antoine-griezmann-skillNelle ultime settimane, per la prima volta da diverso tempo, si è parlato del mercato in entrata del Milan. Il nome più caldo è stato per giorni quello di Juan Manuel Iturbe: ma l’asta con la Juve (e non solo) ha alzato il prezzo, e le cifre che sono state proposte, a mio parere, sono fin troppo elevate per un giocatore che, pur avendo fatto bene, non ha ancora dimostrato tutto il suo potenziale. A Verona ha offerto buone prestazioni, ma non abbastanza per sparare cifre superiori ai 25 milioni – e si è arrivati ai 30, 11 in più di quanto speso dal Borussia Dortmund per Immobile (che nella scorsa stagione ha segnato il triplo dei suoi gol). E non si può nemmeno dire che sia un giocatore che si ripaghi con il merchandising, né che possa essere il grande nome necessario per accontentare le pretese della tifoseria. Ammesso e non concesso che siano accontentabili.

Curioso come parliamo di queste cifre a cuor leggero, come se fossero centesimi o crediti del fantacalcio. D’accordo, il mercato, negli ultimi anni, si è notevolmente inflazionato, a causa dei munifici interventi di sceicchi e oligarchi vari. E non dobbiamo fare i moralisti, dato che questo processo è iniziato dall’Italia (Berlusconi e Moratti da un lato, i vari Cragnotti-Tanzi-Cecchi Gori dall’altro) e non sembra poter finire: nel calcio girano troppi interessi per poter pensare ad una “decrescita felice”, e una simile inflazione è diventata sistematica.

Ma bisogna comunque avere criterio. Di fronte alla scelta tra spendere più di 25 milioni di euro per Iturbe e spenderne 15 per Griezmann, non vedo perché non optare per la seconda via. Griezmann gioca ad alto livello da cinque anni, eppure ne ha solo due in più dell’argentino: nell’ultima stagione ha segnato 15 reti nella Liga, e al Mondiale è diventato man mano più importante nello scacchiere della Francia. Peraltro è comunitario, il che non guasta mai. Certo, ha avuto un carattere fumantino (la bravata in Under 21 con Niang lo dimostra), ma sembra aver messo la testa a posto, e i Mondiali hanno mostrato come l’intelligenza, almeno quella calcistica, non gli manchi, e sopperisca ad un fisico tutt’altro che possente, al punto da muoversi in maniera ben più matura dei suoi 23 anni.

Sebbene l’ultimo precedente nelle trattative con una squadra basca (Javi Moreno dall’Alaves) non deponga bene, il giovane francese potrebbe rappresentare da un lato l’attaccante di destra adatto al 4-3-3 di Inzaghi, dall’altro, nella logica del profitto ormai imperante in via Aldo Rossi, una probabile plusvalenza – la Francia di Deschamps, che si prepara all’Europeo in casa nel 2016, non potrà non porlo al centro del progetto. Pertanto, non sarebbe un crimine sceglierlo e (dopo aver tra l’altro tirato sul prezzo) lasciare Iturbe alla Juve, anche considerando il rapporto di inversa proporzionalità, nella Juventus degli ultimi anni, tra costo del cartellino e rendimento in campo. Serve solo un po’di fiducia, anche se molti non ne concederebbero nemmeno in caso di acquisto di Messi e Ronaldo. Ovviamente il discorso appena fatto è valido nel caso i nomi sul taccuino rossonero siano soltanto questi due: se fossero vere le voci di un forte interesse su Cerci, sembra chiaro su chi virerebbero le mie preferenze…

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.