Bologna-Milan serie ADomenica 20 gennaio, 15.00, San Siro. Il girone di ritorno entra nel vivo, e l’avversario è l’altalenante Bologna di Pioli, capace di imprese come quelle di Napoli e Roma e quella sfiorata di Torino contro la Juve, ma anche di clamorosi rovesci contro alcune dirette rivali. Gli emiliani sembrano quasi andare meglio con le grandi che con le altre squadre di bassa classifica.

Vincere per superare la Roma, si diceva, e guadagnare il 6° posto. Si poteva fare già la scorsa settimana, ma è inutile tornare sul passato; le voci di mercato che continuano a susseguirsi non sono la migliore garanzia di serenità nell’ambiente, e un eventuale ritorno di Kakà suonerebbe un po’ come quello, deludente, di Sheva nel 2009. Il Milan recupera, in questa occasione, Bonera, Muntari (si spera sia la volta buona) e Robinho. E l’ormai collaudato 4-3-3 dovrebbe vedere questa formazione: Abbiati; De Sciglio, Zapata, Bonera, Constant; Flamini, Montolivo, Boateng; El Shaarawy, Pazzini, Niang. Bonera in ballottaggio con Mexes; potrebbe essere subito titolare, vista la pochezza degli altri centrali; Flamini preferito a Nocerino, mentre Muntari non viene ancora rischiato; Niang ha stabilmente preso il posto di Robinho.

Pioli invece metterà in campo un 4-2-3-1, con: Agliardi; Garics, Portanova, Antonsson, Cherubin; Perez, Krhin; Diamanti, Taider, Gabbiadini; Gilardino. Il punto debole è sicuramente la porta; dover giocare al meno peggio tra Agliardi e Curci è forse più umiliante del doverlo fare tra Abbiati e Amelia (almeno il primo fa ancora qualche grande parata). Per il resto quella del Bologna è una formazione che sulla partita secca potrebbe giocare brutti scherzi; trequarti di ottimo livello e un attaccante come Gilardino che quando ha una squadra interamente a disposizione segna parecchio -la cosa che l’ha reso deludente nel suo periodo al Milan- vedasi Parma ed esordi alla Fiorentina. Nel Milan, invece, Bojan probabilmente subentrerà a uno tra Pazzini e Niang nel secondo tempo, per la sua capacità di cambiare la partita ma anche per la malattia allegriana di regalare il primo tempo agli avversari.

Obbligatoria la vittoria, specie dopo averla mancata domenica scorsa. Si può tranquillamente ottenere, ma dopo le vittorie in trasferta del Bologna sopra citate e la battaglia di mercoledì con l’Inter, vinta per un soffio dalla squadra di Stramaccioni, bisogna certamente fare attenzione. I rossoblù cercheranno probabilmente di sfruttare i contropiede, vista anche la difficoltà che ha il Milan in difesa -specie con uno tra Mexes e Acerbi in giro- e importante sarà anche il ruolo del centrocampo.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014