Milan-Udinese, minuto 69. Allegri fa entrare in campo Antonio Cassano e a lasciargli il posto è Clarence Seedorf. Bordata di fischi da parte di San Siro, fischi che hanno accompagnato ogni pallone giocato dell’olandese, dal momento dell’errore che ha spalancato all’Udinese le porte del 3-1 e che ha probabilmente messo fine alle nostre speranze di vittoria.
Non è certo la prima volta che Seedorf viene fischiato, forse è stata la volta in cui i tifosi ci hanno messo più rabbia. Insomma, il rapporto tra Clarence e il tifo è sempre stato piuttosto controverso negli ultimi anni. Alcuni hanno sempre cercato di sostenerlo e difenderlo, in nome della sua enorme classe e di un comportamento sempre corretto sul campo di gioco, altri ne invocano da anni la panchina e l’allontanamento dal Milan, molti lo additano addirittura come astuto manovratore dall’interno dello spogliatoio, capace di un potere di convincimento enorme, che porta i (fessi) allenatori del Milan a piegarsi alle sue strategie.

Io ho sempre stimato Clarence Seedorf, pur riconoscendone la sua discontinuità, che era una “dote” che aveva già da giovane, figuriamoci ora che è a un paio di mesi dai 35…tuttavia l’ho sempre reputato un grandissimo giocatore, uno che nelle giornate di grazia era capace di incantarmi e che (un po’ me ne dispiace) è sempre stato la spalla e mai il protagonista delle nostre vittorie nell’immaginario comune (prima di lui generalmente si pensa a Rui Costa, Pippo, Sheva, Kakà…)

Poi però succede che gli anni passano e le prestazioni calano. Le pause durano durano di più, le partite da professore si riducono e il tifoso Milanista s’incazza. Quello che non cambia, è l‘ego smisurato del nostro numero 10, un ego paragonabile a quello, chessò, di Ibrahimovic, Berlusconi, Cristiano Ronaldo, Josè Mourinho, che lo porta ad affermare frasi del tipo “io sono nato pronto” (dopo un gol da subentrante al Chievo), oppure “ho sbagliato, non mi capita spesso ma anch’io sono umano” dopo la frittata di domenica.

E’ evidente che oggi l’olandese rappresenti un problema di natura tattica: il suo calcio si è sempere basato su un ritmo blando (per usare un eufenismo), che oggi non è più compatibile con il gioco che Allegri richiede. Le ultime partite sono state clamorosamente insufficienti e la scusa che giocasse in un ruolo non suo non regge perchè, ad esempio, quello di domenica è un errore che un giocatore esperto come lui non dovrebbe fare mai. Davanti alla difesa non dà protezione (motivo dello spostamento di Pirlo), come mezzala non corre abbastanza e come trequartista non ha quelle doti di inserimento continuo che tanto vengono apprezzate in Boateng.

Insomma, mi auguro che i prossimi siano gli ultimi mesi di Seedorf in Rossonero, il contratto scadrà a giugno e rinnovare ad un trentacinquenne sarebbe una scelta deleteria. Nel frattempo può essere un rincalzo, ma nulla più. Sono passati i tempi in cui poteva e doveva fare 3 partite a settimana. Le alternative non mancano, dal centrocampo a 3 con Gattuso-Ambrosini-Flamini, all’inserimento di Pirlo, all’arretramento di Boateng con Cassano o Binho sulla trequarti (ovviamente parlo in condizioni di normalità e non quando una falcidia te ne mette 4 su 5 fuori causa).
Insomma, Seedorf part-time da qui a giugno, poi spetterà alla società prendere una posizione forte, che fosse per Clarence avrebbe già un contratto in tasca fino ai 40 anni.

Posted by LaPauraFa80