muntari milanI bilanci si fanno solo a mercato concluso. – così dicono. Sarà, ma in vista dei primi movimenti qualche commento viene spontaneo. E come non partire dal ridicolo caso sullo stipendio di Muntari: si è parlato di cifre dai 3 ai 1,5 milioni di euro l’anno, tra smentite, dubbi e retromarce. La cifra ufficiale sarebbe quella di 2 milioni a stagione per il ghanese. Ma non è lo stipendio a preoccuparmi: sono molti i giocatori in rossonero con paghe troppo alte rispetto al rendimento o anche solo alla presenza in campo. Quello che mi preoccupa è il rinnovo in sé: Muntari era arrivato a fine contratto, dalla prossima stagione sarebbe stato libero. Un’occasione più unica che rara per sfoltire la rosa da giocatori mediocri, un punto da cui ripartire per ritrovare la filosofia giusta. E invece no, rinnovo del contratto e il nuovo Milan di Inzaghi costretto a puntare di nuovo su Muntari. Strategie confuse e a mio parere sbagliate. Come sbagliato è stato l’acquisto a gennaio di un giocatore come Essien: 3, 5 milioni a stagione, un centrocampista acquistato “apposta per la Champions” (cit. Galliani), ovvero per due partite, soltanto due. Nessuno ha creduto solo per un momento che il Milan di quest’anno potesse davvero proseguire in Europa, quindi perché comprare Essien e non far giocare un giovane, Cristante, Poli, Saponara o chiunque altro? E ora ci troviamo con un giocatore in più da piazzare, visto che sembra che Essien non rientri nei piani di Inzaghi per il futuro.

Ma non sarà il solo ad essere in esubero: penso a Matri, che sembrava in partenza nel caso il Milan avesse ripreso Paloschi, un pupillo di Inzaghi che il mister desiderava allenare. Ma anche questa prospettiva si allontana: Paloschi è stato definitivamente ceduto al Chievo (non sarà un errore?) e il Milan si ritrova nuovamente Matri da piazzare, con il rischio di doverlo tenere, con i suoi 2,2 milioni di euro a stagione. Il vero problema di questo mercato non è chi comprare: i nomi ci sono, ma finché non si libera un posto in attacco e soprattutto finché i prezzi non sia abbassano, i tifosi potranno scordarsi i vari Mandzukic e Iturbe di cui tanto si parla. Il vero problema è vendere e trovare squadre disposte a sobbarcarsi gli stipendi a dir poco onerosi di troppi giocatori non meritevoli. L’errore è allora di chi li ha presi, nei tempi che furono: investimenti sbagliati che ora rischiano di ritorcersi contro lo stesso Milan, costretto a mantenerli nonostante tutto. Cerchiamo però di non buttare i pochi investimenti che potrebbero invece rivelarsi redditizi. Darmian docet: questo Comi forse conviene tenerselo.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog