Sandro_Botticelli_-_La_Carte_de_l'EnferEd eccola qui, la primavera. Stagione dei fiori, dei pomeriggi all’aperto, delle giornate più lunghe e, per 1 persona su 5, dei pollini e delle allergie. Prendiamo quattro cristiani di nazionalità italiana e aggreghiamo alla combriccola il sottoscritto: chi dei 5 avrà il famigerato raffreddore allergico? Risposta esatta. A causa di ciò, ho passato la notte praticamente insonne: fortunatamente, esiste il calcio, esistono gli streaming, ed esiste Federico Buffa. Un’ora di magia, il racconto del Maracanazo: se ve lo siete persi, vi consiglio di rimediare subito. Brasile – Uruguay 1-2, un mesto scherzo del destino ha fatto finire con il medesimo risultato anche Genoa – Milan, come Antonini aveva predetto. Certo, Honda non è Schiaffino, ma neanche un po’, e Taarabt non è sicuramente Ghiggia; Marassi non è il Maracanà e i fifties sono belli che andati. Siamo nel 2014, e nella più grama stagione da quasi 10 anni il Milan riaccende una candelina, che simboleggia la possibilità di rivedere l’Europa, quella meno prestigiosa, il prossimo anno.

Ok, ma perchè parlo di Federico Buffa e non della partita? Semplice, voglio rendere chiaro fin da subito chi è il destinatario di questo post. Per cercarlo, il destinatario, non dobbiamo andare nell’Eden del giornalismo sportivo, a disturbare i Buffa, ma ci tocca scendere molto più in basso, superare il fiume Acheronte e proseguire fino a raggiungere l’ottavo cerchio dell’Inferno dantesco. Se avete conservato qualche memoria del liceo, ricorderete che è qui che si trovano le Malebolge: alla sesta bolgia Dante decise, con sapienza e lungimiranza, di collocare i destinatari di questo post: gli ipocriti. Ipocriti che hanno nomi e cognomi ben chiari e noti a tutti, che tutti leggono e tutti conoscono: perchè è anche grazie a loro, meglio dire per colpa loro, che il Milan è mediaticamente sotto attacco da qualche tempo, ormai. Già, tutto per colpa di questi presunti professori del futbòl che sanno sempre quel che pensa Berlusconi, che cosa ordina da mangiare Seedorf, chi Balotelli picchia in discoteca e quante volte al giorno prega Kakà.  Perchè così come Buffa è lassù, sull’Eden a godersi la beatitudine, nella sesta Bolgia dell’Inferno troviamo gente del calibro di MiCri, o il conduttore di note trasmissioni sportive su un famoso circuito di TV locali, ma la compagnia è molto vasta: da Milano a Torino, fino a Roma, i principali quotidiani sportivi nazionali non si sono risparmiati. 

Vi riporto un estratto di un editoriale, secondo me tanto significativo quanto delirante. L’autore lo capirete subito: “Parliamo di Seedorf. A Milanello non lo sopporta più nessuno, per comportamenti e atteggiamenti. Abbiati gli vorrebbe dare fuoco alla macchina, Abate gli manderebbe volentieri la finanza al ristorante e Montolivo lo spedirebbe in Brasile, non con Prandelli, altrimenti se lo ritrova pure lì in estate. Si ammazzerebbero tutti gli azzurri.”  Ah si? Veramente? Oh really? Vraiment? E queste cose come vengono fuori? Come le sa? Ma soprattutto com’è che dopo il fischio finale a Genova invece di tirarsi i petardi addosso i membri della squadra festeggiavano allegramente? Ma non stava andando tutto in vacca? Ma non era imminente il secondo esonero stagionale? Nossignori. Seedorf ha fatto in 13 partite più punti (23) di quanti Allegri ne abbia fatti in 19 (22). Avete mai visto un assalto frontale del genere ad Allegri? No, mai, zero. Questi discorsi qua non li troverete mai nemmeno su un blog a tema Milan, nessun individuo dotato di un minimo di lumen rationis si spingerebbe a tal punto.

Settimana scorsa parlai di una società in difficoltà a livello comunicativo: il fatto che questo signore a voi già noto possa andare in giro a scrivere questa roba qui senza ricevere lo straccio di una querela, credo sia indicativo. Si è sempre parlato di stampa asservita, di “menestrelli al servizio della società”: a parer mio, oggi come oggi il Milan ha perso buona parte del suo potere da questo punto di vista. Vedremo cosa la società sarà disposta a fare per ripristinare un’immagine non ancora compromessa, ma di sicuro non più limpida come un tempo. Per quanto mi (ci) riguarda, per fortuna che esistono i Buffa: per il giornalismo c’è speranza. Tuttavia, in un mondo in cui l’ipocrisia è decisamente più umana della beatitudine, le Malebolge rispecchiano la realtà molto più dell’Eden.

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.