imageNon è riuscita la tripletta di vittorie consecutive in campionato al nuovo Milan Clarence Seedorf, e d’altronde non era riuscita a nessuno prima di lui con Berlusconi presidente. Nel complesso, però, altre note positive si sono aggiunte a quelle già osservate nelle gare precedenti, nonostante il risultato.

Cerci e Immobile facevano tanta paura, specie per una squadra ancora in costruzione, con equilibri tutti da trovare. E in effetti in occasione del goal e in altre situazioni i due hanno messo in pericolo la nostra retroguardia, ma non così tanto come si poteva pensare. L’equilibrio, la squadra spezzata in due e gli attaccanti che non tornano sono stati fin qui i cavalli di battaglia di chi doveva “analizzare” il gioco di Seedorf, ma qualcosa di importante sta sfuggendo agli occhi di questi opinionisti. È vero, il nuovo tecnico sta facendo delle scelte audaci, prendendosi anche qualche rischio; ma alla fine, gli audaci rischiano e, come dice Clarence, fino a qui i rischi mi sembrano calcolati. Sabato abbiamo concesso solo due vere occasioni da goal in novanta minuti, nonostante le quattro punte, e in una di queste occasioni abbiamo subito goal a causa di un errore di un singolo giocatore, non di centro da poter prevedere. Per il resto, tanto gioco, presenza continua nella metà campo degli avversari e pochissimi rischi, quasi nulli.

C’è tanto sacrificio, da parte di quasi tutti, anche di chi fino a qualche mese fa sì ciondolava per il campo fregandosene bellamente. Rimangono ancora alcune note dolenti come quella di Robinho, ma su questi personaggi bisognerebbe lavorare in altro modo (cacciandoli!!). Piuttosto, se di problemi dobbiamo parlare mi preoccuperei di più della freddezza negli ultimi 20 metri di campo, visto che continuiamo a costruire tanto ma a concretizzare bene poco. È arrivato il primo goal su azione, e lo ha realizzato un difensore; è questo forse l’aspetto su cui concentrare critiche e attenzioni, piuttosto che su una mancanza di equilibrio che fino ad ora non si è mai manifestata in modo così netto. Forse qualcuno si è già dimenticato quanto soffrivamo con Allegri sulla nostra panchina? Quante occasioni da goal concedeva la nostra squadra agli avversari in tutta la partita? E, come se non bastasse, le difficoltà che avevamo nell’impegnare il portiere avversario? Forse qualcuno lo dimentica…io no, almeno per ora, perché ci vuole equilibrio, anche nei giudizi. D’altronde i cambiamenti si percepiscono anche dalle piccole cose, e la presenza di Seedorf a Madrid per osservare da vicino i prossimi avversari di Champions è solo l’ennesimo piccolo grande segnale di cambiamento.

In un campionato che riserva diverse sorprese ad ogni giornata, come la sconfitta nettissima del Napoli contro l’Atalanta o la semi rinascita della Lazio, non è detto che non ci possa essere qualche sorpresa anche da parte nostra, grazie ad una crescita desiderata e auspicabile. Nella prossima giornata ce la vedremo proprio contro i partenopei, in un test che potrà già misurare il livello della nostra crescita.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.