classifica serie aLa seconda interruzione causa Nazionale della stagione consente, con la Serie A giunta alla giornata numero sette, di tirare le somme di questa prima parte di campionato che ha visto diverse sorprese e qualche riconferma. Lo stato attuale dell’arte, comunque, non consente chiare previsioni per il futuro: ancora troppe le incertezze che aleggiano su certe situazioni. Ma cominciamo questa disamina partendo dall’alto, dalla sorpresa delle sorprese: con un exploit non preventivabile in estate, la Roma di Rudi Garcia ha meritatamente conquistato la vetta della classifica; 4-3-3 e bel gioco i dogmi dell’ex allenatore del Lille, che ha trovato nell’eterno Totti, nell’onnipresente Strootman, nel roccioso Benatia e nel tuttofare Florenzi gli alfieri perfetti per applicare la sua idea di calcio. I nuovi acquisti si sono integrati perfettamente in un gruppo già consolidato, pur non sfruttato al massimo, già la passata stagione; Gervinho, Strootman, Benatia, Ljajic e Maicon hanno fatto la differenza in questa prima parte di stagione, non facendo al momento rimpiangere Lamela, Marquinhos e Osvaldo. Con 20 gol fatti e 1 solo subito dal Parma di Donadoni, la Roma ha centrato sette vittorie in sette partite. Tuttavia è prematuro parlare di Scudetto per i giallorossi: vero che stanno andando fortissimo, ma quanto durerà questo trend? Per quanto la Roma riuscirà a mantenere questo ritmo? Al momento è impossibile dirlo; l’impressione è che, sul lungo, Napoli e Juventus siano più attrezzate per puntare al titolo. Tuttavia, in ottica terzo posto le cose cambiano radicalmente: la Roma, ad oggi, è chiaramente la favorita, ma solo il campo potrà dirci se lo sarà anche a fine aprile.

Immediatamente dietro ai giallorossi troviamo Inter e Fiorentina mentre il Milan, vittima della partenza a rilento come nella passata stagione, galleggia sornione a metà classifica aspettando i rientri dei giocatori chiave. Qualche numero: l’Inter conta 16 gol fatti e 6 subiti, la Viola 13 fatti e 8 subiti, mentre per la squadra di Allegri la differenza reti è nulla: 13 fatti e 13 subiti. 18 gol fatti e solo 4 subiti per il Napoli di Benitez mentre la Juve conta 14 reti all’attivo contro 6 subite. Prendendo in considerazione questi dati la cosa che salta immediatamente all’occhio è come il Milan abbia preso praticamente il doppio dei gol delle sue dirette concorrenti; i problemi sono noti, ma effettivamente gli errori di Abbiati e i gol presi su palla inattiva quanto hanno fatto la differenza? Dei 6 gol subiti dall’Inter, 4 sono su azione e due su rigore; degli 8 gol subiti dalla Fiorentina 5 sono su azione, 1 su rigore mentre due sono stati causati fondamentalmente da errori del portiere Neto, più o meno con la complicità della difesa. Per quanto riguarda il Milan, su 13 gol 7 sono stati subiti su azione, 4 su calci piazzati mentre due sono stati causati da evidenti errori della difesa e del portiere; sia al Milan che alla Fiorentina, dunque, gli errori dei numeri 1 sono costati almeno due gol. Allarmante il dato sui calci piazzati: l’Inter e la Viola hanno subito gol solo su rigore mentre il Milan ha preso 4 gol su calci piazzati, che essi siano angoli o punizioni; concretamente la distanza tra i gol incassati da Milan e Fiorentina è tutta qui. In conclusione, i gol subiti su calcio piazzato e quelli causati da errori della difesa o del portiere, o di entrambi, sono praticamente la metà del computo totale (6 su 13).  Questo dato deve quantomeno far riflettere, perché continuare a incassare gol su calci piazzati scaverà ancora di più il divario tra il Milan e le altre contendenti al terzo posto; un portiere affidabile, come lo è Handanovic e come si sta per ora rivelando De Sanctis, è un dettaglio non trascurabile che condiziona le stagioni. E questi numeri lo dimostrano.

Fortunatamente maggio è ancora lontano e alla fine mancano 31 partite, un’eternità; siamo solo all’inizio, tuttavia si sta pian piano delineando un quadro che vede il campionato sostanzialmente spaccato a metà. In confronto alla passata stagione, almeno per il momento, il numero di squadre in competizione per le piazze importanti è aumentato, mentre sono venute a mancare squadre come per esempio Parma e Catania che lo scorso anno fungevano da “collante” tra  la parte sinistra e la parte destra della classifica. Questi equilibri, tuttavia, sono tutt’altro che stabili e basta poco per cambiare le carte in tavola: così come è sbagliato assegnare titoli e piazzamenti a ottobre è sbagliato anche preparare i funerali troppo presto. La passata stagione ci ha insegnato ad avere pazienza e fiducia, anche se questa volta la rimonta sarà davvero durissima: la Roma ha già il triplo dei punti del Milan, per raggiungerla sono necessarie 4 vittorie e un pareggio a fronte di 5 sconfitte dei giallorossi, distribuite nell’arco del campionato. Il mancato accesso alla Champions League causerebbe danni irreparabili; questo Milan non è nuovo a rimonte importanti, ma a scherzare col fuoco alla fine c’è il rischio di bruciarsi, e forse questa volta la disastrosa partenza in campionato potremmo pagarla molto cara. 

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.

12 Comments

  1. Roma e Napoli ad oggi sembrano stare meglio della Juve che però ha i soliti aiutini. I gobbi prendono comunque troppi gol, secondo me, per poter puntare al titolo.

    1. Sono più disattenti rispetto all’anno scorso, lo dimostrano i plurimi errori di Buffon e l’errore di Chiellini contro l’Inter. Sono abbastanza certo però che Conte sistemerà questo problema

  2. Sadyq, oggi ti è morto il partito.

    RIP M5S.

    1. partito…che parolone!

      1. Bravo, hai ragione. Infatti non è un partito ma un Movimento! Anche nel nome sono diversi da coloro che hanno rovinato il paese!

  3. Ti piacerebbe! Pensa al tuo vai!

  4. Quando Adriano Galliani, ai margini di una sessione di mercato povera ed austera, pronunciava quelle parole, non poneva domanda, piuttosto sentenziava una linea indiscutibile. A volte, però, un semplice punto interrogativo, può avere una forza dirompente, e può essere così forte da trasformare dogmi in dubbi. Non so se qualcuno di voi abbia mai letto Ignazio Silone, (spero che in molti lo abbiate letto e se non l’aveste fatto sbrigatevi a farlo, essendo uno dei migliori romanzieri del nostro Paese capace di scuotere le coscienze dei lettori) un libro in particolare, “Il seme sotto la neve”, ambientato nell’Italia fascista, in cui, una notte, un sordomuto di nome Infante si divertì ad aggiungere un semplice punto interrogativo ai vari motti fascisti che campeggiavano i luoghi più importanti di un paesello abruzzese. Così, gli abitanti di Acquaviva, (questo era il nome del paese), si svegliarono una mattina e lessero : “CREDERE?OBBEDIRE?COMBATTERE?” e ancora “LO STATO E’ TUTTO?” Semplici punti di domanda che con la loro semplicità intaccavano masime che la propaganda aveva, per anni, spacciato per verità rivelate. Ecco, elucubrazioni a parte, quello stesso punto interrogativo andrebbe apposto ad ogni frase e ad ogni commento uscito dalla bocca di Galliani ad qualche mese a questa parte. E come dimenticare quel: “Siamo a posto così!”, la ormai celeberrima frase con cui Galliani chiudeva la campagna acquisti e tranciava di netto le pur flebili speranze di una tifoseria già rassegnata, quella stessa frase che torna prepotente in scena ogni qualvolta che la realtà, nella sua crudezza, torna ad affiorare prepotente e ci racconta di una squadra, quella rossonera, che tutto è tranne che ” a posto così!”. Bene pensate che bel titolo sarebbe stato se al posto del punto esclamativo avessimo sostituito il punto di domanda? anche perchè, il vecchio Galliani, è stato smentito dal campo e non solo, se è vero, come è vero, che a ottobre, lestamente e silenziosamente, hanno provveduto ad acquistare Rami…Ma come?Una squadra che a fine agosto è “a posto così” già ad inizio ottobre è costretta a trovare nuovi giocatori? Forse perchè quel concetto detto a denti larghi era solo una balla colossale, smascherata in meno di due mesi, con evidenti limiti tecnici che non hanno atteso molto a palesarsi sul campo. Si perchè una squadra che “è a posto così” non prende due goal a partita, non prende sberle a raffica e soprattutto, non fa figure di merda in giro per il mondo.

    1. Senti ciccio, se vuoi commentare bene. Se devi venire qua per fare tra i commenti i copia-incolla dei tuoi post vai da un’altra parte.

      1. perchè che c’è di male?

        1. C’è di male che
          1) I commenti non sono attinenti al post
          2) E’ spam e pure di cattivo gusto

  5. Non mi sembra che questo non era attinente al post…
    tranquillo, bello, perchè eviterò di scrivere da oggi in poi…
    by…

Comments are closed.