Oggi si è radunato il Milan, secondo Serafini si tratta di un “radunicchio”. Secondo me di un “radunello”, considerando l’assenza dei big impegnati con le rispettive selezioni nazionali, ma nanche la presenza di figure valide e in cerca di riscatto come Constant. Di sicuro quest’anno è il definitivo banco di prova per quei critici, e mi ci metto anch’io, che si disperavano vedendo il Milan giocare costantemente con 2/3 uomini in meno dell’avversario, perché in campo erano schierati gente come Ronaldinho, Pirlo, Seedorf, Zambrotta o Jankulovski e spesso anche Gattuso.

Molti di noi hanno pregato in turco Dio perché allontanasse questi cadaveri dalla nostra squadra e li sostituisse, anche con un Acerbi o un Montolivo qualsiasi: ora ci siamo, i morti sono stati tumulati, chi a Torino, chi in Brasile, chi all’ospizio, chi in birreria… Adesso abbiamo dei giocatori vivi e motivati, privi del blasone dei predecessori, ma ben dotati di polmoni e gambe.

Allegri ha dichiarato solennemente che il problema infortuni, non dovuto alla sfiga o al campo di San Siro, ma dovuto (come chiunque dotato di un minimo di cervello poteva agvolmente constatare) all’errata preparazione atletica (ci sarà meno palestra nel programma dei nostri giocatori) è stato risolto, e, in sostanza, se manteniamo le prestazioni dello scorso anno, sottraendo gli infortuni, ce la possiamo giocare con chiunque, se non altro in patria. Per adesso, ci fidiamo del caciuccaro, quando ad Ottobre mancheranno già 4 o 5 titolari ne riparliamo.
Di sicuro c’è solo una cosa: spostare a Milan Lab il responsabile della debacle fisica della nostra rosa per paura che possa finire ai gobbi non è una grande idea – per parlarci chiaro: regalare Pirlo e trattenere Tognaccini è roba da matti.

Ora, io sono uno che mantiene le promesse, e tempo fa vi promisi che in estate avrei battuto principalmente su due chiodi fissi: i portieri, ed il trequartista. Nella prima fase della scorsa stagione abbiamo perso parecchi punti perché abbiamo un portiere titolare che non è mai stato una cima, ma in quel periodo ha vissuto una delle fasi più basse della sua carriera; il suo sostituto, Amelia, invece è una pippa conclamata, quindi non ne discuto nemmeno: a questa squadra manca un portiere serio, che non sia come Amelia e che sia più continuo e meno fragile di Abbiati. Ora, ci sarebbe stato un bell’affare a portata di mano: il passaggio di Julio Cesar al Milan.

Il brasiliano è considerato un peso all’Inter, in quanto non è più giovanissimo, gravato da un ingaggio stellare ed è stato sostituito dal quotatissimo, e bravissimo, Handanovic; e Julio Cesar non è uno che accetta di fare panchina, visto che è anche titolare della nazionale brasiliana. Un campione, rinnegato dall’Inter, motivatissimo a farla pagare agli interisti, a parametro zero, visto che cercava la rescissione contrattuale… Insomma un affare da valutare seriamente, molto seriamente. Se considerassimo poi, come paradigma l’exploit di Muntari una volta che si è trasferito dall’Inter al Milan, immaginatevi di cosa sarebbe capace Julio Cesar. Bene, la nostra dirigenza e la nostra stampa, invece cosa hanno fatto? Lo hanno snobbato, dicendo che, oltre ad avere un ingaggio troppo elevato è, insomma un vecchio – e noi di vecchi catorci scaricati dall’Inter non abbiamo bisogno.

Un vecchio. Un vecchio rispetto a chi? Quando schieriamo orgogliosamente e baldanzosamente Abbiati (1977) che ha due anni più di J. Cesar (1979) ed è infinitamente inferiore come caratura calcistica! Vabbé, ma l’ingaggio è troppo elevato… più elevato di chi, poi? Se abbiamo preso un medianaccio come Muntari e gli abbiamo fatto un contratto caro quasi quanto il detestatissimo ingaggio di Pirlo… Per me Julio Cesar potrebbe essere un affare, se preso a parametro zero, anche perché, è immorale non aiutare un interista che sta tentando di tornare sulla retta via dell’unico club di Milano. Inoltre, ripeto, chi negli ultimi anni ha varcato le sponde di Milano in direzione Milan si è sempre fatto trovare pronto e motivatissimo e noi abbiamo estremo bisogno di giocatori motivati, con il coltello tra i denti.

Tornano ad agitarsi, almeno sembra, le acque sul fronte Thiago Silva, ovvero sulla peggior trattativa del Milan negli ultimi trent’anni (dopo l’affare Tevez): hanno condotto una trattativa di vendita tutta in casa del compratore, ovvero a Parigi, con i giornalisti quasi presenti al tavolo. Prima hanno incensato il giocatore definendolo il difensore migliore del mondo, poi hanno rifiutato una mastodontica offerta per uno stopper e conseguentemente hanno dovuto rinnovare il contratto al giocatore a delle cifre scandalose. Un menomato mentale avrebbe fatto meglio del genio del mercato, non ho alcun dubbio.

E’ palese che il voler imbastire tutta questa trattativa pubblicizzatissima sui media sia stato il secondo sgarbo di Berlusconi a Leonardo, facendogli fare figuracce a ripetizione a livello internazionale. La prima fu l’affare Tevz, condotto dal Milan con estrema risolutezza, con tanto di foto in compagnia, fino a quando il PSG di Leonardo e Ancelotti non si ritira dalla trattativa, “accontentandosi” dell’acquisto di Pato. A questo punto il PSG si è esposto ed il niet di Berlusconi fa fallire tutto l’affare, facendo fare una modesta figura a Leonardo ma una anche peggiore alla nostra società, soprattutto nei confronti di Tevez, che, come Ibra e Cassano, sarebbe approdato al Milan ad una cifra molto inferiore rispetto al suo reale valore. Con Thiago Silva va in scena lo stesso teatrino, con lo stesso esito: Berlusconi che, recitando la parte del deus ex machina manda a monte tutto… Peccato che questo giochino sia costato un bell’aumento dello stipendio del difensore brasiliano e che solo ora ci si accorga che le casse del Milan non sembrano poter reggere la contemporanea presenza di due ingaggi faraonici come quelli di Thiago Silva e di Ibrahimovic.

E ora che si fa? Si ritorna, sommessamente a mettere sul mercato Thiago Silva, l’unico vendibile della coppia, in quanto Ibra ha davvero un ingaggio disumano per un trentaduenne e che, per acquistare (perlomeno) due attaccanti che assieme forniscano i numeri che Ibra fornisce da solo ci vuole una cifra doppia rispetto a quanto il Milan ricaverebbe da una cessione dello svesdese. L’unico “sacrificabile” sembrerebbe essere Thiagone, reduce peraltro da una stagione non certo esaltante e con una condizione psicofisica e motivazionale in calando.

Altra questione: a noi manca un trequartista di ruolo, non un centrocampista avanzato come Boateng, che se non la smette di fare il discotecaro e non ricomincia ad allenarsi seriamente rischia davvero di mettere a rischio la sua carriera. Io il ghanese lo vedrei bene nei tre di centrocampo, quindi, tornando al discorso precedente, continua a mancarci un trequartista di ruolo, escludendo Robinho a priori. Noi un giocatore in grado di fare il trequartista l’avevamo, era il migliore del mondo e si chiama Kakà. Purtroppo la permanenza nel Milan ed un brutto infortunio l’avevano seriamente provato, ma ora sta fornendo un discreto rendimento in Spagna, ottimo se consideriamo le velocità con cui si gioca in Italia. Ma Ricky, se è vero che costerebbe poco come cartellino ha pure lui un ingaggio galattico, proibitivo in rapporto all’età ed alle condizioni del giocatore. Certo è che di segnali d’amore ne manda al Milan e, ogni tanto potremmo anche rispondere.

Voi che consigli dareste al genio del mercato? Sappiate però che il genio del mercato non ha bisogno di consigli, ma solo di tanti abbonamenti.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo