Italian Soccer Player Toto SchillaciDomenica 30 giugno, ore 18 (13 locali), Itaipava, Salvador de Bahia. Penultimo atto –ultimo per gli azzurri– della Confederations Cup, la finale per il terzo posto dell’edizione 2013 ci vede contrapposti all’Uruguay, sconfitto 1-2 dal Brasile in semifinale.

La storia delle “finaline” disputate nella storia azzurra vede tre vittorie: la prima si perde nella notte dei tempi (Olimpiadi di Amsterdam, era il 1928) e fu vinta per 11-3 contro l’Egitto. In tempi più recenti, ai mondiali di Italia ’90 gli azzurri sconfissero l’Inghilterra per 2-1 dopo l’eliminazione ai rigori contro l’Argentina; ad Atene 2004, la nazionale olimpica (tra cui 5 degli azzurri convocati alla Confederations, e cioè Barzagli, Chiellini, De Rossi, Gilardino e il fuoriquota Pirlo) sconfisse 1-0 la più modesta nazionale irachena. Sconfitte, invece, al mondiale del 1978 contro il Brasile, all’europeo 1980 -che ancora non dava il terzo posto ex aequo– e in due Olimpiadi, Los Angeles 1984 e Seul 1988. Contro l’Uruguayinvece, l’ultimo precedente è una sconfitta 0-1 in amichevole a fine 2011. Nelle 8 partite finora giocate dalle due squadre, 2 vittorie italiane, 3 uruguaiane e 3 pareggi.

La formazione uruguaiana alla fine non presenta grosse stelle, a parte forse Suarez e Cavani, ma è comunque sempre da tenere d’occhio, specie dopo il biennio di rinascita 2009-2011 che ha visto la Celeste portare a casa il quarto posto al Mondiale e la vittoria in Copa América. Il periodo di avvicinamento alla Confederations vede però l’Uruguay arrancare nelle qualificazioni mondiali, al quinto posto che porterebbe allo spareggio interzona -dietro Cile ed Ecuador, e nonostante l’assenza del Brasile-. Parecchi i giocatori del campionato italiano: gli interisti Gargano e Alvaro Pereira, i rosanero Arevalo e Hernandez, Perez del Bologna, il laziale Gonzalez, più Cavani e Caceres per Napoli e Juventus. Ci sono anche tre vecchie conoscenze, e cioè l’ex portiere laziale Muslera, la delusione all’Inter Diego Forlan e l’ex bolognese Ramirez. Oscar Tabarez, allenatore del Milan per poche giornate nel 1996, ha plasmato la squadra dopo l’ennesima delusione del mondiale 2006, arrivando a grandi risultati, che a Montevideo non si vedevano da decenni. I dubbi più seri sulla formazione non assillano certo lui, comunque.

Infatti Prandelli deve fronteggiare una nuova emergenza, visto che in molti sono usciti “incerottati” dalla semifinale extralarge con la Spagna, Chiellini e Pirlo compresi. Se El Shaarawy dovesse giocare, pur non essendo una punta vera, sarà solo per l’assenza di Gilardino, anche lui malconcio giovedì e sostituito da Giovinco -sull’opportunità di far entrare il tascabile attaccante bianconero contro gente come Piqué ci sarebbe molto da dire-. Sembra possibile un passaggio al 4-2-3-1, con: Buffon; Maggio, Bonucci, Chiellini (Astori), De Sciglio; Aquilani, Montolivo; Cerci, Giaccherini, Diamanti; El Shaarawy. Per l’Uruguay probabile 4-3-3 con: Muslera; Caceres, Godin, Lugano, M. Pereira; Rodriguez, Arevalo, Gargano; Suarez, Cavani, Forlan.

Qualche ora dopo, alla mezzanotte italiana, andrà in scena la finale annunciata -ma ben più sofferta del previsto per la Spagna- della Confederations. Gli azzurri visti l’altra sera, specie nei tempi regolamentari, non avrebbero sfigurato, una volta messa a posto la difesa; è andata diversamente -diventano 5 le lotterie dei rigori sfavorevoli, contro solo 2 positive per la Nazionale- e si affronteranno Brasile e Spagna. Campioni uscenti contro organizzatori, e Brasile favorito, se non altro per il giorno in più di riposo, e i 30 minuti di scorie in meno rispetto alla Spagna.

In sintesi, questa competizione ha mostrato un’Italia a due facce: positiva contro il Messico, in semifinale e con il Brasile fino all’1-3, e in pesante difficoltà con il Giappone e a risultato ormai acquisito con i verdeoro. Comunque non male, visti i presagi -il 2-2 con Haiti- e la fama di scampagnata che di solito accompagna questa manifestazione. Finora, sono stati solo gli azzurri a non subire gol dalla Spagna (rigori esclusi) e in generale i risultati sono nettamente migliori del fallimentare 2009, antipasto dell’ancora peggiore Mondiale. Difficile prevedere chi vincerà tra Brasile e Spagna; se continuerà il ciclo di vittorie in Confederations del Brasile, o quello della Spagna ormai in ballo dal 2008. Intanto, concentriamoci su quello che dobbiamo fare noi; se chi va in campo gioca come sa, battere l’Uruguay è possibilissimo.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014