https://i1.wp.com/g.imagehost.org/0643/dida.jpg?resize=235%2C235Forse la tempistica non è quella che ci si aspetta ma è un post che volevo fare da tempo e che solo la sosta per le nazionali mi ha lasciato lo spazio di fare. Da quest anno al Milan non c’è più Nelson Dida e penso che ce ne siamo accorti più o meno tutti.

In questi anni al Milan ce ne ha fatte vedere di tutti i colori, da bidone a stella, poi di nuovo bidone. Il Milan lo acquista nel 99 per 3 miliardi di lire dal Cruzeiro, squadra che ha portato in Europa Rivaldo e Ronaldo ma anche bidoni clamorosi come Felipe Melo. Di lui si dice gran bene, in patria è molto stimato. Il suo esordio però ce lo ricordiamo tutti, nel 1999 in quel di Leeds quando Lee Bowyer fece partire un destro da fuori area senza troppe pretese, se non che Nelson ci mise lo zampino e l’urlo dei tifosi casalinghi già ci fece capire che l’aveva combinata grossa. L’avventura del portiere al Milan sembra terminare qui quando viene rispedito in patria, al Corinthians in prestito dopo un breve passaggio al Lugano. Qui ritorna in patria, per giocare una sola presenza, in Milan-Parma dopo essere coinvolto nel 2000 nello scandalo dei passaporti, con illecito regolarmente denunciato da Galliani che gli costa 7 mesi di sospensione e un ritorno di nuovo in patria, di nuovo al Corinthians. Va ai mondiali 2002, anche se perde il posto da titolare nei confronti di Marcos. Vedrà il mondiale dalla panchina, ma su quel podio di Yokohama dove tornerà cinque anni dopo per festeggiare il mondiale per club lui c’era.

Dopo quel mondiale inizia la sua vera carriera al Milan. Abbiati si infortuna nel preliminare di Champions League del 2002 contro lo Slovan Liberec. Dida gli prende il posto, si pensa momentaneamente ma poi le prestazioni del brasiliano e la lunga degenza del camerata convincono Ancelotti a puntare su di lui, pur conoscendo il suo passato. Tra i pali para anche l’imparabile, anche i rigori. La prima apoteosi è nella finale di Manchester, dove ne para tre superando anche il maestro Buffon e trovandosi in cima al mondo. Il migliore in quel momento era lui anche se la stampa italiana continuava a sostenere il proprio beniamino. Sono i tre anni migliori, si  ripeterà anche nel campionato 2004 e soprattutto in quella coppa del 2005 dove nell’euroderby d’andata (erano quelli SENZA pareggi e in 150 minuti) Dida para tutto il parabile e il Milan porta a casa un 2-0 che sa di sentenza, nel ritorno la frustrazione di una tifoseria che ancora aspettava un trionfo europeo sui cugini e si trova umiliata in mondovisione dagli stessi si taglia con il coltello e così un razzo, che gli costerà, tra gli altri record che la società Inter detiene, il record di giornate di squalifica del campo nel nuovo millennio, lo costringe a terra. Si rialza, ma da quel momento non è più lui. Nel 2006 è lui a infortunarsi, dopo una parata strepitosa in quel di Atene. Sembra chiudersi il cerchio, in porta torna Kalac, Abbiati è in prestito all’Atletico Madrid. Mentre il Brasiliano andava in porta era l’Italiano a dover girare l’europa per cercare una squadra dove potesse giocare titolare. Eppure sei mesi dopo Dida è ancora lì, ad Atene, decisivo anche se non come prima per la  vittoria della Champions League 2007. Da lì l’anno dopo sarà la farsa di Glasgow che gli costerà il posto per tornare poi di nuovo tra i pali a Yokohama dove si laurea campione del mondo per club, dopo aver vinto il titolo con la propria nazionale.

Nel 2008/09 sembra essere giunto alla fine della carriera quando torna Abbiati che riprende il suo posto da titolare, ma il destino vede ancora Nelson. E’ l’infortunio gravissimo di Siena che gli permette di mettere ancora piede in campo per la fine della stagione ma soprattutto per buona parte della successiva. E’ lì, in quel di Madrid che Dida regala al mondo l’ultima papera. Il Milan vince lo stesso 3-2, entrando nella storia espugnando per la prima volta il Santiago Bernabeu. Grazie a Dida, si sarebbe detto sette anni prima, nonostante Dida, è invece la realtà. Ma prima di sparire per sempre dalla storia del Milan regala un’ultima prodezza, contro il Chievo, che richiama quel portiere dei tempi migliori. Saluterà la compagnia nel superclassico con la Juventus dello scorso maggio. Ora in porta torna di nuovo Abbiati, stavolta per sempre, chiudendo quel cerchio aperto il 13 Agosto del 2003.

Dida lascia il calcio con molti dubbi sulle sue qualità personali, eppure ha vinto tutto. Campionato e Coppa in patria e in Italia, coppa campioni e coppa Libertadores, supercoppe varie, mondiale per club, mondiale con la nazionale, bronzo olimpico e coppa America, roba che farebbe impallidire persino Lev Yashin. Resta il dubbio se fosse stato un campione con giornate storte o un portiere pessimo con degli alti in carriera. Questo è stato l’ammiraglio Nelson, prendere o lasciare. E voi l’avreste preso?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.