Perdonatemi, ma ancora l’avvicinamento dei Mondiali non mi ha causato nessun effetto “positivo”. Il Sudafrica sta andando via via colorandosi delle bandiere di tutto il mondo, fervono i preparativi e qualche giocatore  (non pochi per la verità) è costretto a dare forfait a pochi giorni dall’inizio della competizione. Insomma, la più importante competizione di calcio sta per iniziare, il mondo è pronto a puntare gli occhi su Brasile, Argentina, Italia, Spagna, ma a me continua a destare preoccupazione la situazione del nostro Milan.

Da una parte la festa, i colori, le urla e l’attesa per un mese che farà gioire, soffrire, esaltare o deprimere. Dall’altra il silenzio, l’abbandono, la sensazione (la certezza) che la festa sia finita da un pezzo e non tornerà più per parecchio tempo. Non si muove una foglia in via Turati, immobilismo su tutta la linea, aspettando qualcosa che non si sa cos’è. Tutto intorno vedi le rivali che si stanno preparando per l’anno prossimo, la Juve dà l’idea di avere in testa tante idee, l’inter ha liberato Mourinho (o meglio, lo ha proprio venduto), noi aspettiamo Allegri da circa tre settimane. Pare che oggi ci possa essere un incontro tra le parti interessate. Pare però anche che all’incontro mancherà Cellino, ossia colui che dovrebbe dare il via libera al tecnico toscano. Al momento è a Miami, se torna bene, altrimenti ci attacchiamo al tram: Dottor Galliani, venga a dirci che il club più titolato al mondo può aspettare i comodi di un Cellino qualsiasi!

Ormai la situazione è chiarissima. Gli stessi giocatori non si aspettano niente dal prossimo mercato, il punto è che non tutti fanno i salti di gioia in attesa di una stagione dove, giocoforza, il quarto posto sarà il traguardo massimo. Ed è così che Alexandre Pato se ne esce (vabbè è arrivata la solita credibilissima smentita) con “E’ presto per dire se resto al Milan”: che cazzo vuoi dirgli? Ha vent’anni, un futuro che potrebbe essere luminosissimo, perchè relegarlo a lottare per obiettivi minimi? Ben presto arriverà il tempo dei lamenti anche per Thiago Silva. Resteremo una pensione per vecchi logori che non hanno più nulla da chiedere e restano per godersi uno stipendio da favola.

Gli unici per cui la situazione non è chiara sono i giornalisti. Nel giro di tre giorni ho letto questi nomi: Camoranesi, Ganso, Trezeguet, Caceres, Pedro Leon, Garay, Poulsen, Bocchetti, Criscito, Luis Fabiano, Dzeko, Blasi, Ebouè, Marchetti, Van der Wiel, Bale, Adriano, Lazzari, Otamendi, Paulo Henrique, Gago, Robinho, Drenthe, Brocchi, Taiwo, Mantovani, Ibahimovic, Marcelo, Adebayor. Come no.

Posted by LaPauraFa80