Josè e Pep qualche anno fa...strano il calcio, eh?

Real Madrid-Barcellona. Ancora. Terzo e penultimo atto della sfida infinita che sta catalizzando l’attenzione di tutto il mondo. E ogni partita diventa sempre più importante della precedente, in una sorta di crescendo rossiniano che toccherà l’apice tra 6 giorni al Camp Nou.

CLASICO I – La prima sfida ha un’importanza non straordinaria dal punto di vista della classifica, con una Liga già in mano al Barça, ma serve per capire se il divario è ancora quello del 29 novembre, della manita. No, non lo è più, il Real acciuffa il pareggio in 10 contro 11 e mostra una cattiveria e coesione di squadra in pieno stile Mourinhano: il confronto è tutto da giocare (nel senso che è aperto, perchè a giocarlo, in termini calcistici, è solo una squadra).

CLASICO II – Primo titulo da assegnare. A Valencia è ancora la fase difensiva di Mourinho a prevalere. Pepe a centrocampo, pressing ossessivo, raddoppi sempre pronti, 9 uomini dietro la linea della palla, fallo costante (meglio se intimidatorio) e quando l’arbitro fischia tutti ad accerchiarlo per protestare e spezzare il ritmo. Mourinho è entrato nelle teste dei suo giocatori e gli ha inculcato quella mentalità che io aborro, ma che oggettivamente porta i suoi frutti. E mò so’ cazzi.

CLASICO III – Stante quanto detto sopra, è il Real a trovarsi in posizione di vantaggio. Guardiola deve inventarsi qualcosa di nuovo, se non vuole sbattere per la terza volta (semifinale di ritorno dello scorso anno compresa) contro l’acerrimo rivale portoghese. Qualcosa è cambiato anche in Pep, che ha vestito i panni del nemico nel pre-gara lanciando frecciatine con lo scopo di togliere pressione alla squadra.
Squadra che non ci arriva benissimo: Adriano (unico laterale sinistro) e Iniesta non ce la fanno. Ed ecco allora che Guardiola pensa a tre canterani, quantomeno per la panchina: Thiago Alcantara, Martin Montoya (entrambi classe ’91) e Fontàs.
Dall’altra parte, assente Carvalho, ma Mourinho può contare su una rosa che sabato ha distrutto 6-3 il Valencia con in campo nove riserve, tra cui il tridente Kakà-Benzema-Higuain, uno dei quali (ma anche due) stasera andrà in tribuna, con in campo Ronaldo-Ozil-Di Maria e un Adebayor che avanza. Non proprio una coperta corta.
Il pericolo per i blancos è quello dei diffidati, con Cristiano, Di María, Sergio Ramos y Albiol a rischio ritorno.
Ma come detto il Madrid parte avvantaggiato, soprattutto dal punto di vista psicologico: loro hanno saputo modificare il loro gioco in criptonite per i catalani, che non hanno grosse alternative (eufemismo) al possesso palla prolungato.

PRONOSTICO – Praticamente scontato che stasera sarà una partita per nulla spettacolare e presumibilmente con non più di una rete. Se l’andazzo rimarrà quello delle prime due gare (e io penso che rimarrà quello), vedo favorito il Real, magari anche con un doppio pareggio, comunque di misura.
Il Barcellona per passare (sembrerà ovvio e forse lo è) dovrà essere perfetto. Perfetto e paziente. E magari anche fortunato negli episodi, Guardiola è in credito con la sorte e Mourinho da circa un annetto.

Posted by LaPauraFa80