ACF Fiorentina v AC Milan - Serie ASabato pomeriggio, con un caro amico lettore del blog, sono andato al cinema a vedere Capitan America: il Soldato d’Inverno. Film onesto, ne ho visti di peggiori, riempie benissimo un pomeriggio in cui altrimenti sarei stato sopraffatto dalla noia. Tutto sommato, viste le basse aspettative, sono uscito dal cinema soddisfatto: stessa, identica sensazione provata circa 6 ore dopo, all’uscita dallo stadio. Un sorriso appena abbozzato accompagna la mia discesa verso il piazzale antistante San Siro: saremo anche undicesimi, scarsi e decrepiti, ma chissenefrega, abbiamo vinto. Concedetemelo: l’ultima vittoria a cui ho assistito tra le mura amiche risaliva alle due settimane in cui Valter Birsa era il (sigh) nostro uomo squadra, quando castigò l’Udinese con un preciso sinistro da fuori. In una stagione in cui gli obiettivi sono nulli, non mi sembra blasfemo sperperare qualche sorriso per una degna vittoria.

Ma veniamo al campo, perchè comunque c’è parecchio da dire. Innanzitutto, ho visto una squadra molto più tranquilla, fiduciosa e sicura rispetto alle ultime uscite: indubbiamente la vittoria conseguita in quel di Firenze ha contribuito, così come la rete immediata di Balotelli, ma questo gruppo sta reagendo bene alle continue pressioni esterne a cui viene sottoposta. Ho seguito con attenzione la fase offensiva e, devo ammettere, sono rimasto piacevolmente sorpreso da Adel Taarabt. Posto che la continuità è ancora da valutare, quel che ho visto è significativo: è l’unico, al momento, a creare vera superiorità numerica, a puntare e saltare l’uomo e a cercare sempre l’inserimento giusto. In sostanza, l’unico vero esterno che abbiamo: a cifre umane, nonostante non mi piaccia per nulla come giocatore, non sarei contrario a un eventuale riscatto. Unica pecca i palloni persi, ma su quello ci si può lavorare. Capitolo Honda: posto che tutti si ricorderanno l’errore clamoroso sotto porta e non la meravigliosa pennellata con cui ha mandato in rete Kakà, la partita del giapponese è stata molto più di quantità che di qualità. L’impegno non manca, e si è visto: grande lavoro in fase di pressing e recupero palla, ma poca concretezza in fase offensiva. Il numero 10 è fuori dal coro, gioca un calcio ancora troppo lento rispetto ai suoi compagni e, il più delle volte, corre a vuoto. Tuttavia, sono certo che il vero Honda non lo abbiamo ancora visto, cerchiamo di avere pazienza.

Niente da dire sulla prestazione dei centrocampisti, senza infamia e senza lode, mentre in difesa bene Bonera da terzino destro e i centrali Rami e Zaccardo, ad esclusione del rigore (Teheraahahahahahahau incommentabile). Bene, veniamo alle note negative. Due numeri: 28 e 32. Due nomi: Urby Emanuelson e Christian Abbiati. Mi spiego. Emanuelson non ne ha azzeccata una, ma che dico, neanche mezza: una diagonale, un cross, niente di niente. Avrà anche i piedi buoni, o almeno non ce li ha tonnati come qualcun altro (cit.), ma senso tattico zero. Il buon Sequoia, invece, stava riuscendo in un’impresa che avrebbe fatto impallidire Ercole: prendere gol su un calcio d’angolo rasoterra. Non è successo, e dobbiamo ringraziare il palo interno. Non è andata tanto meglio al nostro futuro numero 1, o 32, ma speriamo non 32, che per la cronaca giocava dall’altra parte del campo. Agazzi-Gabriel, ci sono buone, se non ottime probabilità, che questa sarà la coppia a difesa dei pali della porta rossonera la prossima (almeno) stagione. Fate vobis.

Vediamo, ho dimenticato qualcuno? Ah già, il 22. Due gol strepitosi, soprattutto il secondo, tiro a giro davvero in stile old-Kakà. Leggo, nel post partita, che lui avrebbe offerte dagli USA e che, in caso di mancata qualificazione in Champions del Milan, potrebbe liberarsi. Sinceramente? Io ai giocatori non mi affeziono più, non ce la faccio. Vuole andare? Vada pure: la ricostruzione, a patto che la ricostruzione si faccia, non può basarsi su Kakà. Grazie di tutto, ma il Milan continua anche senza di te, Ricky. Aaaah, vedo, comunque, che il carro di Seedorf è sempre più popolato. Mi fanno ridere, e anche un po’ pietà, quei giornalisti che prima sparavano a zero sull’allenatore del Milan mentre ora, alla prima avvisaglia di ripresa, usano le loro penne come arpioni per lanciarsi sul carro in corsa. Signori miei, di fronte ai numeri non si scappa. Ma per voi, è indubbiamente più facile ubbidire al padrone. 

Sempre Forza Milan

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.