Dopo la vittoria di sabato pomeriggio il Milan sembra avere, almeno in parte, scacciato i fantasmi di inizio stagione. Arrivata la quadratura tattica, con il 4-2-3-1 che è in effetti il modulo più adatto alla formazione attuale dei rossoneri, ora si attendono riscontri anche nelle prossime partite, un tour de force da 5 incontri che comprende Fiorentina, Napoli, Juve e le due gare di Champions contro Malaga e Anderlecht.

Il 5-1 di sabato ha visto andare in gol gli acquisti estivi Montolivo, Bojan e Pazzini, oltre a El Shaarawy e al ritrovato Emanuelson, che in pratica è a tutti gli effetti un acquisto estivo, in quanto prima non aveva mai reso al meglio essendo schierato mediano o trequartista. Finalmente arrivano più palloni in area, e pure Pazzini è riuscito a tornare al gol. Certo, un Maxi Lopez sarebbe stato nettamente più utile in un campionato dove c’è da sgomitare per raggiungere un posto in Europa League. Ma è inutile guardare indietro. Il gioco espresso l’altro ieri dimostra che il 15° posto alla pari con la zona retrocessione non era assolutamente posizione degna per questa squadra, e -meglio tardi che mai, ma sarebbe stato meglio prima- qualcuno in panchina ha capito (o forse gli hanno fatto capire) in che ruolo devono giocare i membri della rosa rossonera.

Ora il lavoro non è finito. Le note liete come Constant a suo agio nella posizione di terzino sinistro, Bojan finalmente al centro del gioco e Pazzini che, udite udite, ha pure snocciolato un paio di sponde/assist ai compagni, devono confermarsi nei 20 giorni più importanti di questa prima metà della stagione. Il Malaga non scherza (s’è visto all’andata), e men che meno le tre squadre che affronteremo in campionato, e cioè Fiorentina, Napoli e Juventus: quarta, terza e prima nello spazio di tre domeniche. Portare a casa sui 5-6 punti nelle tre gare di campionato -magari senza perdere, anche se la vedo più dura- e almeno 4 in quelle di Champions contro Malaga e Anderlecht sarebbe un buon risultato per come si era messa la stagione. Ora speriamo anche che oltre agli exploit dei singoli si riesca a imporre anche quel gioco corale che è mancato nelle prime partite, e anche che sulla corsia di destra torni De Sciglio, più che una spanna un metro sopra Abate per quello che si è visto finora.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014