GallianiIn questi giorni, tra le partite della Confederations Cup e le bufale, per non dire peggio, elaborate dai giornalai riguardanti il calciomercato, ho notato una crescente tendenza nel mondo del tifo rossonero, una vera e propria moda dell’estate 2013: il “Tiro al Galliani”, ovverosia attaccare a tutto spiano l’attuale amministratore delegato del Milan qualunque cosa dica o faccia. Innanzitutto, questo post non vuole scadere in una poco logica difesa a oltranza: nessuno è infallibile, e anche Galliani ha commesso i suoi errori. Tra i più recenti annoveriamo l’assurda decisione del rinnovo biennale a Bonera così come, e qui muovo la mia più grande critica verso il “Geometra”, la riconferma del fenomeno livornese in panchina, che ci ha condannato ad un altro anno di strazio tra gol subiti su buona parte dei calci da fermo a causa della mancanza di schemi, cambi praticamente a fine partita e costante non-gioco. Spesso le dichiarazioni dell’AD rossonero hanno fatto infuriare i tifosi, dalla vicenda Thiago-Ibra, quella del “tutto è aperto” e “saremo ultracompetitivi” per intenderci, fino al più recente caso Tevez.

Ritengo che criticare qualcosa, qualunque cosa, indipendentemente dall’ambito, non sia solo giusto, bensì doveroso: senza critica, infatti, non esisterebbe discussione. Tuttavia, in questi ultimi tempi, la critica, spesso, si è trasformata in un vero e proprio gioco al massacro nei confronti dell’amministratore delegato del Milan, al quale sono stati rivolti veementi attacchi apparentemente poco giustificati da parte di tifosi, bloggers e, talvolta, anche presunti giornalisti, meglio identificabili come giornalai. Sia ben chiaro: non sto parlando di nessuno in particolare, il mio è un discorso generale e vi invito a leggere il post fino alla fine prima di trarre affrettate conclusioni. Orazio diceva: “Est modus in rebus”, che si può tradurre con “esiste una via di mezzo in tutte le cose”: è giustissimo, come già detto, criticare, purché la critica sia elaborata con raziocinio e sostenuta da prove concrete e obiettive. Troppo facile sparare a zero cavalcando l’onda, solo per ottenere facili consensi, come sta attualmente succedendo, a quanto pare. Si critica Galliani perché si è lasciato scappare Tevez, dimenticandosi che solo qualche mese prima, quando Marotta prendeva Anelka, lui prendeva Balotelli. Si critica Galliani perché non riesce a sbolognare Robinho al Santos, quando il fondamentale problema è proprio l’elevato ingaggio del brasiliano; ingaggio che, naturalmente, Robinho stesso è restio ad abbassarsi. Si critica Galliani quando dice che “se non esce niente non entra niente” mentre le altre squadre comprano senza vendere, dimenticandosi però che non è Galliani a decidere o meno se investire dinero nella campagna acquisti.

Guardiamo in faccia alla realtà: Silvio Berlusconi non ha più alcun interesse nell’investire nel Milan, eccetto per pochi, brevi e specifici periodi ricorrenti in determinate situazioni extra-calcistiche (se avete orecchie per intendere, intenderete), è un dato di fatto difficilmente contestabile. Creare una squadra competitiva con 0 euro non è semplice, ma non è infattibile: la Fiorentina e l’Udinese, per citarne due, non hanno speso cifre iperboliche negli ultimi anni, costruendo però squadre tutto sommato competitive. Tuttavia, tra il creare una Fiorentina competitiva e il costruire un Milan competitivo c’è un abisso. Le aspettative dei tifosi del Milan, rispetto a quelle dei tifosi della viola, sono ben altre: non basta puntare al terzo posto, bisogna provare a vincere il campionato; non basta qualificarsi, bisogna provare ad arrivare in fondo alla Champions League. Aspettative che raggiungono lo zenit nel periodo del calciomercato, dove ogni mossa e ogni parola viene sottoposta a meticoloso giudizio, analizzata, commentata e criticata. Se a tutto questo aggiungete la necessità di fare mercato senza soldi, vendendo e facendo cassa prima, comprando poi, converrete con me che in queste condizioni fare l’amministratore delegato del Milan non è poi tanto semplice. Del resto, sono convinto che se acquistare questo o quel giocatore fosse davvero così facile, sono certo che la cosa sarebbe stata quantomeno ponderata. In ogni caso, se credete che ci sia qualcuno che possa agire in modo migliore rispetto a Galliani non esitate a farne il nome e a spiegarne il motivo.

Dunque, con questo post non voglio necessariamente difendere ogni dichiarazione, ogni scelta compiuta da Adriano Galliani, bensì invitare alla moderazione nel giudizio e nella critica, perché sono certo che gran parte della gente che ora attacca e deride, al prossimo colpo di mercato non avrà esitazioni a saltare sul carro dei vincitori.

Alla prossima, sempre Forza Milan!

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.

14 Comments

  1. “Si critica Galliani perché non riesce a sbolognare Robinho al Santos, quando il fondamentale problema è proprio l’elevato ingaggio del brasiliano; ingaggio che, naturalmente, Robinho stesso è restio ad abbassarsi.”

    Questa secondo me è una stronzata.
    L’ingaggio mica gliel’ha dato il Padre Eterno, se guadagna quelle cifre è perché Galliani gli ha fatto firmare un contratto che prevede quella durata e quello stipendio, si può dire che eticamente fa schifo tutto ciò, come per qualsiasi altro giocatore, ma Robinho ha tutto il diritto di impuntarsi in quanto è nel giusto. Semmai ringraziamo Galliani che gli da tutti quei soldi…

    1. Vero, ma a parziale correzione c’è da dire che Robinho al City di milioni d’ingaggio lordi ne prendeva 9,7 l’anno (160.000 sterline circa a settimana).

      1. Esattamente. E Tevez avrebbe preteso quella cifra, perchè al City guadagnano più o meno tutti così. E’ già stata un’impresa limare 4 milioni, ma uno che prendere 6 per un altro anno non se ne va in Brasile a prenderne la metà quando può contrattare da svincolato (quindi con più potere visto che il Santos non deve pagare il cartellino).
        Boateng non lo vuole nessuno a quanto pare, resta da vedere se il cane in panchina si accorge che abbiamo un centrocampo che fa pietà e magari sarebbe meglio un Boateng mezz’ala che esterno dx a tirare sassate ai Commandos.
        Io quello che rimprovero a Galliani è la gestione mediatica di certe operazioni e le prese per il culo, che cmq sono doverose visto chi è al comando (“rosa pari al Barca”), ma più di tutto quello che ci ha portato a questa situazione, perchè con una gestione oculata degli ingaggi e con l’acquisto di giovani PRIMA di scoprire che eravamo in braghe di tela, non saremmo qui a farci il sangue amaro su chi vendere.
        Emerson, Mancini, il rinnovo a Dida, gli stipendi di Flamini e Mexes, De Jong e non Pogba, Cardacio, Viudez, Adiyiah e mi fermo qua. Tolti i brasiliani di Leonardo, non scoprivamo un cazzo di nessuno. Galliani e il Milan fanno scouting per modo di dire, perchè o lo fanno male e prendono delle pippe sconosciute (e credo che in quella lista ci finirà anche Niang, pronto ad essere smentito) o dei giocatori finiti pompati da procuratori e giornalai.
        E poi basta aspettare ‘ste figa di 2 ultime settimane d’Agosto, rimane solo gente che vuole nessuno e che poi devi pure strapagare se no hai fatto un mercato nullo e ti tocca dire che il nuovo acquisto è De Jong fra 2 mesi e Pazzini a Gennaio (ah no, l’ha già detto, via il dente via il dolore).
        Sul discorso del budget dobbiamo metterci il cuore in pace, servirà fare di necessità virtù finche ci sarà Berlusconi. Il lodo lo vuole coprire con gli attivi in bilancio del Milan, ormai mi sembra evidente. Dopo aver abbassato il monte ingaggi e incassato 60 milioni, non è possibile non avere neanche il solito assegno spiegazzato da 15 cucuzze che tanto sventolavamo fino agli anni scorsi. Siamo per introiti i primi in Italia e gli ottavi in Europa, fonte Forbes non Tuttosport o Gazzetta. Non ci sono scuse, i soldi ci sono, ma Berlusconi è il nuovo Pozzo.

        1. Più che altro la ricapitalizzazione è vietata col FFP. Bisogna fare di necessità virtù.

  2. Ma dai, va bene le varie posizioni, c’è chi è allegriano e chi è gallianiano e chi è obiettivo, però dire che Galliani venga trattato male dalla stampa..

    Son sempre lì a bersi le solite quattro fregnacce, ci sarebbe una lista di domande scomodo da fargli che finiremmo domani mattina..

  3. Concordo con Cristian: chi è che ha dato quell’ingaggio a Robinho? E chi è che ha garantito 1,2 milioni d’ingaggio a Traorè? Chi i due a Taiwo? E’ ovvio che sia difficile sbolognarli e il monte ingaggi venga gravato da pesi inutili…

    1. 1,2 milioni di ingaggio a Traorè non possono e non devono essere un problema. Per dire, Marotta ne paga 3 l’anno a Iaquinta.

      Attaccarsi all’ingaggio di Traorè che è un ingaggio abbastanza normale per una riserva di un top team nazionale mi sembra – francamente – una cosa abbastanza ridicola. Non è per l’ingaggio di Traorè che oggi siamo dietro alla Juve.

      1. 1,2 a Traorè, che sarebbero 2,4 lordi non sono un problema. Aggiungici i 4 lordi di Taiwo, i 9 lordi di Robinho, i 3 lordi di gente inutile come Antonini o Emanuelson e comincia a intravedersi il problema, di bilancio e di cedibilità di questi pesi nella rosa.

        1. Il monte ingaggi è in linea con le altre. Taiwo quest’anno era alla Dinamo Kiew, Robinho per i primi due anni è stato decisivo – il problema semmai è dopo.
          A me sembrano stipendi normali per delle riserve e che hanno anche Juventus ed Inter.
          La Juventus l’anno scorso ne pagava netti 3 a Iaquinta, 2 a Lucio, 1,7 a Caceres e a Bendnter e 1,4 ad Isla.

  4. LaPauraFa80: hai ragione, in quel frangente non sono stato molto chiaro, avrei dovuto specificare meglio il significato di giornalai: non intendo l’intera categoria, qualcuno si salva, bensì quei rappresentanti della categoria faziosi e poco obiettivi, di solito locati nelle province di Milano e Torino, che hanno sprecato inchiostro per scrivere qualche cialtronata sulla vicenda Tevez senza informarsi.
    Cristian: vero, ma se Robinho non è disposto ad abbassarsi l’ingaggio per andare al Santos, pur avendo magari le società trovato un accordo, Galliani non può fare molto.
    Grazie a entrambi per aver commentato

  5. Attaccarsi all’ingaggio di Traorè che è un ingaggio abbastanza normale per una riserva di un top team nazionale mi sembra –

    10 anni fa era un ingaggio normale, oggigiorno con 1,2 milioni si prova a darli al titolare.. per dire, se arrivasse Poli non guadagnerebbe molto di più. E sarebbe titolare.

    Il punto è che ora Traorè chi cazzo lo schioda? Quello dice: o mi trovate una squadra che mi fa giuocare titolare o sto qui a Milano, guadagno bene, va a figa in disco con Niang e chi m’ammazza ammè?!?
    Poi non si andrà in fallimento per colpa del suo ingaggio, ma vedere uno schifoso ben pagato quando di soldi ce n’è pochi fa rabbia.

    Mettiamo resti per tutto il tempo del suo contratto e che nessuno se lo piglia:
    1,2 x 3 = 3,6. Al lordo 7,2.
    Aggiungici quelli di Taiwo e Nini e solo con quei soldi fai due anni di ingaggio di Tevez.

  6. E’ anche vero quello che dice Diablo, cioè che anche gli altri dirigenti hanno i loro cazzacci.. il problema di Galliani è che in questi anni è stato bravo a fiondarsi su quei giocatori come Ibra e Balotelli che erano in uscita dalle loro squadre.

    Ma ora non abbiamo nemmeno più i soldi per questi colpi, per cui la domanda é: Galliani è in grado di portarsi a casa 3-4-5 Poli e simili a prezzi buoni? Io temo di no.

    Io esulterei per Poli + un centrale di riserva per non vedere Bombonera in campo, e un centrocampista/trequartista. E le cessioni di quelli scemi.

    Ma piuttosto che un altro Acerbi o Traorè stiamocene così come siamo e speriamo che Berlusconi ci raddrizzi pure la prossima stagione con le sue visite a Milanello.

  7. Con le sue visite …… (** **********!)!

  8. ” Poi non si andrà in fallimento per colpa del suo ingaggio, ma vedere uno schifoso ben pagato quando di soldi ce n’è pochi fa rabbia. ”

    me ne viene in mente, uno… di colore, che indossava impunemente la maglia numero 10 prima del tamarro

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