Qualcuno, nelle ultime settimane, aveva sommessamente fatto notare – di fronte all’evidenza dei fatti – che non era certo il Milan la squadra messa peggio a Milano, soprattutto a confronto con le dichiarate ambizioni estive e il modo in cui le due sponde del Naviglio si sono mosse sul mercato. Ma la soluzione è stata trovata subito: scaricare tutte le colpe su Mazzarri fino a farlo esonerare, sostituendolo attraverso il ritorno di un salvatore della patria. Il che, in fondo, non era difficile, considerato che il tecnico livornese si è sempre presentato, volontariamente o no, come un allenatore dalla giustificazione facile e dalla tempra tutt’altro che adamantina, e che, come tutti coloro che entrano in gioco tra due cambi di dirigenza, è sempre tra i primi a pagare, considerato da alcuni un relitto della vecchia società, da altri un’ingiustificata e affrettata mossa della nuova. Ma  il messaggio che vuole essere comunicato attraverso questo processo mediatico è chiaro: l’Inter è una squadra forte, se finora non è andata come merita è solo colpa di un allenatore non all’altezza, tant’è che ora con il mago Mancini la grande, meravigliosa, sana Inter non potrà che sconfiggere un derelitto Milan in crisi nera. 

Peccato che, in questa impeccabile analisi, vengano tralasciati tre fattori. In primo luogo, quale credibilità può avere una società che urla, più che dichiarare, la fiducia in un progetto tecnico ad agosto e si sconfessa da sola meno di tre mesi dopo? Pensate cosa si sarebbe scritto se un simile rimpallo di responsabilità (quello tra Thohir e Moratti) fosse avvenuto in casa rossonera: questi sono momenti che destabilizzano un ambiente, non certo una riserva – e meritatamente tale – che si lamenta del poco spazio finora ricevuto. Inoltre, non tralasciamo il discorso economico: esonerare Mazzarri significa continuare a pagarlo aggiungendo lo stipendio di un nuovo allenatore, peraltro con standard da nababbi per l’attuale situazione del calcio italiano. Anche qui vale il discorso di prima: una mossa del genere sarebbe sbeffeggiata e criticata, se fosse avvenuta dalle nostre parti, mentre si dimentica che ciò avviene nella stessa società che una settimana fa si è vista imputare numerose violazioni del FFP. Infine, siamo seri: Mazzarri non sarà il più grande allenatore al mondo, ma, Mancini o non Mancini, se da quelle parti chiamano “mercato da zona Champions‘” i prestiti di Dodò e Osvaldo e del fumantino M’Vila e l’arrivo di nonno Vidic e di un Medel che, dopo le partite della vita al Mondiale, sembra tornato ai suoi mediocri standard, io, onestamente, mi tengo Bonaventura e co. 

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.

5 Comments

  1. Borgofosco

    Infatti io ho postato altrove che il Milan non deve impietosirsi perchè è stato chiamato, al capezzale del malato terminale Inter, un demiurgo capace di chissà quali miracoli. Questo si che sarebbe l’errore fondamentale e non la supposta paura, a detta soltanto di visionari e fanatici interologhi, che il Milan potrebbe essere sommerso da gol, così avvenne al Sassuolo nello scontro titanico con i ‘derivati’, nel derby di domenica sera. Il Milan non è avanti anni luce all’Inter ma è certamente più avanti nel progetto di ricostruzione se non di rifondazione di un team vincente anche sul piano economico dove, al momento, è stato raggiunto soltanto dalla ‘giuve’ ma è molto più avanti degli altri di Milano e di tutte le sue competitrici italiane.Pippo faccia ciò che deve senza timori riverenziali. Il Milan giochi come sa e come ha dimostrato di saper fare a Genova contro la Sampdoria. Il campo non potrà che raccontare l’unica verità che, al momento, il Milan è molto più squadra dell’Inter!

  2. tant’è che ora con il mago Mancini la grande, meravigliosa, sana Inter non potrà che sconfiggere un derelitto Milan in crisi nera.

    Sicuramente il Mancio è un allenatore vero, tricampione d’Italia e con curriculum europeo, non è il primo stronzo incravattato che mangia plasmon e allenava gli allievi.

    Da questo punto l’inter parte 10 a 0.

    Aggiungo che il Mancio è uomo vero, uno che in passato ha litigato pesantemente con un certo antennista, non si lascia comprare per un pugno di cravatte.

    Io ho sempre avuto grande stima del Mancio.

  3. + MANCI

    – MANCE ai procuratori amici

    E meno Superpippette.

  4. Sinceramente mi è spiaciuto molto per Mazzarri. Allenatore e uomo che ho sempre stimato (a noi ci toccò il lvornese sbagliato).

    Sicuramente non meritava di essere trattato così, dalla società e dai tifosi.

    Mancini? Non mi è mai piaciuto come allenatore. Porterà sicuramente entusiasmo in una squadra in una buona squadra ma in crisi di risultati.

    Personalmente il progetto Inter mi piace e complessivamente la rosa non è stata assemblata male, se si considera comunque che ci vorrà tempo per farla crescere.

    Sarà un bel derby. Inzaghi non deve temere Mancini.

  5. Sto qua ha vinto solo nell’ inter del dopo calciopoli che era una squadra vera e fatta nel momento peggiore delle altre e senza la Juve fra i piedi.

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