Avrei voluto fare un post celebrativo dello scudetto, di quelli anche un po’ banalotti, ma che ci stanno sempre bene nelle occasioni di giubilo. Ma preferisco rispettare quelli che finchè non lo dice la matematica, non è finita, nonostante trovi questa frase adatta ad una squadra mediocre, cosa il Milan di quest’anno ha dimostrato di non essere. Insomma, tre sconfitte significherebbe innanzitutto dover subire gol in tre partite consecutive. Riuscirci nonostante questa difesa e questa organizzazione difensiva sarebbe una sorta di impresa da annali. Ma torniamo al post…nulla di che, non avevo grandi idee, semplicemente qualche breve riflessione su quattro allenatori particolarmente sotto i riflettori.

ALLEGRI – Su di lui ho poco da dire, che non abbia già detto. Parlano i numeri e gli danno ragione. Sottolineo solo come domenica abbia per la prima volta ottenuto l’appoggio deciso della Curva Sud, che ha aspettato tutti questi mesi prima di tributargli un meritato ringraziamento. Al di là del pensiero ultrà che spesso non combacia col mio, allo striscione di domenica attribuisco un valore simbolico: la società è con Allegri, gran parte del tifo è con lui. Gli scettici, se non vogliono cambiare idea, devono quantomeno rassegnarsi al fatto che sarà l’allenatore del futuro. Prossimo, ma forse non solo.

ANCELOTTI – Domenica ha l’opportunità di raggiungere (e superare grazie alla differenza reti, discriminante d’Oltremanica) il Manchester. Storia di un campionato che sembrava vinto a fine ottobre (7 vittorie nelle prime 8 gare) e poi perso fino a qualche giorno fa. Un divorzio annunciato, quello coi Blues e la speranza, se non di essere riconfermato, almeno di lasciare con un’impresa memorabile. Nonostante anche Abramovich, come Carletto, preferisca la Coppa.

MOURINHO – Ha superato il limite che separa un personaggio fuori dalle righe da uno patetico. A Madrid, Perez fa buon viso a cattivo gioco, consapevole del fatto che non vincere nemmeno con il portoghese sarebbe l’ennesimo fallimento blanco. Ma al Real non contano solo i risultati, Valdano e Di Stefano lo sopportano a malapena, Josè rischia di rimanere vittima del suo personaggio. Lo spero, ma non rimarrà mai solo, accanto a lui ci sarà sempre chi si è lasciato indottrinare e non è riuscito a capire che quella di Mourinho è sempre e solo strategia: stupido non è, non ci crede nemmeno lui alle cose dette ultimamente, doveva solo trovare il modo di spostare l’attenzione dai primi 45 orribili minuti del Bernabeu.

MAZZARRI – L’allenatore dei Destabilizzati potrebbe lasciare Napoli e approdare alla Juve, si sussurra. Juve, quindi Torino, quindi nord. Quel nord che gli ha messo i bastoni tra le ruote per tutta la stagione. Godrà finalmente di una stampa amica (oddio, stampa) ovvero sia quello che è mancato ai vari Aronica, Cannavaro, Grava, Campagnaro, Gargano, Lavezzi, Dossena, Pazienza per vincere il campionato: con l’acquisto di Tuttosport, chi fermerà il temibile Walter?

Posted by LaPauraFa80