Il momento giusto per andare via?

Andrò forse controcorrente a quanto esposto su altri blog. Ma penso che martedì sia stato un segno chiaro di come andrà la prossima stagione. Intanto Berlusconi stavolta la sua faccia al ritiro non ce la mette. Vuoi con la scusa, pretestuosa, del lutto per il caduto in Afghanistan (pretestuosa perché non avrebbe dovuto parlare come presidente del consiglio ma come presidente del Milan) ma intanto la faccia sulla stagione non ce la mette, come invece aveva fatto la stagione passata, conclusasi con lo scudetto. Penso però che sia ancora presto per giudicare se questo sia dovuto ad un eventuale disimpegno in questa sede di mercato. E’ però evidente una cosa: non so quanto il tifoso possa tollerare ulteriormente un presidente che non sa nemmeno i nomi dei propri giocatori in rosa e vede la propria squadra come un passatempo.

Sarà forse un ragionamento da tifoso, ma pretendo che il mio presidente metta la mia squadra in cima alla sua lista di priorità. Non mi importa se nel resto della lista ci siano le prostitute o la Saras o lo stato italiano. Quel ruolo non può svolgerlo Galliani che è un mero interlocutore tra la proprietà e la squadra. La scorsa estate la situazione era, se vogliamo, anche più compromessa di quanto lo fosse ora. Ora Berlusconi lascerebbe da campione d’italia con la squadra riportata ai vertici della propria nazione. Ma non è solo per lasciare da vincente quanto per evitare di trascinare il Milan nel baratro del calcio italiano. Se in Spagna infatti Real e Barcellona reggono riempiendo di buchi il bilancio e raccattando quattrini con l’azionariato popolare, in Inghilterra solo Chelsea (Russi), United (Americani) e il City (Arabi) stanno creando un divario tra le prime tre forse incolmabile in futuro.

Andando a vedere i dati stimati da Forbes ad aprile 2011 sul valore delle squadre (qui la seconda decade) capiamo subito di trovarci in un limbo. Il calcio non è più roba per i Berlusconi, almeno quello d’elite. Se vogliamo rimanere ad alti livelli come il Milan dovrebbe sempre essere in Europa è necessaria una cessione a magnati Russi, Americani o Arabi. Cessione che non significa cambio della dirigenza, con Galliani e Braida sempre a fare il mercato. Galliani a budget ridotto ha saputo quasi sempre spendere bene i pochi dati, quindi con Adrianone sempre dirigente ma con un budget aumentato si potrebbe sì costruire una squadra competitiva in Europa già da subito. E siamo gli unici a poterlo fare oggi, cogliendo al volo l’occasione proprio della buona gestione societaria di Galliani in questi anni. Adrianone che sono sicuro non farebbe tutti gli sperperi fatti dal City in questi anni con la propria esperienza ventennale.

A Silvietto grazie di tutto per quello che ha fatto nei primi anni di presidenza e grazie di niente per quello che ha fatto negli ultimi 15 con risultati nettamente inferiori a quelli che dovrebbero essere gli abituali di un top club europeo. Ai tifosi finalmente il club più titolato al mondo che torna ad essere solo calcio, a liberarsi di un personaggio scomodo, e a non dover calcolare la propria storia come iniziata nel 1986.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.