n_20121218143417_milan_occhio_a_drogba_rossoneri_pronti_a_inserirsi_tra_la_juve_e_livorianoOggi si apre finalmente il tanto atteso e teoricamente salvifico mercato di gennaio, l’unica occasione della dirigenza milanista per riparare gli errori commessi e intervenire sulle innumerevoli e preoccupanti lacune della squadra. Il primo verdetto è già davanti ai nostri occhi e non può essere che una notizia positiva: la partenza di Pato. Una decisione arrivata forse troppo tardi (anzi sicuramente, vista l’offerta decisamente superiore fatta per il brasiliano solo un anno fa), ma che non può che giovare alla squadra e al bilancio, essendo ormai il Papero un giocatore irrecuperabile in maglia rossonera. Per quanto riguarda la questione Robinho, sono molti i segnali che fanno pensare che il brasiliano alla fine resterà a Milano, prima tra tutti la distanza tra le parti sulla questione economica, in quanto il Milan si rifiuterebbe d scendere sotto i 10 milioni mentre l’offerta del Santos ad oggi si è fermata a 7. In secondo luogo, la dirigenza deve avere la certezza di poter arrivare ad almeno un rinforzo in attacco di un certo valore. La partenza di entrambi i verdeoro lascerebbe sguarnito il reparto offensivo, un rischio che il Milan non può permettersi, non potendo scaricare l’intera responsabilità del gol sulle spalle del Faraone.

Ma l’errore evidente di queste prime mosse di mercato è che si sta agendo sul reparto sbagliato. Certo un Drogba farebbe comodo a qualunque squadra, ma un suo arrivo, a mio parere improbabile, oltre a cozzare fortemente contro i diktat della società di puntare sui giovani e sul pareggio del bilancio, non sistemerebbe la squadra. I problemi, quelli veri si trovano in altre zone del campo, prima tra tutte la difesa, dove le numerose e ingiustificate amnesie hanno lasciato il segno e sono state la causa di molti punti persi per strada. I centrali non si trovano, non si capisce quale sia la coppia titolare o almeno l’uomo da cui non si può prescindere. Per quanto riguarda i terzini poche certezze, tranne De Sciglio, e molte decisioni da prendere. Ma non solo.

Servirebbero interventi anche a centrocampo dove il conclamato sostituto di Van Bommel non è stato trovato e dove non esiste un alternativa valida a Montolivo, ovvero chi sia in grado di creare gioco, la chiave di questa squadra. I dirigenti non fanno altro che insistere sul “Prima sfoltiamo la rosa, poi compriamo”. E allora sfoltiamola questa rosa, non resta altro che l’imbarazzo della scelta. Il Milan non sentirà di certo la mancanza di gente come Acerbi, Traorè, Mesbah e Flamini, la cui dipartita potrebbe fruttare un bel gruzzolo da investire non sui grandi nomi che fanno impazzire le folle, (vedi Balotelli che però dal City non dovrebbe muoversi visto l’infortunio al Kun Aguero), ma su chi serve davvero. Sembra già sfumato l’interesse per Armero, che avrebbe potuto dare una mano al centrocampo rossonero, e rimangono pochi i nomi di centrocampisti associati al Milan.

Sta proprio qui l’errore a mio parere, l’errore di puntare su uomini sbagliati, rincorrere grandi giocatori con ingaggi importanti e sacrificare un intero mercato e quindi la limitata disponibilità economica per un unico giocatore, giocatore che da solo non può risolvere i problemi di questa squadra. Contro la Roma il Milan ha mostrato di avere ancora grossi limiti, limiti che andrebbero superati con più di un innesto di valore. Ma come ha confermato anche il presidente, ci vorranno due, tre anni prima di ritrovare una squadra in grado di competere contro le più forti d’Europa, una squadra che punti al posto che le spetta. Questo non vuol dire però soccombere nel frattempo, ma anzi, impegnarsi per costruite passo dopo passo una squadra giovane, che possa fornire certezze per il futuro. È per questo che non perdo la speranza, perché il mercato si apre domani e voglio aspettarmi dei colpi di scena, quelli a cui questa squadra mi ha sempre abituato.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog