo…) a livello individuale.

Ricordiamo tutti il modo in cui ci aveva lasciato: non erano bastate le dimostrazioni di affetto da parte dei tifosi sia a Milanello che sotto casa sua a fargli rifiutare l’offerta principesca di Florentino Perez che aveva visto in lui il famoso “top player” da affiancare a Ronaldo per dare nuovamente lustro al suo Real che non riusciva a reggere la concorrenza spietata del Barcelona. Ci è stato spiegato centinaia di volte che a noi serviva batter cassa, che non potevamo permetterci di pagare l’ingaggio esorbitante del giocatore che trasferendosi in Spagna avrebbe guadagnato anche di più a causa della famosissima fiscalità spagnola. E così dopo quella che ormai è diventata una prassi per ogni cessione importante, ovvero la dichiarazione di Berlusconi di incedibilità del giocatore, Kakà arriva a Madrid per consacrarsi definitivamente a livello mondiale. Se non che entrano in gioco due fattori: la pubalgia cronica e l’arrivo sulla panchina dei blancos di un certo Josè Mourinho.

A causa della pubalgia, che già lo aveva fortemente limitato nel suo ultimo periodo al Milan, le prestazioni di Kakà non sono all’altezza e il portoghese non ci pensa due volte a rifilarlo in panchina. In definitiva quello che in partenza sembrava il colpaccio del Real si è trasformato in un pacco da 60 milioni di Euro.

Adesso però lui giustamente vuole tornare e il Milan altrettanto giustamente lo vuole riprendere: dal punto di vista del giocatore, avrebbe la possibilità di rilanciarsi in una squadra in cui al momento non troverebbe nessun’altro a fargli concorrenza e sarebbe titolare inamovibile anche ad una gamba (nonostante il nostro “allenatore” sarebbe poi costretto ad un cambio di modulo, passando ad uno di più Ancelottiana memoria) mentre dal punto di vista della società ci sarebbe non solo il grande colpo (che in periodo elettorale male non fà) ma la consapevolezza di riportare a Milano un giocatore che ha dato sempre di se stesso un immagine di professionista “pulito“, motivazione addotta ad esempio al mancato acquisto di Balotelli, e di questi tempi ce n’è molto bisogno.

Per quanto mi riguarda sarò schietto: non mi sono mai piaciuti i cavalli di ritorno e guardai con scetticismo anche il ritorno di Sheva. Solo che adesso le cose sono cambiate e di molto: non possiamo più permetterci di fare gli schizzinosi o “choosy” visti i tempi bui soprattutto sul mercato e quindi accetto questa trattativa con la consapevolezza però che quasi sicuramente quello che tornerà non potrai mai essere il Kakà che in Manchester Utd. – Milan ridicolizzò la difesa dei Reds e non solo a causa dell’anagrafe.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter