Inutile chiedersi i motivi della sconfitta di mercoledì sera, o meglio inutile girarci intorno: “quelli là” erano comunque troppo forti nonostante ce la fossimo giocata alla pari. C’è invece da chiedersi se il calcio dei catalani vada invece preso a modello e la squadra portata nell’olimpo tra le più grandi di sempre. Sono convinto personalmente che a questo Barcellona manchi ancora qualcosa: non penso che ad alto livello nel calcio si possa vincere sempre tralasciando completamente la fase difensiva, schierandovi il più delle volte due o tre centrocampisti – andrebbero cancellate le teorie di cento e più anni di storia del calcio. Penso che invece i catalani traggano vantaggio dai benefici di quel campionato sempre più falsato che è la Liga dalla legge Beckham in poi: possono permettersi come il Real Madrid il meglio – e se non si interverrà presto la forbice tra queste due e le altre si allargherà sempre di più. Possono permettersi di lasciare andare due giovani ricomprandoli a caro prezzo una volta diventati campioni da un’altra parte (Pique e Fabregas), di svendere i propri campioni (Eto’o prima e Ibra poi) e di fare colpi a caro prezzo ogni anno, mal che vada finiscono in panchina – operazioni che una società italiana oggi non può permettersi. Cosa farebbero Galliani e Berlusconi in condizioni simili? Non lo so, ma in condizioni leggermente più difficili sono arrivati quattro scudetti e tre champions League in sette anni. Penso quindi che questo Barça emerga quindi nella mediocrità generale che viene creata dal concentrare buona parte dei campioni in circolazione in due sole squadre. Per entrare nella storia gli manca inolte una statura morale (anche se ad alcuni dei suoi giocatori manca anche quella materiale): ricorrere alle scorrettezze delle provinciali con continui tuffi a terra e simulazione di infortuni quando si vince di misura può capitare in una grande squadra, non in quelle che passano alla storia. Una notazione, infine, puramente tattica: questo Barça in un big-match ha il doppio del possesso palla ma non il doppio dei tiri in porta rispetto all’avversario – insomma ha bisogno di più passaggi rispetto a chi incontra per creare un tiro in porta. Pregio o difetto?

Abbiamo tutti negli occhi la pessima prestazione di Pato nella gara di mercoledì sera. Se fino a poco tempo fa si diceva di aspettare la crescita del ragazzo, ora il tempo di tale attesa deve necessariamente finire. Non vedo come Pato possa cambiare la propria testa e non finire tra quei campioni dalle enormi potenzialità mai mostrate per la scarsa voglia di giocare, quindi, francamente mi augurerei una cessione il prima possibile. Il valore del Papero è stato stimato in 40 milioni di Euro secondo le offerte da Londra, Transfermark lo stima invece a 34. Materiale comunque buono per incassare un alto ricavo dalla cessione abbinato ad una cospicua plusvalenza considerato il valore di mercato al quale è stato acquistato nel 2008 (22). Penso che sarà usato subito come pedina per arrivare al prestito di Tevez o – magari – come eventuale saldo per l’acquisto di Balotelli (lasciandoci anche qualche soldo in cassa). Come side-effect probabilmente si è garantito il rinnovo Antonio Cassano anche se non so se potrà tornare il giocatore visto nella prima parte di stagione. Ritornando al papero ha forse ora l’ultima occasione: in squadra troverà due esempi da seguire per esplodere e garantirsi la permanenza in rossonero: quelli di Abate e Boateng che sono cresciuti gradualmente fino a diventare il più forte terzino destro e il più forte trequartista della Serie A. E pensare che proprio per l’acquisto del Ghanese qualche “purista” aveva storto il naso due anni fa, chissà se con quel colpo di tacco ha cambiato idea…

Ibrahimovic si è sbloccato anche con una grande in una partita importante di Champions League. Dopo l’assist nel 2-2 al Real Madrid e il gol annullato contro il Tottenham in questa edizione ha sempre segnato in tutte e quattro le gare disputate. Al Milan ha una media di 0,64 gol a partita corrispondenti a sette gol in undici presenze in Champions League. Gliene sono bastate la metà per superare i sei gol in nerazzurro in ventidue gare mentre già alla seconda ad Amsterdam aveva pareggiato i tre in bianconero. Il mito dello svedese assente nella massima compezione europea è quindi forse tipicamente manciniano, anche a fronte di quanto (non) fatto vedere dal Manchester City in questo girone. Lo svedese ha bisogno di una punta che gli corra intorno per valorizzarne le caratteristiche sue e altrui con assist e sponde, ruolo che finora sta ricoprendo egregiamente Robinho e ruolo che non avevano né Cruz, né Crespo, né Adriano nei suoi trascorsi nerazzurri e né Trezeguet in quelli bianconeri. Ibrahimovic sta vivendo forse le sue migliori stagioni proprio perché sotto la gestione tattica di Allegri si è progressivamente abbandonato lo schema “palla a Ibra” utilizzato in parte da Guardiola anche a Barcellona. Difficile vedere questo soprattutto per chi dalla sponda povera di Milano continua a vivere di pregiudizi dettati dal passato sul numero undici rossonero.

Lo scorso Agosto non pensavo che si potesse colmare il Gap col Barcellona in un solo mercato, alla luce delle prime due sfide dirette col Milan dell’era Guardiola ho cambiato idea e stimato tale gap in 2-3 giocatori. Il primo dilemma riguarda la fascia sinistra dove l’inguardabile Zambrotta non può più pretendere una maglia da titolare, successivamente il ruolo di mediano attualmente occupato da Mark Van Bommel (Ambrosini riserva – entrambi via a fine stagione) e infine un uomo di qualità per sostituire Clarence Seedorf e relegare a riserva Alberto Aquilani. Servono comunque dei campioni e non dei mezzi giocatori come l’ex romanista: rimane quindi il problema di acquisire giocatori buoni, a basso prezzo e inserirli in squadra beffando lo strapotere economico della Liga. O forse vanno valorizzate le due alternative che già abbiamo in casa: Taye Taiwo e Mathieu Flamini lasciando così spazio alla crescita dei giovani Vilà, Strasser e Merkel. Se infatti è facile sostenere la necessità degli acquisti, è molto difficile alle regole attuali trovare nomi da proporre che possano poi realmente concretizzarsi.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.