Un punto ad Empoli non è poi così male. Inizio dalla fine, proprio per chiarire subito il concetto: ieri abbiamo giocato su un campo veramente difficile, contro una squadra in forma e che ha dato del filo da torcere a chiunque, perdendo solo con Inter e Juve nell’ultimo periodo e tra l’altro senza meritare. Noi ne usciamo con un punto, è vero, e con il rammarico di aver per due volte buttato al vento il vantaggio acquisito, specie a causa di una scarsa intensità, ma nonostante tutto credo che non si sia fatto un passo indietro.

Volevamo una conferma dopo le buone gare contro Roma e Fiorentina, volevamo continuità di rendimento durante i 90 minuti, e penso che nonostante tutto questo ci sia stato. Non ci siamo mai scomposti, non abbiamo mai dato l’idea di mollare e abbiamo sempre tenuto il campo piuttosto bene. In altre situazioni mentali e tattiche probabilmente avremmo perso, invece ieri abbiamo ribattuto colpo su colpo e solo la sfortuna, o la malafede, non ci hanno fatto portare a casa il risultato. Due rigori chiari come il sole non ci sono stati assegnati, e penso che tacere ancora dopo questi episodi sia il più grande segnale di debolezza della nostra dirigenza; va avanti da anni, questo comportamento, eppure nessuno apre bocca, nessuno prende posizione. Le conseguenze sono quelle: con il Milan, nel dubbio, non si fischia.

Torniamo a noi, e alla causa dei goal presi. Il secondo è stato una disattenzione totale su un calcio piazzato, come non ci capitava da tempo: mi duole dirlo, ma ci sta. Fino a pochi mesi fa prendevamo goal su calcio piazzato sistematicamente, adesso la situazione è migliorata e fare un errore su una punizione tra le altre cose ben architettata da parte dell’Empoli non è una tragedia così grande. Semmai la rabbia è per il primo goal subito, in cui si sono sommati gli errori di Romagnoli, che esce dalla difesa ma si fa saltare da Saponara, e di Donnarumma, beffato sotto le gambe per una uscita poco precisa e puntuale. Non siamo abituati ai loro errori, è questa la verità, e forse emerge in questi casi la loro inesperienza data dal giovane età; ci hanno abituato troppo bene, ed errori così evidenti non sono giustificabili ai nostri occhi. Lucidamente, però, dovremmo ammettere che fanno parte del loro processo di crescita e della loro formazione, e sono il prezzo da pagare per farli crescere poi nel migliore dei modi.

È vero, ci manca qualcosa per essere all’altezza degli altri e la continuità non è la nostra caratteristica, specie perché bisognerebbe approfittare del mercato per puntellare qualche reparto. Su tutti, ci manca un esterno destro degno di rivestire quel ruolo: Honda è diligente, copre bene in difesa, prova a sovrapporsi, ma essendo tutto mancino tende sempre a rientrare facendoci perdere i tempi di gioco. Un esterno reale andrebbe sicuramente ad aumentare la nostra pericolosità sulla fascia destra, duplicando quello che già succede a sinistra. Non mi aspetto nulla, per non rimanere deluso, ma qualcosa va fatto. Per adesso prendiamoci questo punto ad Empoli e pensiamo alla Coppa Italia, probabilmente la strada migliore per arrivare in Europa. Prendiamoci questo punto, e guardiamo avanti.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.