Noi non dimentichiamo!

San Siro, ore 20.45. Berlusconi è un gran “venditore di pentole”, saprebbe entrare in casa nostra e venderci una confezione di preservativi perché potrebbe venirci voglia di farlo con la nostra nonna. Anche se la nonna è morta da molti anni. Un incantatore, capace di far credere a chiunque di essere un campione, di essere giusto, di essere figo, e che ce la possiamo fare, in qualunque situazione, in qualsiasi sfida. Per questo la sua presenza a Milanello è molto utile, potrebbe fare lo psicologo sportivo della società: in questo sarebbe davvero un fuoriclasse. Purtroppo quando arriva a Milanello incontra i giornalisti, e quando incontra i giornalisti esterna, e quando esterna delira, come fa da parecchio tempo su qualsiasi argomento. Fortunatamente ora è solo presidente del Milan, prima era addirittura, incredibile ma vero, premier.

E’ passato con un innocenza bambinesca dagli apprezzamenti e l’interessamento a Guardiola, rivelando che l’affare è come (ampiamente) previsto impossibile (se fosse stato possibile non ne avrebbe parlato ai giornali), e nello stesso tempo delegittimando Allegri agli occhi dello spogliatoio senza peraltro sostituirlo – al consiglio di “centellinare” Pato, che appena due giorni fa chiedeva l’opposto, ovvero di giocare sempre e che invece andava venduto 11 mesi fa, fino ad arrivare al clou, alla perla inattesa: il Milan dovrà tornare una squadra di vertice ed aprire un ciclo vincente in “non meno di tre anni”; quando lo stesso soggetto, in combutta con l’A.D. di AC Milan affermava tranquillamente (dopo la campagna di svendita estiva) di non avere cambiato obiettivi e di puntare al successo in tutte le competizione cui avrebbe partecipato la squadra. In pratica nell’arco di 5 minuti ha di nuovo destabilizzato l’ambiente e confermato che non ci saranno soldi nemmeno per la campagna acquisti di Gennaio, in quanto il rientro tra le squadre di vertice viene fissato come obiettivo da raggiungere in, addirittura, quasi un lustro. Sapete, nel garage ho uno scooterone, “ufficialmente” è il mio grande amore, ma in realtà ci salgo su 3 o 4 volte l’anno proprio per non sentirmi in colpa di averlo trascurato, mi dispiacerebbe venderlo e non saprei a chi darlo, e mi scoccia un sacco pagarci il bollo e l’assicurazione. Ecco, credo che il rapporto tra il presidente ed il nostro club sia identico a questo.

Mister Allegri schiererà il Milan col solito, strambo, 4-3-3 con: Abbiati, Constant, Yepes, Mexes, De Sciglio, Montolivo, De Jong, Emanuelson, Boateng, Bojan, El Shaarawy. Modulo a parte, che, guardando con attenzione i nomi tradisce un bel 4-2-4 con De Jong e Montolivo mediani, pare che la formazione sia azzeccata: Abbiati è comunque meglio di quel fallito di Amelia, Constant e De Sciglio terzini non si toccano, Yepes neppure e Mexes, dopo la bella prova in Belgio non va certo “panchinato” senza riguardi, i mediani vanno bene, (anche se poteva starci il Noce al posto di De Jong anche se , ne sono certo, si daranno il cambio a partita in corso) e gli attaccanti schierati tutti assieme mi piacciono un sacco, sinceramente però avrei lasciato da parte il Boa, decisamente inutile in quest’ultimo periodo a favore magari di un mediano in più, ma va bene anche così. Certo che Allegri ci ha abituato a buttare via i primi tempi comunicando il giorno prima la formazione ideale, schierandone poi una pessima nella prima frazione di gioco, salvo poi ripristinare il giusto schieramento tramite i cambi nel secondo tempo. Situazioni come questa ultimamente ce ne sono state molte, ed è lecito aspettarsi una cosa simile anche stasera.

La Juventus si schiererà col suo solito 3-5-2 con: Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Isla, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah, Vucinic, Giovinco. In questa formazione dovrei annoverare anche l’arbitro, i segnalinee ed i giudici di porta che di sicuro saranno titolarissimi per la Juve dal primo minuto. Il morale dei milanisti è alle stelle, e dopo la vittoria di Bruxelles è giusto che sia così. Ma dobbiamo sottolineare anche tutti i limiti di quella prestazione, ottenuta regalando un tempo agli avversari e contando solo sull’ispirazione di El Sha e sulla fortuna di Mexes, che ha compiuto un gesto atletico che va a buon fine ogni 35000 anni. Ok, Ibra fa queste cose molto più spesso, tipo in Fiorentina-Milan 2010, o nella recentissima amichevole contro gli inglesi, ma lui è un caso a parte: non fa testo. L’inferiorità del Milan è ben conosciuta anche dai nostri giocatori, soprattutto se anche loro saranno coscienti della “superiorità arbitrale” della Juventus.

I gobbi giocano sempre in casa, anche quando sono lontani da Torino, perché sanno di avere dalla loro tanti angeli custodi (della classifica) che scientemente si preoccupano di aiutare la squadra, oppure di affossare le avversarie (come ci capitò a noi in quel di Catania, lo scorso anno), che poi è la stessa cosa, o anche tutte e due le cose assieme. Lo era nel 2005 e nel 2006 e lo è, guarda caso, anche oggi. Le prestazioni europee dei gobbi infatti, e non è un caso, sono molto meno smaglianti di quelle in Serie A. E, mentre noi, siamo già qualificati la Juve atomica di questi anni deve ancora aspettare il verdetto all’ultima partita del girone eliminatorio di CL. Comunque sia sono e restano la migliore squadra italiana in questa stagione, un po’ spuntata in attacco ma forgiata dalla meritocrazia di Conte, dove nessuno gioca per se stesso ma solo ed unicamente per la squadra, anzi per la causa è meglio dire.

Perché quelli juventini non sono giocatori, sembrano essere soldati di un esercito di liberazione, incaricati da Dio di ristabilire la verità su Calciopoli e dunque la giustizia sul mondo. Insomma degli invasati che alimentano e si alimentano delle allucinazioni delle masse di tifosi gobbi frustrati da anni di sconfitte, che con le vittorie di questo periodo sperano di cancellare un lustro di squadre ridicole dei vari Ferrara, Delneri e Ranieri. Per vincere dovremo essere pronti ad emulare gli interisti, dove l’allenatore in procinto di affrontare la Juve ha instillato nelle coscienze dei propri ragazzi la convinzione che vincere a Torino sarebbe stata un impresa epica: interrompere l’imbattibilità della propria nemica di sempre, che si sarebbe avvalsa, per mandare a monte il piano dell’aiuto certo dell’arbitro.

Infatti abbiamo potuto vedere che quando alla Juve venne convalidato un gol in fuorigioco fu l’Inter a prendere forza, perché la realtà era quella che l’allenatore aveva prospettato ai giocatori, e quel gol rendeva le previsioni e gli incitamenti di mister Stramaccioni ancora più verosimili, ancora più efficaci. In breve, la consapevolezza di combattere contro una squadra corrotta, e dunque per una buona causa, instillò negli interisti una forza imprevista, che non si è certo ripetuta nelle settimane successive ma che ha consentito alla piccola squadra milanese di trionfare in casa del nemico.

Allegri dovrà far “credere” ai ragazzi di essere di fronte alla battaglia finale del bene contro il male, che ogni attimo della carriera dei nostri ragazzi è stato solo una preparazione alla sfida di questa sera, e che conta solo stasera, il passato e gli impegni futuri non esistono, esiste solo un eterno presente, e nello stadio dal cemento debole dovranno dare ogni grammo del loro sangue, come se questa fosse l’ultima sfida della loro vita: o vittoria o morte. Dopo aver vinto il campionato cambierà e ci saranno solo rose e fiori per tutto il resto della carriera (per questo è meglio che Ambro non ci sia…) Personalmente non credo in questa impresa, perché il nostro mister è screditato dai tifosi e dai giocatori, ma non farò mancare il mio tifo, e poi chissà, io sbaglio sempre i pronostici..

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo