26 maggio 1993: Olympiastadion, Monaco di Baviera. Si gioca una delle finali di Coppa Campioni più scontate degli ultimi anni. O almeno si pensava. L’imbattibile Milan di Fabio Capello sfida l’Olympique Marsiglia, squadra nettamente inferiore ma che qualche anno prima aveva già fatto soffrire i tifosi rossoneri.

In quell’anno il 16 gennaio viene arrestato Pietro Pacciani, presunto mostro di Firenze, a marzo Federico Fellini si reca a Los Angeles per ritirare l’Oscar alla carriera, mentre il 14 maggio esplode un’autobomba in via Fauro, nel quartiere Parioli, al passaggio di una macchina con a bordo Maurizio Costanzo e Maria De Filippi: il bilancio è di 23 feriti.

Il Milan si presenta a quella finale con un ruolino pazzesco: 0 sconfitte, 23 gol fatti e 1 subito. Merito del genio tattico di quello che da lì a poco si rivelerà uno dei più grandi allenatori di tutti i tempi, Fabio Capello, ma soprattutto di una squadra fortissima, che quell’anno si era ulteriormente rafforzata e aveva in rosa 6 stranieri, nonostante le regole del tempo facessero sì che ne potessero scendere in campo solamente 3. Capello schiera il suo solito 4-4-2 prudente e tiene in panchina il grande ex della partita, Papin. Al fianco del claudicante Van Basten gioca Massaro, mentre sulle fasce agiscono Lentini e Donadoni. La partita è equilibrata, da subito si capisce che i rossoneri sono bloccati. Il problema è che davanti Van Basten è come se non ci fosse e Massaro da solo può fare ben poco, a parte un colpo di testa di poco fuori . L’azione più pericolosa è però proprio di Van Basten, che dentro l’area si libera bene ma il suo tiro di sinistro è ben respinto dal portiere. Il patatrac arriva al 43′, quando Sauzeè batte un calcio d’angolo (che poi si rivelò inesistente, ahinoi) per i francesi, Rossi è incerto su un pallone che forse doveva essere suo e Basile Boli anticipa Rijkaard infilando l’uno a zero per l’Olympique. Milan gelato, che non si aspettava il gol e si innervosisce tantissimo.
Nella ripresa i rossoneri si buttano in avanti in modo disordinato e combinano pochissimo. Barthez è bravo a stoppare una pericolosa azione con un’uscita con la quale anticipa Massaro e Albertini. Poi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è ancora il portiere a togliere la palla a Papin, subentrato a Donadoni. Il Milan esce sconfitto clamorosamente, la delusione è cocente.
Tutti i retroscena che vennero fuori in seguito su quella sfida e di quell’annata potete leggerli qui e quiBerlusconi e Galliani rivendicarono quella coppa (e sbagliarono), mentre per i milanisti (che le vittorie se le sono sempre gustate sul campo) quella partita rimane una sconfitta, punto.
I trofei di cartone non ci interessano.

Olympique Marsiglia (4-4-2): Barthez Angloma (62’ Durand), B. Boli, Desailly, Di Meco Eydelie, Sauzée, Abedi Pele, Deschamps Völler (79’ Thomas), Boksic. All.: Goethals.
Milan (4-4-2): S. Rossi Tassotti Costacurta F. Baresi P. Maldini Lentini Albertini Rijkaard Donadoni (58’ Papin) Van Basten (86’ Eranio) Massaro. All.: Capello.
Arbitro: Röthlisberger (Svizzera).
Gol: 43′ Boli.

Posted by elbonito