Girone E: ecco di scena l’Italia. Senza un bomber dalle grandi cifre, priva di due dei centrocampisti più importanti, e con un ct già partente, ma anche due buoni risultati nelle amichevoli. Assieme agli azzurri il multietnico Belgio della generazione terribile dei vari Lukaku, Hazard, Witsel, Courtois, De Bruyne e Benteke: al massimo 25 anni ma già decine e decine di presenze con i Diavoli Rossi. Attenzione massima all’Irlanda, un po’ “vecchiotta” ma all’Europeo per la seconda volta consecutiva; i “nonni” O’Shea, Keane e Given (portato come terzo portiere a 40 anni suonati) non dovrebbero spaventare molto, la coppia di bomber Long-Walters un po’ di più. Per chiudere la Svezia di Hamren: un solo crack (ovviamente Zlatan Ibrahimovic) e alcune vecchie conoscenze come il palermitano Hiljemark e il portiere, già titolare 12 anni fa in Portogallo, Andreas Isaksson.

Girone F: se il gruppo della Spagna era il girone di ferro, questo è forse il più lontano da quella definizione. Un qualcosa in più ce l’ha il Portogallo, trascinato ovviamente da Cristiano Ronaldo e da Nani; oltre a loro Pepe e Moutinho sono i nomi più famosi. Un grande ritorno è quello dell’Ungheria che mancava da 30 anni dai maggiori tornei; a parte qualche gregario in Germania o Turchia quasi tutti i nipoti della “squadra d’oro” del 1956 giocano nel campionato locale. Torna anche la sorpresa Austria, per la prima volta qualificata (ma nel 2008 partecipò come paese organizzatore); il capitano è Christian Fuchs, neo campione d’Inghilterra con il Leicester, mentre i gol dovrebbero garantirli l’ex meteora interista Marko Arnautovic e il bomber del Basilea Marc Janko; l’unica debuttante assoluta è l’Islanda che richiama il “vecchio” Eidur Gudjohnsen e ha uno dei punti fermi nell’ex sampdoriano Birkir Bjarnason.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014