Gli scioperanti davanti al Sant'Elia

CAGLIARI – Scene turche nel capoluogo sardo, in occasione di Cagliari-Milan. O meglio, in quella che sarebbe dovuta essere stata Cagliari-Milan. Ieri mattina, nonostante mesi di trattative, è stato frettolosamente e in extremis dichiarato lo sciopero dei calciatori per le vertenze di contratto collettivo e contributo di solidarietà. Ma le conseguenze non erano per niente prevedibili.

Ecco come sono andati i fatti: Intorno alle diciassette e mezzo delle Lamborghini e delle Ferrari hanno bloccato tutti gli accessi allo stadio. Subito dopo sono scesi i calciatori (non arrivati stavolta dai pullman, gli autisti avevano dichiarato sciopero in solidarietà con i giocatori) di entrambe le squadre, che si sono diretti verso l’ingresso riservato ai giornalisti e hanno cominciato a picchettarlo, intonando “Berlusca/fascista/sei il primo della lista” e cori simili. In prima fila i centrocampisti, con cartelli quali “I NOSTRI STIPENDI NON SI TOCCANO”, “PRESIDENTE CACCIA I SOLDI”. Lo striscione di testa citava: “REFERENDUM“, la consultazione sul contratto collettivo chiesta dai giocatori. Presenti alla manifestazione 50 calciatori secondo gli organizzatori, 22 secondo la questura.

Massimo Ambrosini, segretario regionale lombardo della neocostituita FIC-CGIL, ha dichiarato ad un inviato del TG5 che la manifestazione si stava dipanando in modo pacifico. Ma, a vedere come sono andate le cose, non ha detto la verità: già dai primi momenti alcuni testimoni oculari (tra cui un centinaio di tifosi di entrambe le squadre rinchiusi dentro e liberati solo a notte fonda) hanno notato spranghe in mano a Cossu ed altri.

Il bilancio finale è sconcertante: bruciate cinque macchine, quattro di tifosi e quella del presidente Cellino (illeso), tre feriti nonostante l’intervento della polizia antisommossa: due giornalisti, lievi, e un venditore ambulante di generi alimentari, ricoverato con varie ecchimosi ed una prognosi di 40 giorni. Ma il momento di maggior tensione è arrivato solo verso sera, dopo l’annuncio che i padroni, per salvare la produzione, avevano lautamente pagato come krumiri i calciatori di quattro squadre (Inter, Chievo, Napoli e Palermo): sono partite da un lato le cariche della polizia, dall’altro gli scontri con un manipolo di calciatori, guidati da Abbiati, muniti di manganelli e vessilli di estrema destra, che cercavano di entrare in campo e giocare.

L’allenatore del Milan, Allegri, è stato in tutta fretta chiamato per un tentativo di mediazione con gli scioperanti: la proposta era quella di garantire almeno le fasce orarie critiche (i primi e gli ultimi dieci minuti più recupero della partita), ma è stata rifiutata. Alla fine un blitz della Polizia ha arrestato 11 giocatori, 5 del Cagliari e 6 del Milan, e identificato e denunciato a piede libero gli altri manifestanti. “E’ stato uno dei lavori più difficili da quando ricopro questo incarico” ha ammesso il capo della Polizia di Cagliari. Comunque una delle più brutte pagine della storia del calcio, da cancellare in vista della ripartenza del campionato tra due settimane. Senza intoppi, si spera.

Poi mi sono svegliato, ed uno sciopero dei giocatori c’era effettivamente…ma era ben altra cosa.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.