Il prepartita di Milan – Palermo arriverà nel pomeriggio. E’ giusto soffermarsi ancora una volta sul titolo confermato sabato sera, prima di passare oltre, al resto della stagione.

Punto Primo. Il titolo è stato voluto e portato a casa. Dal 2004/05 non avevamo mai visto una sessione d’acquisti improntata così sul campionato, la cui punta è stata Ibrahimovic, l’uomo scudetto per eccellenza (otto consecutivi con questo), certificata a Gennaio con gli acquisti di Cassano e Van Bommel. Acquisti mirati per il campionato. Lo volevamo e l’abbiamo portato a casa spendendo il meno possibile. Per questo, con massima onestà intellettuale, voglio ringraziare gli artefici del trionfo. Adriano Galliani e Silvio Berlusconi. E sapete quanto la cosa mi costi, soprattutto per il secondo. Ma questo titolo è il loro capolavoro.

Punto Secondo. Meriti anche ad Allegri, che è riuscito a portare a casa lo scudetto nonostante il regalo di mezza stagione. Ci ha messo un intero girone d’andata per assemblare la squadra ma poi quando l’ha assemblata ha costruito una vera e propria corazzata. Un fortino difensivo che nemmeno Mourinho era stato in grado di fare, che ha preso solamente sei reti in tutto il girone di ritorno che insommma sbanda ma non crolla.

Punto Terzo. In subordine Ibra e Pato, protagonisti con continuità, prima uno poi l’altro, quasi fossero lo stesso giocatore. Meglio Pato dello svedese. Perché ha segnato di più, perché ha segnato gol pesanti e perché quando è in forma è uno dei migliori al mondo e perché ha saputo trascinare la squadra nei momenti di difficoltà.

Punto Quarto. La rosa, ora possiamo dirlo, migliore d’Italia. Lo scudetto si è vinto soprattutto per tre nomi: Yepes, Flamini, Robinho. Nessuno di questi tre è titolare. L’anno scorso lo scudetto lo si era perso perché mancavano i sostituti di Nesta e Pato nel finale di stagione. Quest anno li abbiamo avuti. In questo Milan c’è stato tutto. Senatori (Inzaghi, Ambrosini, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Nesta, Abbiati), acquisti per l’annata (Ibra, Van Bommel), giovani di prospettiva acquistati nelle annate di transizione che sono cresciuti (Pato, Thiago Silva, Abate) e primavera inseriti perfettamente (Strasser e Merkel)

Punto Quinto. Le avversarie. Eclissate, ma questa volta per meriti nostri. Se l’Inter vinceva perché noi non facevamo mercato dopo essere arrivati dietro, la nostra fortuna è l’aver trovato un Moratti convinto e compiaciuto dopo aver vinto tutto. Troppi i meriti di Mourinho, almeno secondo gli interisti. Ma delle due l’una, o è forte l’allenatore o è forte la rosa. Da quanto veniva divinizzato il portoghese si capiva che la rosa non fosse comunque all’altezza. Hanno preferito confermarla, pensare che Maicon, Pandev, Milito ma anche Snejider, Stankovic e Thiago Motta fossero quelli della scorsa stagione era deleterio. Loro l’hanno fatto e noi ringraziamo. Inter e Roma in questo campionato avevano la stessa rosa della scorsa stagione ed ecco che fine hanno fatto le due corazzate della scorsa stagione. Ridimensionate, e non di poco.

Punto Sesto. I nerazzurri. A leggerli in questi giorni sono spettacolari. Se non vincono loro il gioco è truccato. E’ così che il Milan vince perché Berlusconi ha bisogno propaganda elettorale. Attenzione. Di elezioni però ci sono solo le amministrative e non sono previste elezioni nazionali, regionali, europee, provinciali importanti per i prossimi due anni. Come scusa è quindi un po’ scarsa. Rimane quindi la domanda: se Berlusconi controlla i campionati, come mai da quattro anni vincevano loro? La verità è che forse non sanno accettare che il calcio non è nato nel 2006. L’ha pensato bene Moratti, ricordando che con Berlusconi è 5-1 quando in realtà il risultato sul campo dice 4-8. La cosa migliore per noi è vederli continuare a considerare loro quel campionato. Calciopoli è finalmente finita. E’ non è un caso conquistare lo scudo proprio mentre veniamo assolti da ogni accusa nella requisitoria di Narducci. Il cerchio si chiude.

Ma il post non finisce qui: peggio dei tifosi troviamo i giornalisti, che dovrebbero essere meno faziosi e dare il buon esempio. Troviamo invece, su Internews tanti articoli di fegati spappolati, che qui di seguito riportiamo in una ideale top ten.

TOP ROSICA-TEN

10° Posto: Berlusconi vuole San Siro

Le dichiarazioni di qualche giorno fa firmate Silvio Berlusconi fanno ancora rumore. Il presidente del MIlan disse di meritare il nome dello stadio di San Siro dopo le sue numerose vittorie, “come Bernabèu a Madrid”, ma il direttore di Inter Channel Edoardo Caldara, con la consueta lucidità, ha ricordato qualcosa al numero uno rossonero: “Innanzitutto, non porta benissimo parlare di nominativi per gli stadi. E poi ricordiamo che San Siro ha già questo nome perché in onore del quartiere dove sorge e quello di Giuseppe Meazza, non un signore qualsiasi, non l’ultimo arrivato. Inoltre, c’è il piazzale davanti allo stadio che è dedicato al nostro Angelo Moratti, questo non va dimenticato ed è un segnale forte. Mi è sembrata più acuta l’osservazione della signorina Barbara Berlusconi quest’oggi, la quale ha fatto presente come sarebbe più saggio magari prendere l’iniziativa per uno stadio costruito dal Milan stesso”.

Bello il tentativo di sovvertire la realtà citando Meazza e Angelo Moratti. Bello tentare di dimenticare che in origine San Siro fu costruito dal Milan per il Milan, con l’Inter che giocava all’arena. Gli ospiti, non siamo noi. Nulla da commentare sulla “consueta lucidità” del direttore di Inter Channel.

9° Posto: Chi non salta nerazzurro è, Ibra si esalta

Lo sapevamo già, non c’era bisogno di conferme. Zlatan Ibrahimovic non conosce riconoscenza, e durante i festeggiamenti per lo scudetto rossonero si è scatenato al coro “chi non salta nerazzurro è”. E c’è ancora chi ricorda quando saltava al coro opposto in nerazzurro. Ma in un momento così, tutto è tollerabile, anche se da uno come Ibra ce lo si aspetterebbe in qualsiasi occasione…

Semplice semplice rosicata, quanto gli dà fastidio ancora lo svedese lo sanno solo loro.

8° Posto: Inter e Barça, nessuno come loro in questi anni.

Leonardo, ieri in conferenza stampa, ha affermato che nessuno in Europa, in questi anni ha fatto come l’Inter. Infatti i nerazzurri, dal 2005, hanno vinto ben 14 trofei, ovvero 5 scudetti, 3 Coppa Italia, 4 Supercoppa, una Champions League e un Mondiale per club. Ai nerazzurri si aggiunge anche il Barcellona che di trofei ne ha vinti 13, uno in meno rispetto all’Inter, ovvero 4 Liga, 1 Copa del Rey, 4 Supercoppa di Spagna, 2 Champions League, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club, ma ha la possibilità di staccare la squadra di Moratti vincendo la Liga (manca poco in tal senso) e la Champions League. Motivo per il quale portare a casa la Coppa Italia ha un valore particolare.

E’ sempre bello vedere come gli interisti amino mettere insieme carne e pesce. Scudetti (di cartone o meno), coppette italia, supercoppette e champions league per fare un totale. Quello che non si capisce è perché come sempre si conti dal 2005. Il calcio iniziava anche prima. Bello comunque pensare di potersi paragonare ad una corazzata del genere per averla battuto una volta. Bello pesare tutto insieme. Sapevamo che a livello europeo chi ha reso lustro all’italia era il Milan di Ancelotti. Ora ne scopriamo una nuova. L’importante è che ci credano.

7° Posto: La Notte dei pensieri

Pensieri e parole di una calda serata di inizio maggio, la prima da tanti anni a questa parte con i tifosi interisti che hanno dovuto fare da spettatori a una festa altrui nelle vie di Milano: dopo cinque anni, la maglia nerazzurra non avrà più lo scudetto a farle da prezioso ornamento, passando sulle maglie rossonere dei cugini del Milan, che invece lo vedevano da sette anni come un lontano ricordo. Nel mio tragitto verso lo stadio e al ritorno, ho pensato che Milano così ritinta di rosso e di nero sì, mi faceva uno strano effetto, dopo tanti anni in cui mi ero assuefatto a vedere nero e blu troneggiare sui balconi. Ma tant’è, non è più tempo per le recriminazioni; e poi, del resto, il presidente del Milan ha ragione a dire, riferendosi a Moratti, che “una volta per uno non fa male a nessuno”. Anche se il conto degli ultimi anni è 5-1 per noi…

Un semplice sovvertimento della realtà. Non si capisce per quale ragione l’interista si sia assuefatto, non si capisce perché quattro anni siano tanti, non si capisce soprattutto perché la loro concezione del calcio inizi nel luglio 2006. Ma abbiamo la prova che è così.

6° Posto: Ibra, promessa mantenuta. Ma in realtà…

Grande gioia per il Milan che con il pareggio di ieri contro la Roma ha conquistato il suo 18° scudetto, 7° titolo in un campionato nazionale per Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, intervenuto ai microfoni dei giornalisti al termine del match dell’Olimpico, ha dichiarato esultante: “Quando sono arrivato avevo promesso che avremmo vinto: promessa mantenuta”.

In realtà, nel giorno della presentazione in rossonero avvenuta a San Siro, Ibra aveva acceso il cuore dei propri tifosi con un fiero ‘Vinciamo tutto’, desiderio che alla luce dell’eliminazione dalla Champions non può essere più avverato in questa stagione.

Ecco chi questa frase se l’era segnata per tirarla fuori al momento opportuno. Senza aver capito che ovviamente il Milan la coppa non poteva vincerla quest anno.

5° Posto: Capitano o Capopopolo

… quanto ripreso dalla videocamera di uno di questi è inequivocabile: Rino scandisce con tutta la voce rimastagli in gola il coro “Leonardo uomo di m…a”, seguito almeno all’inizio da Ignazio Abate che però si rende conto di quanto sta accadendo e allora si salva in corner interrompendo lo spettacolo, cercando con lo sguardo una non meglio definita cosa sotto la balaustra in plexiglass. Gattuso invece continua imperterrito, acclamato dai suoi fans. Il filmato, come detto, ha fatto subito il giro su Facebook e Youtube, scatenando, logicamente, la rabbia e l’indignazione del popolo interista.

Perché il gesto del capitano del Milan Gennaro Ivan Gattuso non è altro che l’ennesimo episodio che fa sorgere qualche dubbio sull’interpretazione della parola ‘stile’ che si ha in casa Milan, dubbi rinfocolati pesantemente da una serie di fatti successivi al fischio finale della gara con la Roma: abbiamo visto il gesto goliardico (?) di due tifosi-giornalisti che in diretta tv tagliano via il tricolore dalla maglia dell’Inter; ma fa drizzare i capelli il fatto che lo stesso gesto sia stato fatto, per sua spontanea ammissione, da un giocatore come Marco Amelia. Vedere poi il capitano del Milan Gattuso scatenarsi in cori deprecabili contro quello che è stato il suo ex allenatore, però, è stato decisamente troppo. E tutto questo è successo dopo la conquista di un titolo che, giova sempre ricordarlo, solo quattro anni fa, quando toccò all’Inter, un altro giocatore del Milan si fece messaggero di un invito ad un utilizzo non proprio consono.

L’astio verso Leonardo da parte di Gattuso non è una novità: del resto, dopo il primo gol di Pato nel derby di ritorno, tutti lo hanno visto mentre dava sfogo alla sua rabbia nei confronti di un tecnico dal quale ha avuto poca stima. Il tutto, però, è aggravato dal fatto che il centrocampista di Corigliano di questa squadra rappresenta il capitano, l’uomo simbolo. Gli interisti, ad esempio, non ricordano in sedici anni di carriera gesti di questo tenore da parte di Javier Zanetti, che l’unica volta che ebbe una reazione inconsulta contro un tecnico, Roy Hodgson, se ne pentì amaramente chiedendo scusa praticamente subito.

Il mondo dello sport fa dei capitani il proprio vanto e orgoglio; di gente come Zanetti, ma anche come Del Piero o come furono nel passato recente anche Baresi e Maldini, due campioni che hanno scritto la storia gloriosa del Milan e che godono di una stima universale. Di capitani che si trasformano in capipopolo, riteniamo che lo sport francamente non sappia che farsene…

Bella la predica. Bella la predica di chi ha in squadra un giocatore come Materazzi. C’è una piccola falla in tutto questo. Il Capitano del Milan è Ambrosini, non Gattuso.

4° Posto: No allo sfregio dei simboli in diretta TV

Buongiorno Redazione,
ieri sera in diretta TV Telelombardia, oltre alla Sbruffonaggine che dura da Settembre per uno scudetto dichiarato (e in effetti pilotato dal “palazzo” ) da parte dei conduttori milanisti e non solo.. ecco la goccia che fa traboccare il vaso:
TAGLIANO IN DIRETTA LA MAGLIA DELL’INTER PER TOGLIERLE LO SCUDETTO.
Posso accettare lo sfottò ma lo sfregio ai simboli NO !
E neanche le lacrime di un bimbo che ha visto la scena!
SPERO TORNI MOURINHO PER TRATTARLI TUTTI CON QUELLO CHE SI MERITANO: TRE DITA ALZATE in una mano e MANITA ROTANTE IN SEGNO DI RUBERIA con l’altra.
VERI CAMPIONI DI MALEDUCAZIONE,(VEDI CURVA SUD E GATTUSO IN DERBY SU LEONARDO ), DI ARROGANZA E MEGALOMANIA (GALLIANI & BERLUSCONI),DI FAVORITISMI ARBITRALI A BIZZEFFE, E DI OSCURE OPERAZIONI DI MERCATO!(Vedi IBRA)
SCUDETTO DELLA MEDIOCRITA’…TUTTO LORO!”

Questa, si commenta da sola. Bella sempre e comunque la lezioncina della minchia sui cori.

3° Posto: Inter nell’olimpo Champions, sono dieci di fila.

E’ davvero un record che dona lustro all’Inter quello totalizzato con la Champions matematica di oggi. Sono infatti dieci anni di fila, dall’edizione 2002-2003, che i nerazzurri approdano alla fase a gironi di Champions League. Un record importante, condiviso soltanto con Arsenal, Manchester United e Real Madrid.

Come dissi già a tempo debito, facile ottenere i record, dato che ci si può inventare qualsiasi cosa. Se partecipare dieci volte a fila (con comunque una retrocessione in Europa League in mezzo) è un record imporante, mi chiedo vincerne sette o nove cosa sia. Da leggere anche Taglio dello scudetto a TL, tifosi indignati e Taglio della maglia, pretendiamo pubbliche scuse.

2° Posto: Una risposta a Capello e Suma

Dunque un si venga a dire che negli anni passati non ci fosse un campionato competitivo. si sapeva che sin da agosto, che questa in questa stagione, il campionato sarebbe stata una lotta tra inter e milan. Le altre partivano con altri obiettivi. Anzi nelle stagioni passate, vi era anche la juve tra le favorite. inoltre mi domando, questo è stato definito un campionato vero, ma gli altri dal 2006 non lo erano??? erano campionato falsi, c’era dietro qualcosa??? non mi sembra. sicuramenre i campionati prima del 2006 non erano veri.
Infine, vorrei fare delle considerazioni sull’editoriale di Suma, quando commenta le dichiarazioni di Capello. premetto che rispetto l’editoriale di Suma, tuttavia mi sembra che sia poco obiettivo e troppo campanilistico.L’unica società veramente colpita da calciopoli è stata la Juve. Il milan da calciopoli ha subito solo una penalizzazione di 7 punti e nell’estate del 2006 non ha potuto fare mercato e questo gli va dato atto. però un dirigente milanista, nell’estate 2006, diceva che a Natale 2006, avrebbero raggiunto l’inter. nella stagione 2007/2008, partivano tutti a pari punti e il Milan era campione d’Europa, con Ronaldo e Pato da gennaio. Nel 2008/2009 sono stati acquistati Ronaldnho, Zambrotta e Sheva, più la squadra che aveva vinto la Champions e Mondiale solo due anni prima. Nel 2009,avrebbero potuto fare mercato. E quest’anno ha vinto meritatamente il campionato. Suma dice che 4 squadre, fra le prime 5 hanno fatto punti in più rispetto alla scorsa stagione. eppure il campionato è stato vinto con 3 giornate d’anticipo, mentre 2 dei 5 scudetti vinti dall’Inter sono stati vinti a mezz’ora dalla fine della stagione. forse sono stati più competitivi quelli. voglio ricordare che CALCIOPOLI NON PUO’ GIUSTIFICARE 5 ANNI IN CUI IL MILAN E’ ARRIVATO DISTANTE DALL’INTER. solo il campionato 2006/2007 può essere stato condizionato per il milan. Negli anni successivi partivano alla pari e non hanno avuto condizionamenti per il mercato. Non dicano che solo quest’anno hanno avuto come obiettivo primario il campionato, mentre gli altri anni avevano solo come obiettivo l’Europa. Come spesso succede, c’è una parte di stampa che cerca di denigrare e ridimensionare le nostre vittorie(tante) di questi 5 anni. Questo denota mancanza di rispetto e di sportività”.

Un’altra bella predica. Quello che colpisce è sempre parlare di cinque anni come se veramente sul campo nel 2005/06 avessimo fatto peggio di loro. Insomma, la solita lezioncina, condita con la caramella finale. Viene da chiedersi quindi, come abbiamo fatto ad arrivare distanti per 5 anni se nel 2006 eravamo davanti e l’anno dopo eravamo campioni d’europa? Per la cronaca, a dire che quest anno il campionato era finalmente competitivo per primo non fu Capello.

1° Posto: Perché l’Inter non gioca con le reti tricolore?

L’iniziativa è stata pensata per onorare i 150 anni dell’unità d’Italia: unificare tutte le reti delle porte dei campi di Serie A con il tricolore. Un dictat rispettato da tutti, ma non dall’Inter, che al Meazza puntualmente ha lasciato le reti bianche come al solito. Chissà perché

Questa proprio non l’ho capita. Porque? Buona panolada.

Fuori classifica: Milly Moratti, l’Inter è più forte del Milan.

Bene per loro, se ci credono, sono tornati quelli pre-2006.

Un consiglio a internews, parlare più di Inter ogni tanto fa bene.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.