Riceviamo e pubblichiamo oggi per “l’Angolo del tifoso” un’altra lettera di “La Cantera”. Potete mandarci le vostre lettere per questo spazio alla mail rossonerosemper@gmail.com

n_20120722181736_un_manifesto_dei_tifosi_sotto_la_sede_annuncia_la_morte_del_milan_507064Sono in Lutto. L’AC Milan è morto. Scherzo crudele del destino ha voluto che il Milan venisse a mancare proprio nel giorno del 2 novembre e che lo facesse nel modo peggiore davanti al suo pubblico, che dal 30′ del secondo tempo accompagnava la fine del suo Milan e dell’ impero Allegri con scroscianti fischi. Il Mister ci ha messo ben 3 anni e mezzo per distruggere totalmente questa squadra. E dire che i progetti chiari di una “evidente demolizione” erano ben visibili sin dalle allora prime amichevoli estive, quando il livornese dopo essersi insediato al posto di Leonardo (scelta societaria tragica), fece subito piazza pulita di Ronaldinho e Borriello, due dei migliori della precedente stagione. Il livornese non ci mise molto a presentarsi per quello che era realmente e i più esperti, avevano già avuto modo di prendergli le misure dopo le prime partite di campionato e dopo le prime amichevoli (concluse con diversi pareggi). Del bellissimo gioco della gestione Leonardiana, (finalmente Gallani dopo 3 anni e mezzo è uscito dal letargo e comincia a rimpiangere il 4-2-4 fantasia di Leonardo. Buon giorno!!!!), non era rimasto assoluamente nulla e la squadra non ci mise molto a divenire tristemente Ibracentrica o Ibra dipendente a seconda (alcuni tifosi acclamarono al tempo il tutti palla a Ibra, che poi ci avrebbe portato alla vittoria dello scudetto, ma le origini dell’ attuale distruzione sono proprio in quel tipo di gioco nella prima stagione).

Da li iniziò il “calvario tecnico” che a distanza di mesi avrebbe eliminato dall’AC Milan in seguenza: Ronaldinho, Pirlo, Seedorf, Pato, Cassano, che avrebbe portato il nostro centrocampo a riempirsi di falegnami, passando per il non gioco e per le orribili preparazioni, che ci sono costate, fra infortuni e forma scadente, una cinquantina di punti persi in 3 anni e mezzo. Insomma ci sono voluti anni di duro lavoro fra gli applausi scroscianti delle “cortigiane”, per raggiungere i livelli visti con la Fiorentina ovvero:
1) Squadra completamente assente dal campo che guarda inerme l’avversario
2) Giocatori totalmente fuori dal gioco che smaniano dalla voglia di cercare l’ ennesimo cartellino pur ben sapendo di essere in diffida (vedi Balotelli che compie lo scatto più importante della partita per andare a spingere un inerme portiere avversario)
3) Avversari che meleggiano l’AC Milan, nel tempio del calcio di Milano davanti al suo pubblico
4) Tribuna e curva che contestano aspramente la società e l’allenatore
Insomma una distruzione totale avvenuta con il tacito assenso di quella parte di tifoseria che si è inginocchiata in massa, sull’altare del suo allenatore e che ha applaudito ogni singola fase dell’ opera di demolizione dell’AC Milan.

Allegri dopo aver detto che la panchina del Milan logora chi non ce l’ha, ha affermato che questo è il momento peggiore della sua gestione in questi 3 anni e mezzo. Dunque partendo da queste citazioni, sono 2 le cose da chiarire:
1) Storpiare la frase di un uomo scomparso come Andreotti, è stata una profonda caduta di stile (l’Italia di Andreotti ha conosciuto una delle fasi più imponenti di espansione economica dal dopo guerra ad oggi ed ha raggiunto quei vertici (di prestigio e autorevolezza) nel palcoscenico internazionale che i politici moderni si possono solo sognare, impegnati come sono a sacrificare l’interesse nazionale a paesi più potenti come la Germania per motivi di opportunità personale mentre firmano accordi europei sconvenienti o mentre accettano passivamente le epopee della banca centrale tedesca che fa demagogia sull’Inflazione, mentre l’ Europa sta morendo di deflazione per proteggere i fondi pensione tedeschi).
2) Questo non è il momento peggiore della sua gestione. E’ il momento peggiore dell’AC Milan dell’era Berlusconiana perché tacitamente benedetto (attraverso il sostegno ad Allegri) da quella parte di tifoseria che non ha mai perdonato a Berlusconi, l’aver ridicolizzato i precedenti presidenti con i risultati ottenuti sul campo o più
semplicemente di aver tirato i remi in barca negli ultimi anni dopo i tanti successi ottenuti in campo nazionale ed internazionale. Ma il tempo è galantuomo. Dopo lunghe battaglie, quella parte di “tifoseria” è stata sconfitta e la contestazione avvenuta a comparti uniti, durante la partita con la Fiorentina è la prova di ciò (indipendentemente che Allegri venga esonerato o meno. Oramai hanno perso la maggioranza). Un’era è finita. Dalle macerie sapremo ricostruire.

Ritorneremo grandi perché la nostra natura è la grandezza. Tuttavia dovremo avere la forza di rottamarci e di rinnovarci profondamente nel pensiero, nella visione e negli uomini chiave. Dovremo renderci conto che oltre all’era di Allegri (finalmente direttamente ed indirettamente attaccato anche da SKY), è terminata anche quella di Tassotti e probabilmente pure quella di Galliani. Dovremo ripartire dai veri milanisti. Da quelli ancora giovani e incontaminati come Kaka, Maldini, Van Basten e Inzaghi. Il Milan o è coraggio nel rinnovamento o non è!

La Cantera

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