den itaVenerdì 11 ottobre, ore 20.15, Parken. Nona giornata del gruppo B delle qualificazioni a Brasile 2014; l’Italia già qualificata con due turni di anticipo va a Copenhagen per sfidare la Danimarca.

La nazionale che ci eliminò all’Europeo 2004 non naviga in ottime acque da un pezzo, avendo mancato la qualificazione a Germania 2006 e a Euro 2008, e avendo abbandonato già nella fase a gironi Sudafrica 2010 e Euro 2012. La truppa del ct Morten Olsen, comunque, anche stavolta è in una situazione complicata, dovendo giocarsi la qualificazione ai playoff in una lotta all’ultimo sangue tra 4 squadre. La situazione di classifica del girone vede ancora la Bulgaria seconda con 13 punti, a seguire proprio la Danimarca con 12, e Armenia e Repubblica Ceca ferme a 9. Ipotizzare tutte le possibili evoluzioni è complicato, ma possiamo dire che l’Armenia (in casa con la Bulgaria e in trasferta contro gli azzurri) all’80% non sarà della partita.

Stelle della nazionale danese sono il capitano, Daniel Agger del Liverpool, il talento dell’Ajax Christian Eriksen e l’eterno Dennis Rommedahl, che a 35 anni ha raggiunto quota 125 presenze in nazionale, nonostante abbia rischiato di rimanere a piedi l’estate scorsa (era svincolato dal suo club, il Brondby). Nella rosa anche due ex “italiani” come Simon Kjaer, ex Palermo e Roma, e l’ex punta da 0 gol alla Juve Nicklas Bendtner, che però in Nazionale non ha perso il posto, se è vero che viene dato titolare. Curiosità: il terzo portiere è Kasper Schmeichel, figlio dell’ex portiere dello United Peter, che dopo un promettente inizio di carriera (al City!) si era un po’ perso, ma che ora è titolare al Leicester, in Championship. Probabile 4-3-3 per i danesi, con: Andersen; Jacobsen, Kjaer, Agger, Wass; Kvist, Kristensen, Eriksen; Rommedahl, Bendtner, Krohn-Dehli. Nell’Italia già ampiamente qualificata di Prandelli mancherà Insigne, oltre a Balotelli; non è ancora certo se il modulo sarà un 4-3-2-1 o un tridente, ma gli interpreti dovrebbero essere: Buffon; Abate, Ranocchia, Chiellini, Balzaretti; Marchisio, Montolivo, Motta; Giaccherini, Diamanti; Osvaldo. Tralascio volutamente di commentare le affermazioni degli ultimi giorni sulle convocazioni, piuttosto ridicole, che provengono da un certo allenatore.

Come sempre nell’ultimo periodo, le gare interessanti sono spesso quelle degli altri, dove c’è ancora lotta per la qualificazione. Nel nostro gruppo c’è l’insidiosa trasferta in Armenia per la Bulgaria (se Manolev e soci perdessero, si riaprirebbe tutto) e la partita tra Malta e Repubblica Ceca. Nel C ultima possibilità per l’Austria, che va in trasferta a Solna contro la Svezia con un solo risultato possibile. Irlanda già fuori, con Trapattoni andato definitivamente in pensione. Ungheria, Romania e Turchia lottano per il secondo posto nel gruppo D; nell’E sono addirittura in 4 per un solo posto, e ancor più ravvicinate che nel nostro gruppo; nell’F la lotta è tra Russia e Portogallo per il primo posto, ma visto il calendario le cose potrebbero rimanere come sono ora (Russia avanti di 1 punto); stessa situazione nel G tra Grecia e Bosnia, ma le due squadre sono pari. L’attenzione andrà in gran parte verso il gruppo H, che attualmente vede l’Inghilterra in testa con 16 punti, Montenegro e Ucraina a 15 e Polonia a 13; il doppio scontro diretto (Ucraina-Polonia e Inghilterra-Montenegro) dovrebbe schiarire le idee, con le due squadre di casa favorite. A meno di sorprese, nell’I i giochi sono fatti: Spagna prima e Francia seconda. A domani, contando che una vittoria non sarebbe del tutto inutile; infatti, metterebbe in cassaforte un posto da testa di serie al sorteggio del Mondiale (che nei fatti c’è già, per via del ranking FIFA, ma che senza almeno una vittoria potrebbe essere messo in discussione).

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014