E’ sicuramente il 2-1 con cui il Genoa espugna l’Olimpico il risultato più sorprendente della seconda giornata di serie A. Davamo molti, quasi tutti, dopo il pari ottenuto a San Siro la squadra biancoceleste in grado di competere per la lotta scudetto. Una settimana dopo e con la sconfitta di Napoli alle spalle con in mezzo il pareggio casalingo col Vaslui dei biancocelesti sappiamo che probabilmente non è così. La Lazio è ancora troppo simile a quella, seppur buona, che l’anno scorso lottò, fallendo, per il quarto posto. In particolare la Lazio appare ancora provinciale nel chiudersi troppo radicalmente dopo essere andata in vantaggio, presentando una fase difensiva ancora tutta da curare.

La seconda vittoria in trasferta la coglie invece il Lecce, rimasto a secco nella prima giornata. Tre punti pesanti quelli dei salentini sul campo del Bologna, apparso lento, svogliato e troppo distante dal campo concedendo assoluta libertà sulle fasce laterali ai salentini. Bologna che nella prossima dovrà affrontare la Juventus. I bianconeri sono apparsi nettamente indietro rispetto alla prestazione con il Parma ma hanno potuto contare ancora una volta sul decisivo apporto di Andrea Pirlo, a quanto pare sempre più desideroso di accasarsi a Torino date le sue ultime prestazioni in rossonero. Il giocatore rischia di diventare insostituibile, da decidere quindi ancora quanto valga la Juventus senza Pirlo: lo scorso anno il Milan è riuscito a vincere il derby e lo scudetto senza Ibrahimovic. Il campionato italiano si vince da sempre con la panchina, ma la panchina dei bianconeri è pressochè la stessa che lo scorso anno ha colto l’ottavo posto con pochi rinforzi ancora non all’altezza. Attenzione a dare la Juve tra le candidate al titolo troppo presto: Ciro Ferrara due anni fa partì con quattro vittorie consecutive e finì con un esonero due mesi dopo. Non mi convince nemmeno il Napoli messo in campo contro il Milan B di domenica sera, sia per la mentalità da provinciale fatta vedere con giocatori come Lavezzi che hanno simulato dal primo al novantesimo (emblematica l’azione al 20′ del primo tempo quando il Pocho cade tenendosi la gamba, salvo rialzarsi appena il pallone torna in possesso della propria squadra). Il Napoli parte con una rosa inferiore a 4-5 squadre e un pesante impegno infrasettimanale, la sua permanenza in testa è legata proprio a questo e all’onda dell’entusiasmo che li sosterrà finché saranno in alto, tradotta negli arbitraggi casalinghi al San Paolo che hanno già fatto e faranno la differenza.

Delude anche il Palermo di Mangia, seppur con l’attinente di una partita al limite dell’impraticabile sotto il temporale di Bergamo, mentre si conferma l’Udinese vincendo 2-0 la gara casalinga con la Fiorentina: prima a sei punti insieme a Cagliari (2-1 contro il Novara), Juventus e Napoli. Meglio dello scorso anno, quando fece un avvio da dimenticare che gli costò uno dei primi tre posti. A un punto Inter e Roma, nello 0-0 di San Siro con evidenti passi avanti fatti intravedere dalla squadra di Luis Enrique nonostante sia l’Inter a rischiare nel finale di vincerla. Due allenatori che rimangono sulla via dell’esonero nonostante si trovino agli stessi punti di quello campione d’Italia Allegri che nessuno ha pensato minimamente di mettere in discussione dopo Napoli. Eppure, sono andato a risentirmi il video di Federico Buffa, di cui il sottoscritto si sente personalmente orfano a causa dell’abbandono di Sky Calcio Show dopo la prima, straordinaria, puntata. Video che tanto fece scalpore dopo Palermo, video in cui è possibile trovare molte analogie tra quella partita e quella di ieri: evidentemente la lezione non è stata imparata. Milan a un punto, come Inter e Roma. Verrebbe da dire, in questo campionato ancora tutto da delineare: mal comune, mezzo gaudio.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.