https://i0.wp.com/soccerlens.com/shirts/files/2009/06/kaka_realmadrid_0910-home.jpg?resize=222%2C140Le minestre riscaldate non sono mai nemmeno un buon contorno, figuriamoci se queste vengono presentate come portata principale. In quest’ottica, il mercato di Gennaio del Milan, che prevederebbe il ritorno a casa del ‘figliol prodigo’ sarebbe fallimentare. La cosa certa è che l’erba di Milanello pare essere sempre e comunque la più verde, nonostante le invenzioni mediatiche il Milan resta l’unica squadra che rimane nel cuore della maggior parte di coloro che ci hanno giocato.

Tra questi c’è sicuramente Andry Shevchenko, l’ucraino andato a fine 2006 in Inghilterra per imparare l’inglese, in particolare la pronuncia corretta della parola “pounds” e tornato dopo due anni, perdendo numero, posto da titolare e segnando due soli gol. Non è andata meglio, negli altri sport, a due famosi ritorni quello in Formula 1 del sette volte campione del Mondo Micheal Schumacher, sbeffeggiato a suon di prestazioni non solo da quella Ferrari che amava guidare e dalla Mclaren, rivale di tante battaglie prima con Hakkinen e poi con Raikkonen, in grado di vincere un titolo mondiale subito dopo il suo abbandono alla Rossa, proprio come fece il Milan dopo l’abbandono di Shevchenko e quello di Lance Armstrong al Tour de France, staccato ripetutamente dala gioventù Spagnola e Lussemburghese che avanza sulle grandi montagne dove lui amava transitarvi davanti a tutti, sbeffeggiato nel 2009 dal compagno di squadra, Alberto Contador a cui fu costretto, nel finale, a far da gregario.

La vicenda Kakà è però aggravata dal fatto che la società in questo biennio ha fatto due grandi affari: vendere il Brasiliano all’apice della carriera, incassando una cifra quasi record, e sostituirlo con Ronaldinho, giocatore dal talento superiore al 22 brasiliano. Ne sapeva qualcosa proprio Ricardo, al primo anno del dentone al Milan, quando chiese al fido Sir Carlo di cambiare la posizione snaturando così il ruolo del nostro attuale numero 80 e neutralizzando quella macchina quasi perfetta che decise da solo 6 partite ravvicinate tra cui l’ultimo derby portato dalla parte giusta di Milano. Il progetto Milan aveva previsto la cessione, comunque per motivi di bilancio (ma il Brasiliano non si è di certo disperato, anzi…) e il rimpiazzo con Ronaldinho, cosa che ora si sta cercando di ripetere con Robinho. La presenza di 3 brasiliani così ravvicinati, 4 con Pato, sarebbe un nuovo problema che ci saremmo creati con le stesse nostre mani pagando il giocatore.

Certo, riportare a Milano l’accoppiata Spagnola pagata complessivamente 130 milioni a meno di 30 sarebbe un bel colpo dal punto di vista affaristico, ma Kakà non ci serve più, se non a creare nuovi disastri tattici e bisogna farsene una ragione. Con la riconoscenza non si portano a casa i trofei. Piuttosto, su Gerrard, un pensierino ce lo farei, ma purtroppo è la solita bufala…

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.