Oggi vorrei scrivere qualcosa di diverso dal solito, qualcosa che esula dall’attualità di questi giorni, che per noi tifosi milanisti non offre certo spunti interessanti. Insomma, negli ultimi tempi ci siamo ritrovati a diventare spettatori passivi più che tifosi: l’inter vince, il Milan è all’abbandono, la Nazionale non crea entusiasmo. E’ un po’ così e non è questione di vittorie, quelle possono anche mancare, è il contorno di bugie, imbarazzi e immobilità che infastidisce.

Ma veniamo al punto. Il gol di Milito domenica mi ha riportato alla mente (non so perchè) un momento della mia “carriera” calcistica. Carriera è forse troppo, diciamo che ho giocato per una decina d’anni nella squadra del mio paese. Giocavo a sinistra, quasi sempre terzino, con un pizzico di presunzione posso dire che me la cavavo benino. Dopodichè un brutto infortunio al ginocchio mi ha portato a stare in panchina per qualche mese e mentre stavo seduto a guardare i miei compagni ho deciso di smettere: in quel momento era più facile mandare affanculo il nuovo allenatore che aspettare di riprendermi il posto. Ripensandoci oggi dico che avrei dovuto avere più pazienza.

Che c’entra con Milito? Ci arrivo. Dunque, parliamo di quando avevo cerca 11-12 anni, il campionato era finito e le società della zona organizzavano tornei delle durata di qualche giorno. Quel giorno eravamo ospiti dell’Accademia Inter, società satellite dei nerazzurri e decisamente più forte di noi. Il torneo aveva la durata di una sola giornata, con partite al mattino e al pomeriggio. Arrivò il turno di giocare contro i fortissimi padroni di casa e per me quello di stare in panchina (il mister ci faceva ruotare per far giocare tutti). Entrai nel secondo tempo, eravamo sotto di 4 gol. Dopo pochi minuti ci fu un calcio d’angolo, la palla uscì dalla loro area e mi venne incontro lemme lemme, io andai per calciare, ma poco prima di tirare mi accorsi che davanti a me c’era un muro di giocatori. Così, d’istinto tentai il cucchiaio e (senza tralasciare un po’ di culo) la palla s’infilò nel sette. Ho sempre segnato poco, quello fu un gioiellino: pure io ero rimasto un attimo sbigottito. Poi, in pochi minuti ci portammo a un solo gol di distanza. Sembrava tutto perfetto, ma loro erano troppo più forti e finì con un onestissimo e soddisfacente 6-4 per gli avversari che a fine partita ci fecero i complimenti.

Tutto questo per dire? Fondamentalmente niente (se non per fare lo sborone per aver segnato un gol all’inter, eheh), ma è da un paio di giorni che mi balena in testa questo flash e, in assenza di spunti interessanti, mi andava di condiverlo. A questo punto se qualcuno di voi vuole raccontarci le proprie esperienze da calciatore, qualche momento, qualche gol, faccia pure nei commenti.

Posted by LaPauraFa80