Quando sento parlare di “cuore” nell’affare Kakà – sento odore di presa per il culo, una presa bella grossa. 

Kakà non tornerà certo a Milano per una questione di cuore, semmai ci torna perché a Madrid l’unico segno indelebile che ha lasciato è stato sui libri contabili – motivo per il quale i blancos non vedono l’ora di liberarsi di lui.

Kakà non ha lasciato Milano per una scelta di cuore perché se lo avesse fatto avrebbe scelto il City a Gennaio dato che garantiva alla squadra un ricavo quasi doppio a quello ottenuto a Madrid.

Kakà purtroppo arriverà. E arriverà come classico acquisto pre-elettorale di un Berlusconi alla frutta calcisticamente e politicamente nel tentativo di raccattare qualche voto dei molti persi non riuscendo comunque a raddrizzare i sondaggi delle elezioni politiche che per ora vedono il suo partito con meno voti non solo del centro-sinistra ma anche del movimento 5 stelle.

Kakà non arriverà per una questione di cuore. Arriverà come allegato rispedito al mittente di un pacco più prezioso che vede al suo interno Sahin o Diarra per rinforzare il centrocampo. Arriverà con il suo ingaggio oneroso che sfonderà immediatamente il tetto salariale rossonero e arriverà levando spazio a quello che dovrebbe essere ad oggi il titolare a centrocampo in quel ruolo – Kevin Prince Boateng.

Kakà arriverà come l’ennesimo segno di una dirigenza che non sa più cosa fare, che ha venduto Maxi Lopez per cercare di prendere Matri e che ha lasciato partire Merkel per cercare di prendere Diarra. Kakà arriva chiudendo un cerchio di un Milan che lo aveva venduto per sistemare il bilancio “una volta per tutte”, parole di un Galliani che a distanza di tre anni ha riscritto il concetto trasmesso da quelle parole.

Kakà arriverà. E ad oggi non riesco ad esserne contento.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.