21a1f58d534b970418a133cf8e5a2496-151-kuiC-U80634891892tZE-620x349@Gazzetta-Web_articoloÈ strano, ma un po’ me lo aspettavo che le cose non sarebbero andate così bene a Bergamo. Il campo mi ha dato ragione, lasciandoci in eredità forse la più brutta partita con Seedorf sulla panchina, cancellando via quai tutte le speranze di raggiungere l’Europa.

Già, me lo aspettavo, e il perché è da ricercare nella settimana travagliata, l’ennesima, piena di chiacchiere, voci e polemiche. Non poteva che far male tutto questo ad una squadra che è ancora in un momento molto delicato, e ad una rosa che forse non ha mai completamente smaltito le scorie della precedente gestione. La partita di Bergamo sembra proprio come quelle di inizio stagione, con ritmi lenti, poca convinzione e anche pochissime idee. I primi sintomi di questo nuovo calo si erano già in parte avvertiti nel derby, partita bruttissima per demerito di entrambe le squadre, eppure vinta perché l’orgoglio ha avuto la meglio, unito ad una ottima preparazione tattica. Ieri non è bastata nemmeno l’orgoglio, nemmeno la probabilità di poter raggiungere il sesto posto. D’altronde, proviamo per un attimo ad entrare nello spogliatoio, virtualmente: troviamo giocatori che pensavano di aver intrapreso la strada corretta, che vedono il nuovo allenatore completamente scaricato dagli stessi che lo avevano voluto. Qualcuno cavalca l’onda, perché magari non trova molto spazio, e così vien fuori che lo spogliatoio è spaccato, che al suo interno domina il caos. Non so se sia realmente questa la situazione, forse è troppo idilliaca, o forse no. Sta di fatto che quando chi sceglie l’allenatore poi lo scarica dopo poche settimane senza motivo, beh questo non può che creare disordine, scompiglio.

Nella distrazione complessiva, capita anche di mettere in campo una squadra parzialmente sbagliata, per inesperienza o per dispetto. Le note positive vengono dal rientro di El Shaarawy, dalla lotta di De Jong, dal sacrificio di Balotelli. Ma son dettagli, solo dettagli, in un quadro in cui domina il disordine perché il pittore, e il suo aiutante, non hanno le idee troppo chiare…ancora una volta.

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.

10 Comments

  1. Le note positive vengono dal rientro di El Shaarawy, dalla lotta di De Jong, dal sacrificio di Balotelli

    Caro Nicco per questi tre grandi giocatori non c’è soltanto da sperare cherimangano sempre al Milan, ma devono essere sdditati ad esempio nella lotta contro il razzismo che al Milan è già costata perdita di un grande giocatore come Kevin Prince Boateng.

    Consentimi di esporre anche qui quanto postato ad altri quanto detto ad altri

    Al di là degli infortuni. veri o presunti, la prova di De Sciglio a Bergamo va oltre lo scandaloso soprattutto se si tiene conto che questo è il terzino titolare della nazionale italiana. Il vituperato Constant, nonostante i pesantissimi insulti razzisti, ululati contro di lui, dalle tribune e per tutta la partita, ha disputato un torneo di gran lunga migliore, non soltanto la gara di ieri, del tanto incensato Mattia. Ha in antipatia Seedorf? Perché mai Clarence dovrebbe farlo giocare, a sinistra, dove vuole lui? Credo che il Milan possa cederlo soprattutto perché non è neppure solidale con un suo compagno di squadra vilipeso da beceri razzisti e non soltanto ieri ma da tanto tempo. Uno così non potrà rappresentare quel capitano futuro, del Milan ideale, che molti tifosi auspicano. I milanisti, sin dai tempi di Nereo Rocco, si sono sempre schierati in difesa dei deboli e degli emarginati. Il razzismo è una grave piaga sociale non soltanto italiana. Un capitano ideale, sentiti gli insulti razzisti proverninti da gente vestita di tutto punto, in doppiopetto, avrebbe chiesto che la squadra si ritirasse dal campo di gioco(questo è anche un appunto per ‘il Caravaggio’. che ieri a fatto pessima figura in campo e come capitano) Questo rende ancor più grave la prova scialba e d incolore, assolutamente controproducente di un giovane troppo osannato e che si è certamente montato la testa!

  2. Dico solo che il 4-3-1-2 è un modulo di merda.

    Infatti ha portato ai risultati fallimentari che ben conosciamo con l’ allenatore che ben sappiamo.

    Chi spinge per questo modulo idiota non dovrebbe pensare al calcio

    1. Soprattutto con una squadra come la nostra che riesce ad esprimersi bene solo quando trova gli spazi sugli esterni

  3. Borgofosco ed in gran parte Cantera sono molto spesso in sintonia con voi. Salvo per il fatto,certo rilevante,che io continuo a credere che il peccato originale sia la scelta di Allegri e ,sopratutto il sodalizio micidiale fra lo stesso ed Adriano Galliani.Non vedo colpe di Berlusconi che mi appare come Cesare pugnalato da Bruto.Ovvio che mi posso sbagliare,vedremo.Detto questo,perfettamente d’accordo sul giudizio su De Sciiglio. Ma anche Montolivo.Penso siano da allontanare subito.Per quanto riguarda Honda,dico io,non e’ una scelta di Galliani? E’ matto Seedorf a farlo giocare,magari per non svalutarlo,o e’ stato lo stesso Galliani ad insistere perche’ giochi,visto che e’ un suo fiore all’occhiello?Mah.Dico in altro commento che la via della ricostruzione passa dal trio Seedorf,Kaka’ capitano,e De Jong.E Mario Balotelli che rappresenta il miglior futuro,certamente.Mi piacciono Poli,Il Faraone anche Mexes e qualche altro.Poco e niente Abate sia come giocatore che per atteggiamento.Allontanerei anche lui.Per il modulo una riflessione.In una squadra zeppa di trequartisti veri o aspiranti tali e con il giovane Faraone al rientro Seedorf aveva il 4,2,3,1 quasi obbligato.Per me doveva ignorare queste esigenze e giocare col modulo di Sacchi.Kaka’ nel ruolo che fu di Donadoni.Ma l’allenatore non sono io, non siamo noi,e’ Clarence e speriamo che resti.E,scusatemi se non siete d’accordo,che Galliani se ne vada.PER COERENZA.

    1. Vittò, ogni tanto uno spazio metticelo vicino ai punti e alle virgole.

      Honda gioca perché Seedorf (e non solo) lo ritiene buono. E lo è. Berlusconi decide sull’allenatore, non altri. Altro che Cesare pugnalato da Bruto

  4. Eccoci qua alla fine del campionato (finalmente), momento in cui la società dovrebbe fare valutazioni e progettare il prossimo anno.
    Appunto, dovrebbe; invece questa incombenza viene lasciata ai tifosi, incazzati, ma divisi, su a chi dare le colpe: si spazia da Allegri a Seedorf, da Balotelli a Honda, da Galliani a Braida, e addirittura i più temerari osano fare il nome di Berlusconi.
    Il problema secondo me è purtroppo molto più grosso. In una società seria dove i ruoli sono definiti è facile dare colpe: se si produce male la colpa sarà del responsabile di produzione, se si vende peggio il responsabile vendite verrà cacciato. La società Milan oggi è qualcosa di molto diverso, divisa su tutto: ridicolmente abbiamo due AD, uno ex-imperatore del mercato abituato da anni a fare la spesa da Peck (facile, paghi caro ma è tutto di prima qualità), che, costretto ad andare al mercato rionale non ha saputo adeguarsi alla nuova situazione; l’altra che mi sembra spinta più da ambizioni personali e che è molto digiuna sulla materia calcio.
    Tutto questo sarebbe il minore dei mali: magari Galliani si abitua al mercato rionale e la sig.ra Berlusconi diventa in pochi mesi espertissima di calcio.
    Ma abbiamo anche un proprietario che prende a caso decisioni inapellabili a caso (trequartista, Seedorf,seconda punta, ecc.) diviso tra il vecchio amico di tante battaglie (e di mille inciuci) e l’ambizione di vedere la figlia dirigere una società del suo gruppo.
    Tutto questo fa si che il nostro Milan sia in mezzo al guado, diviso tra poteri ormai ”incancrenizzati” ed il nuovo che vorrebbe avanzare. Tutto questo è aggravato dall’ormai cronica mancanza di fondi e di idee: una squadra forte ha sempre dietro una leadership autorevole (la differenza tra le due sponde del naviglio degli ultimi vent’anni ci dovrebbe insegnare qualcosa) e se succede il contrario ci dovremo abituare a serie di allenatori bruciati, a giocatori troppo presto bollati come pippe alla ricerca di capri espiatori che salvino i veri colpevoli.
    Tutto questo per dire che inutile prendersela con un giocatore o con l’allenatore di turno: la colpa sta nel manico e, solo se riavremo una società forte scompariranno malumori di spogliatoio, i continui spifferi alla stampa e le situazioni che mettono in difficoltà tutti.
    Non ho idea se questo comporterà un cambio di proprietà o cos’altro, ma quello che preme a me, vecchio tifoso, è che la mia squadra sia competitiva o almeno che nel limite delle possibiltà economiche del momento sia costruita con logica e pragmatismo: che si possa anche gioire di un settimo posto, purchè questo sia foriero di miglioramento per il futuro, ma, in questo momento, non vedo nulla di tutto ciò.

  5. Il ragionamento che faccio io è il seguente.

    Hai trovato una squadra disgraziata che ha ostinandosi su un certo modulo ha ottenuto risultati penosi.

    Hai cambiato modulo, hai ottenuto risultati importanti e ti metti a cambiare modulo ed identità di gioco (lasciando fuori uno dei titolari inamovibili) a 2 partite dal termine o per convinzione o peggio perché te lo ha imposto qualcuno dall’ altro?

    Non sei da Milan

    1. Minchia, adesso nevica: sono d’accordo con Càntera! Solo per questo ultimo commento però. ! Sia mai che si monti la testolina!

  6. Visto che ,forse un po’ meno incazzati ( ormai …..) ci ragioniamo di piu’ voglio fare notare meglio il mio punto di vista . Frank , vecchio tifoso come me , io sono molto d’accordo con quanto scrivi . Ma tu stai anche dicendo che Berlusconi e’ Diviso fra il vecchio amico ed il desiderio di lanciare la figlia a cui lasciare la proprieta’ . Ecco il punto vero. Perche’ il vecchio amico che pure ha guadagnato un sacco di soldi , soddisfazioni e potere non riconosce al vecchio amico il DIRITTO SACROSANTO di lasciare i suoi beni (sono tanti soldi quelli che hanno investito nel Milan nessuno li potrebbe regalare) alla figlia ? Un vecchio amico dovrebbe aiutarlo e poi farsi da parte insieme.Perche’ ” incancrenizza il suo potere” e non agevola il ” nuovo che avanza” . LEGITTIMAMENTE ! Tira la volata a qualcun altro , forse ?
    E tu, caro Sadyq mi ridi di Cesare e Bruto…….
    D’accordo con Cantera circa il modulo , sopratutto in funzione del Faraoncino . Ma se il Presidente ti raccomanda o ti impone di non litigare con Galliani ed i suoi amici (o compari ? ) dentro e fuori lo spogliatoio vorrei vedere Te. Essere da Milan o da qualunque Grande Societa’ non significa essere Don Chisciotte ma coniugare con la realta’ le proprie convinzioni e perseguire guardando oltre l’immediato.Sperando che lo facciano un po’ tutti.
    Buona notte.

  7. Scusa Sadyq,quello che mi rideva di Cesare e Bruto era Diavolo.

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