Anche questa è andata. Lo aveva detto chiaramente Allegri alla vigilia di Parma-Milan, semplificando l’importanza di questa partita al fatto di mantenere il vantaggio quantomeno invariato con una giornata in meno da giocare.  Anche quando la voglia non è proprio al massimo e la brillantezza non è delle migliori, il Milan riesce ad espugnare un campo per nulla facile come il Tardini grazie al solito Ibrahimovic e al sempre più convincente Emanuelson (ricordiamoci alla fine del campionato che tre punti sono arrivati grazie a lui). Già, proprio quell’olandese tanto criticato, da me in primis, sta invece dimostrando di poter ben ricoprire il ruolo di trequartista dando dinamismo e velocità al nostro centrocampo. Un giocatore sicuramente differente dalla nostra colonna Boateng, ma che può dare una soluzione in più ad Allegri, considerando anche la stagione alquanto altalenante del giocatore ghanese. Il merito della crescita di Urby va dato sicuramente al livornese, che ha intravisto in lui qualcosa che all’inizio forse nessuno è riuscito a vedere, e lo ha caricato di responsabilità affidandogli ripetutamente la trequarti del campo. Il giocatore spaesato e fuori ruolo di inizio stagione, quello che era arrivato come terzino per poi passare a mediano destro, sembra non esserci più e sembra abbia fatto spazio ad un giocatore più che buono tecnicamente e dotato di una grande corsa in tutte e due le fasi del gioco. Scommessa vinta insomma, e complimenti ad Allegri.

Dicevamo della classifica, rimasta invariata dopo questa giornata. Sì, invariata per noi e per tutti quelli che analizzano il calcio con razionalità, ma sembra quasi si sia ribaltata per chi il calcio lo commenta con faziosità. La “grandissima vittoria della Juve” sul campo della sventurata Fiorentina sembra infatti abbia colmato il distacco che li separa da noi, come se segnando più goal si riuscisse a guadagnare più punti. Poca l’obiettività dei giornali e dei giornalisti, che esaltano la grande prestazione juventina senza evidenziare il deficit grave della Fiorentina di questi mesi, costretta per altro a giocare nell’ultima gara senza i sui due giocatori più importanti Jovetic e Behrami. Fiorentina in piena crisi e vicina alla zona retrocessione, Juve a giocarsi lo scudetto: ci sta la vittoria, ed anche facile, ma da qui a dire che è una dimostrazione di voglia e di fame ce ne passa. Parlando di Juve però, non si può non parlare di Antonio Conte, attore che passa dalle urla delle lamentele al silenzio quando qualcosa non va con una facilità disarmante. “Allegri stia zitto, è lui l’unico che continua a parlare”: questa l’ultima trovata giornalistica del parrucchino più famoso della panca. Conveniva alzare i toni, perché Juve-Milan si avvicinava, e lui lo fa senza farsi pregare; chissà cosa farà alla fine delle gara, ma non sarà difficile prevederlo guardando il risultato finale della partita. Se ulteriore ladrata sarà, accuserà la stampa di aver caricato troppo gli animi; se ne uscirà sconfitto, cadrà in un profondo silenzio o inizierà a gridare “ingiustizia”! Troppo prevedibile il buon Antonio, già dopo pochi anni di carriera le sue mosse verbali sembrano già preannunciate.

Parlando della gara contro i Gobbi, non resta che invocare una rivincita per tutto quel che è successo a S.Siro in campionato, anche se non sono sicuro che Allegri rischierà così tanto per andarsi a prendere questa qualificazione. Perché parliamoci chiaramente, è l’ultimo trofeo per ordine di importanza e lasciarlo come consolazione ai bianconeri in cambio dello scudetto numero 19 non farebbe schifo a nessuno (anzi!). In più il Milan deve pensare anche all’incredibile sfida di Champions contro il Barcellona, sfida di tutt’altro livello e tutt’altra importanza; ma cosa vuoi spiegare a gente che sono anni che vive nel baratro e quella musichetta magica se la sogna la notte. Ci sarà il tutto esaurito allo Juventus Stadium e ci saranno tifosi caricati a mille nemmeno fosse la finale di Champions, ma lo sappiamo già e dobbiamo essere preparati (anche ad eventuali caroselli in caso di qualificazione juventina!). Tra la sfida contro la Juve e quella contro i campioni d’Europa in carica ci passa la Roma, squadra da prendere con le molle perché può prenderne 4 o farti una partita strepitosa. S.Siro aspetta il Barca, aspetta le stelle e le vittorie importanti. La speranza è quella di arrivarci senza intoppi di carattere fisico e mentale (giocarsela con la Juve e vincere con la Roma sarebbe l’ideale) per provare ad inseguire un sogno chiamato Champions, un sogno che solo per noi spesso si è tramutato in realtà. Giochiamocela dunque contro questa Juve, e cerchiamo di prenderci una rivincita, ma  senza rischiare troppo e senza prendercela tanto per una eventuale eliminazione.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.