Partono o non partono? Ormai tutta Italia si chiede questo. Ibrahimovic e Thiago Silva sono i pezzi pregiati, gli unici, gli ultimi due del nostro campionato – unici quindi ad avere mercato a cifre interessanti fuori dall’Italia. Galliani è stato chiaro: restano, ma a meno di cifre indecenti – ovvero “non lo sappiamo nemmeno noi“.

Come insegna il caso Kakà, certi giocatori non andrebbero piazzati o presi a fine mercato – vuol dire dover reimpostare tutta la preparazione e gli schemi di gioco fatti per un mese a campionato iniziato. La realtà è quini ancora più sconcertante: non si sa cosa fare, non si sanno gli obiettivi, non si sanno gran parte dei giocatori che dovrebbero essere nell’undici titolare della prima gara di campionato del 2012/13.

Non si sa nemmeno, ad esempio, se in caso di cessione questi soldi saranno usati subito per comprare rinforzi o se saranno utlizzati per il bilancio, con il serio pericolo di una vanificazione delle entrate qualora non si raggiungesse la qualificazione in Champions League. La realtà è quindi molto più semplice di quello che appare: se si è arrivati in questo punto di stasi è perché Galliani e Berlusconi hanno fatto il loro tempo e non hanno più interesse ad investire nel Milan e non è questione né di crisi economica (la Juventus investe di più e lo stadio di proprietà non è ancora andato a regime).

La missione del Milan è quella di essere una squadra top mondo – una squadra che faticherebbe a lottare per la qualificazione in Champions League non sarebbe più l’AC Milan. Barricarsi dietro ai colori per giustificare le porcate a livello societario è l’ultima cosa da fare: l’interesse dei tifosi dovrebbe essere quello di avere una squadra vincente e non una marea di abbonamenti gratis che, a giudicare i cori della curva per Galliani il giorno del raduno, paiono essere arrivati anche quest’anno.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.