Milan-Cagliari serie ARipartiamo da qui, da tre punti ottenuti con un buona prestazione contro il Cagliari. Facciamo finta che Verona non sia mai esistita, che quella prima di campionato buttata al vento fosse ancora l’ultimo residuo d’estate. Certo partire già con tre punti di ritardo non fa bene, ma ci si può passare su se ricominciamo a pedalare come si deve nella giusta direzione.

La prima a San Siro ci ha regalato un buon Milan, aggressivo e concreto tanto quanto rivoluzionato. La partenza di Boateng sembra abbia definitivamente segnato l’eclissi del 4-3-3, data l’assenza di un valido esterno destro d’attacco; si passa al ben più conosciuto 4-3-1-2, un ritorno al passato per il Milan e per Allegri. Il nuovo modulo, si è detto, è stato impacchettato e infiocchettato per l’arrivo di Kakà, che dietro le due punte ci può ancora dare quel pizzico di classe ed estro che ci manca; oltre a questo però, ritengo che anche Balotelli venga valorizzato notevolmente con la presenza di un’altra punta al suo fianco, come ha dimostrato già ieri risultando decisivo in tutti e tre i goal. Il punto è capire chi sarà, nella maggior parte delle partite, questa punta da affiancare a Supermario. Matri, Robinho o El Shaarawy, sono tutti in lizza per una sola maglia, anche se le loro diverse caratteristiche sembrano l’ideale per poter variare modulo e modo di giocare di volta in volta a seconda delle situazioni e degli avversari. Non mi accanirei quindi sul “caso El Shaarawy”, come tutti si sono subito affrettati a scrivere sui giornali di oggi: se Allegri è bravo e se lui è disponibile, ci sarà il giusto impiego per il faraone come per tutti gli altri, avendo come obiettivo principale il successo del Milan, e non gli interessi personali. A tutti fa comodo far nascere un polverone intorno ad El Shaarawy, speriamo di non cadere anche noi in questa trappola.

Parlando poi di mercato, queste frenetiche ultime ore ci hanno regalato il ritorno di Kakà, che apprezzo da un punto di vista sentimentale per quello che mi ha regalato in passato, ma che accetto con riserva sotto l’aspetto tecnico, dato che non so ancora quello che può effettivamente dare alla squadra. Oltre a lui però, è chiaro a tutti che qualcosa va aggiustato soprattutto in difesa, dove anche ieri sono stati commessi errori banali e terribilmente rischiosi; Astori è un nome caldo, e chissà che Galliani non riesca a portarlo a Milanello proprio sul gong, quando nessuno più se lo aspetta. Magari è solo illusione, ma non si sa mai. La certezza è che la nostra difesa sia il reparto più in difficoltà in questo inizio di stagione, dato che anche il centrocampo sembra abbia ripreso un giusto cammino con il ritorno a livelli altissimi del pitbull De Jong. Meglio il centrocampo quindi, un po’ meno la difesa.

Dopo tutte queste parole, è ora di lasciare la scena alle ultime frenetiche ore di mercato. Tra il ritorno di “smoking bianco” e il possibile colpo last minute passeranno pochissime ore; la speranza è quella di rinforzarci ancora, per intraprendere una lunga corsa verso qualcosa di importante. Ripartendo da qui, da questa settimana e da questi due successi a San Siro, per dimostrare che non siamo inferiori a nessuno, checché ne dicano tifosotti occasionali, giornalisti venduti o tifosi travestiti da telecronisti.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.