26 Gennaio 2019, Stadio San Siro. Rossoneri che trovano un punto prezioso in ottica corsa al 4° posto, costringendo il Napoli per vie orizzontali, ma non sfruttando appieno il proprio potenziale offensivo.

Formazione Milan
Assente Zapata, torna Musacchio accanto a Romagnoli, Calabria terzino destro. A centrocampo rientra Kessie, con Paquetà che torna mezzala sinistra e Calhanoglu ala sinistra, Gattuso nel suo 4-3-3 abbandona il centrocampo a maggior qualità visto a Genoa.
Parte Cutrone in attacco al posto di Piatek.

Formazione Napoli
Se Gattuso abbandona il centrocampo a maggior qualità, Ancelotti che rinuncia ad Hamsik schiera invece da subito tutti i suoi uomini migliori, centrali Ruiz e Zielinski, Insigne a centrocampo a sinistra con Mertens a supporto di Milik.
Ospina per Meret tra i pali.

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Equilibrio in due forme diverse
Primo tempo di grande equilibrio a San Siro, evidenziato anche dai numeri, divisione praticamente equa del possesso palla e dei tiri verso la porta avversaria, dei calci d’angolo e persino nella quantità e precisione dei passaggi.

Questo equilibrio viene però in due forme diverse, apparentemente più intraprendente il Napoli che attacca stabilmente con quattro uomini quasi in linea, con Rui che si porta sulla linea di Mertens e Milik ed in Insigne che entra nel mezzo spazio, più la presenza di Callejon sempre pronto a tagliare sul suo palo partendo da posizione arretrata, meccanismo che però funziona solo al 10′ del primo tempo, con lo spagnolo ben arrivato dal cambio di gioco di Insigne e Donnarumma attento nel chiudere lo specchio.
Napoli che lascia indietro 4 uomini con Malcuit che prende una posizione più centrale, Albiol e Koulibaly sul centro sinistra, è Zielinski a coprire l’avanzata di Rui decentrandosi a sinistra in una posizione “alla Kroos” per facilitare anche il giro palla dal basso ed avere la visione su tutta la squadra. In mezzo alle due linee c’è Fabian Ruiz che dovrebbe essere l’uomo preposto alla verticalizzazione improvvisa o all’inserimento da dietro.

Il Milan risponde con il suo 4-5-1 basso, marchio di fabbrica ormai dei rossoneri di Gattuso, che esclusa l’occasione al 10′ per Callejon, “imbriglia” il gioco del Napoli togliendo ai partenopei lo spazio per allungare e di conseguenza lasciando agli azzurri uno sterile possesso orizzontale.
Rossoneri che provano a reagire principalmente con l’arma del contropiede, andando però incontro ai soliti problemi evidenziati da inizio stagione, quali poco sfruttamento dell’ampiezza ed imprecisione nei passaggi.
Paquetà parte positivamente combinando bene con Calhanoglu e portandolo dentro il gioco, il che rappresenta un problema per il Napoli che su quel lato ha solo Malcuit più Callejon che deve tornare per coprire, poco dopo l’occasione per lo spagnolo è infatti un rapido 1-2 tra Paquetà e Calhanoglu a mettere il turco nelle condizioni di verticalizzare bene per Cutrone, che sul taglio giusto calcia sul primo palo prima della chiusura in Koulibaly, fuori di poco.
Con il passare dei minuti il brasiliano esce progressivamente dal gioco, con i partenopei che cercano rapide puntate in pressing quando la palla esce centralmente su Bakayoko o lateralmente su Kessie costringendo i rossoneri ad uscite palla molto approssimative.
Un Kessie poco propositivo, forse più impaurito dalla spinta sulla sua fascia non si propone quasi mai oltre a Suso, isolando di fatto lo spagnolo del Milan, che mostra grande impegno, ma ha poche occasioni per incidere.

Avvio Rossonero
Inizio ripresa che inverte il trend della partita, sono i rossoneri a prendere l’iniziativa ed a schiacciare il Napoli a ridosso della propria area, Milan che pecca di freddezza con tre occasioni nitide costruite attaccando con 5 uomini lasciando i 4 difensori più Bakayoko più arretrati.
La prima è una bella azione corale nata da un preciso cambio di gioco di Calhanoglu che porta Suso a puntare gli avversari in area, ma lo scarico per l’accorrente Calabria è impreciso e la palla si perde sul fondo, poi sono nuovamente il turco e Paquetà a combinare bene dentro l’area, ma il brasiliano è troppo timido nella conclusione centrale, la terza è forse la più nitida di tutte con Kessie che finalmente si sgancia in avanti e viene servito dentro l’area, si porta palla sul sinistro, ma viene rimpallato in angolo all’ultimo istante da Malcuit, macchinoso nel prepararsi alla conclusione l’ivoriano.

La posizione più avanzata di Kessie permette al Milan di uscire meglio e più alto, ma allo stesso tempo lascia aperto lo spazio al contropiede partenopeo di Insigne perché la linea difensiva rossonera resta troppo bassa e non accompagna il movimento dei compagni d’attacco, fortunatamente per Gattuso il Napoli evidenzia poca lucidità in queste situazioni.

Anche in questo momento più propositivo dei rossoneri, quello di Gattuso resta più un 4-5-1 che un 4-3-3 con Suso a ricevere palla troppo basso all’altezza del centrocampo e non accompagnare la salita di Calabria o gli inserimenti di Kessie,

Milan lungo
Attorno al 60′ Milan molto lungo, la linea rossonera non sale quando il Milan prova a risalire il campo ed il Napoli inizia a portare in avanti con più decisione anche Malcuit e Zielinski con il polacco che serve un pericolosissimo rimorchio per Milik che spara centrale, in mezzo evidente calo di Paquetà che perde alcuni pericolosi palloni in costruzione e fatica a coprire sulle rapide ripartenze del Napoli a campo aperto, giusto cambio di Gattuso che arretra Calhanoglu mezzala e inserisce Borini ala per il brasiliano.

Piatek
Al 70′ debutto per Piatek al posto di Cutrone che si mette subito in mostra con un profondo movimento in verticale sul quale Koulibaly è miracoloso ad intervenire un istante prima del tiro del polacco, sull’angolo successivo ancora il polacco spiazza una palla sulla quale Musacchio in acrobazia costringe Ospina al grande intervento.
Impatto di Piatek che rivitalizza l’attacco rossonero
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Aggiramento Napoli
Napoli che risponde con Ghoulam per Rui e Verdi per uno spento Mertens e appare subito evidente come Ancelotti cerchi di aggirare la difesa rossonera allargando il gioco dal centro ai lati per poi cercare rapidi e veloci palloni in mezzo, in questa fase si contano un paio di potenziali occasioni per Verdi chiuso da Musacchio, Callejon rimpallato in area e due volte Zielinski dal limite ed una pericolosissima dal dischetto.

A pesare negativamente in questa fase anche il cambio di struttura difensiva rossonera che dal 4-5-1 passa a chiudersi con il 4-4-2, ma con Kessie alto su Koulibaly e Suso esterno sinistro di centrocampo che paga le sue scarse doti difensive.

Struttura rossonera sporca
Rossoneri che con l’ingresso di Borini nel finale sembrano quasi abbozzare un 3-5-2 con Musacchio-Romagnoli e Rodriguez dietro e Calabria-Borini esterni, per difendersi dal Napoli che cerca di sfondare lateralmente, ma la posizione di Calabria resta ibrida, tra l’arretrare largo per ricevere palla e non fidarsi nell’avanzare perché Suso resta isolato a sinistra per la posizione molto avanzata presa da Kessie specie in non possesso.
Ne consegue che i rossoneri perdono la compattezza avuta per gran parte della partita e concedono troppe situazioni potenzialmente pericolose al Napoli nel finale di gara.

Posted by Matteo Osti

Autore de "Il Metodista", un sito di tattica prevalentemente sulla serie A.