Andrea Pirlo lascia il Milan dopo 10 anni

Oggi è un giorno particolare. Una puntata speciale di un rossonero da raccontare. Il personaggio, che merita più di tutti un saluto particolare,è Andrea Pirlo, che ci lascia, per accasarsi alla Juventus. Il mio saluto, doveroso,  e quello di Rossonerosèmper è per lui, il calciatore, l’uomo, il campione. Perchè i campioni passano, ma gli uomini restano.

TECNICA SOPRAFFINA – Andrea Pirlo si è subito distinto fin da ragazzo, nelle giovanili del Brescia. Grande calciatore, i suoi pregi sicuramente sono quelli della precisione, delle verticalizzazioni improvvise, dei calci piazzati. Abile anche nel dribbling, negli anni ha compensato la sua scarsa velocità con le sue qualità tecniche e mentali. Il suo problema più grande è stato inizialmente quello di trovare una posizione in campo nel suo passaggio tra i professionisti. Il Merito di aver trovato la collocazione perfetta è di Mazzone, che intuì che un regista come lui non poteva stare dietro le punte, ma ancora più arretrato. Nacque così la figura del regista arretrato. L’intuito di Mazzone, nel volerlo far giocare insieme a Baggio, e il ruolo di Pirlo nel Milan di Ancelotti, lo hanno reso, più o meno a metà degli anni 2000, il più forte regista al mondo.

SULLE ORME DI BAGGIO – Già, proprio Roberto Baggio. L’arrivo di Baggio a Brescia, come detto, è l’inizio della consacrazione di giocatore di Andrea Pirlo, che trova dunque la posizione perfetta in mezzo al campo, per poi essere girato al Milan. Fin dalle prime partite di Pirlo, il paragone con Baggio è stato usato e abusato dalla stampa. Pirlo sicuramente è stato ed è uno dei tre giocatori italiani più tecnici e abili col pallone tra i piedi insieme a Gianni Rivera e al Divin Codino.

EFFETTO MAGNUS – Un altro dei pregi di Andrea Pirlo è il suo modo di calciare le punizioni. Punizioni calciate alla “Juninho Pernambucano”, ovvero calciando col collo del piede. L’effetto strano che prende il pallone è stato spiegato poi successivamente da Fabio Caressa, su Sky, come Effetto Magnus, ovvero “il pallone di Pirlo che si abbassa, perché non c’è rotazione, la forza di rotazione non offre resistenza alla forza di gravità, il pallone si abbassa improvvisamente, e si infila all’angolo. E diventa imprendibile. Sono stati fatti degli studi inglesi su questa conclusione.” Un effetto che però è anche spiegabile perché Pirlo, così come altri giocatori, ha saputo leggere i cambiamenti che la storia del calcio ha visto nel corso degli anni con la trasformazione del pallone in una sfera molto più leggera e liscia, che è quindi più portata, rispetto ad un pallone di 20 anni fa, ad essere soggetta a questo tipo di effetto e “turbolenze”.

IL MILANAl Milan Pirlo vince tutto. 2 scudetti, 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee, in più il Mondiale per Club, una supercoppa italiana e una Coppa Italia. Un palmarès di tutto rispetto nei 10 anni di permanenza di Andrea Pirlo al Milan. I migliori anni sono soprattutto quelli del Milan di Ancelotti, specie le prime stagioni. L’anno della prima Champions è quello più bello. 9 i gol di Andrea Pirlo in campionato, tantissimi gli assist e le giocate straordinarie. In tanti hanno provato a ingaggiare Pirlo, su tutti il Barcelona prima che scegliesse Xavi in quel ruolo. Pirlo è il giocatore tecnico che ci ha saputo emozionare e tutto il popolo milanista lo ringrazia per tutto quello che ha fatto in questi anni.

Campione del Mondo 2006

CAMPIONE DEL MONDO – Pirlo a modo suo ha fatto una serie di Record in nazionale. Prima di tutto è riuscito a giocare in tutte le nazionali in serie. Dall’Under 15 fino alla Nazionale maggiore, Pirlo è stato sempre presente e ha disputato gare, segnando anche tanti gol. Per un totale di 72 presenze e 9 gol in nazionale A, e 77 gare e 22 gol complessivi in tutte le nazionali giovanili. Nel 2006 ha fatto parte della brava e fortunata nazionale italiana Campione del Mondo, che vantava oltre a lui, considerato il miglior regista del mondo nel 2006, anche il miglior giocatore e miglior difensore del momento, Fabio Cannavaro, in più anche il miglior terzino, arrivato alla piena maturità calcistica, Gianluca Zambrotta. In più, il miglior portiere del mondo, Gigi Buffon. Senza contare un giocatore come Gattuso, un centrocampista dal ruolo atipico, arrivato al culmine della sua carriera.

INTER, MILAN E JUVE – Andrea è uno degli 8 giocatori nella storia del calcio italiano che potrà dire di aver vestito la maglia dei tre grandi club nostrani. Insieme a lui ricordiamo anche Giuseppe Meazza, un talento che mise d’accordo tutti i grandi club italiani. Ma anche giocatori come Roberto Baggio, altro grandissimo del nostro calcio, Aldo Serena, Patrick Vieira, Edgar Davids, Christian Vieri e, l’ultimo, prima di Pirlo, Zlatan Ibrahimovic. Pensatela come volete, ma questo addio di Pirlo al Milan non ci lascerà rancori, ci lascerà solo il ricordo delle sue giocate, delle sue imprese, e la sicurezza che il Miglior Pirlo è stato e sarà quello del Milan.

Posted by Michele Bufalino

Giornalista pisano, ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Ha lavorato al Progetto Sky Italia della Deltatre S.P.A. società informatica di Torino. Si è occupato della grafica in sovrimpressione delle partite di Serie A. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate, e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata"nel 2011. Premiato al Memorial Bardelli 2011 per il suo impegno per lo sport pulito. Conduce il talk Show sul Pisa "Finestra sull'Arena"