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Il traditore!

Sputare nel piatto dove si è mangiato per 13 anni è già grave, andare poi al ristorante concorrente è tradimento. Leonardo cade nella trappola di Moratti e di una società piccola piccola, a cui evidentemente non è bastato battere il terribile Mazembe ed elevarsi in cima al mondo e riflettere su se stessa distogliendo gli occhi dalla principale squadra cittadina.

Fare un torto a noi, non poteva essere diversa la scelta di Moratti, per pura e infantile ripicca sull’acquisto di Ibrahimovic. Strano che però il presidente neroblu non si sia reso conto che acquistare a 24 milioni di euro il terzo attaccante al mondo dopo Ronaldo e Messi non è un torto, ma un affare che qualunque squadra nelle nostre condizioni avrebbe fatto. La prova del torto premeditato e deliberato è che ad allenatori veri come Spalletti, Benitez stesso, Hiddink e Zenga sia stato preferito uno che ha un solo anno di esperienza, deludente, in panchina, seppur nel club più prestigioso del globo, a cui dovrebbe essere riconoscente in eterno se è diventato qualcuno.

E allora ecco, che Moratti, ben conscio del fatto di non avere più la squadra nettamente più forte in Italia prova a destabilizzare l’ambiente rossonero sul piano psicologico, prendendo l’ex allenatore (ma non bandiera, quelle lo sono solo Maldini e Baresi) della squadra rivale. Dal punto di vista tattico per noi è pura manna. Se sapremo reggere la pressione di questa scelta l’Inter non ci dovrà più far paura. Si è visto l’anno scorso, Leonardo tende a spremere un undici titolare e ad emarginare le riserve. Quando poi si sono verificati gli infortuni, i sostituti non sanno essere all’altezza della situazione. Allegri è riuscito, ad esempio, a rigenerare Gattuso e Zambrotta. E soprattutto vedremo se all’Inter giocherà con il 4-2 fantasia, snaturando una squadra che ha avuto nella difesa e nel centrocampo il suo punto di forza.

Infine, ma non meno importante, vedremo da che parte si schiereranno i tifosi finti, i contestatori, e vedremo chi aveva ragione nella disputa dell’anno scorso, disputa che porterà Berlusconi a sborsare ulteriori soldi per la società, perché oltre alle imminenti elezioni l’orgoglio di una disputa personale sarà certamente motivo di spesa. Leonardo per ora parte con 7 punti di svantaggio su un mezzo allenatore come Allegri che è in testa ribaltando proprio il credo del brasiliano. O con noi, o con lui. Anche se, dato che la storia insegna che dopo il Milan non c’è nulla, chiedere a Guly, Helveg e Coco per maggiori informazioni, sappiamo già come andrà a finire. Bentornato, Giuda.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.