grazie presidente

Milan Channel vs. Realtà (by Milano è solo ROSSONERA)

Ancora ieri Mauro Suma aveva la faccia tosta di ripetere “Nulla è stato preparato o sceneggiato, si vede”. Non gli crede più nessuno, se non i soliti imbecilli evoluti – ma tanto sono gli stessi che rinnovano l’abbonamento ogni anno, o se lo vedono regalato dalla dirigenza il cambio del silenzio in queste faccende. La sua Milan Channel, con quei patetici peana di ringraziamento a Berlusconi, ne è stata parte importante. “Presidente, lo tenga”, “Grazie, Presidente”, con tanto di foto di Berlusconi con folti capelli, tipo quelle che usano a Mediaset, e con toni paragonabili solamente a quelli di una fan di Justin Bieber. Ma del resto cosa ci potremmo aspettare da colui che ci ha messo in ridicolo per tutto il finale di stagione con la storia del pareggio del Cesena?

E, per quanto riguarda la dirigenza, cosa ci potremmo aspettare da coloro che hanno passato mesi a lamentarsi del gol di Muntari, fornendo come già detto più volte un alibi alle scarse prestazioni dei giocatori e agli errori del tecnico? Non dimentichiamoci che il presidente è uno che ai vertici internazionali si presenta in bandana/urlando/facendo le corna/facendo cucù all’ospite di turno, e l’amministratore delegato è colui che nel 1991, nel buio di Marsiglia, ci rese ridicoli agli occhi del mondo. Non certo dei maestri della comunicazione, come già aveva rimarcato il nostro Franko1986 in un suo post pochi giorni fa.

Ma stavolta, con uno sforzo intellettivo, sono riusciti ad organizzare il tutto con grande maestria, nel bel mezzo della campagna abbonamenti, proprio sul finale della fase di prelazione Non si poteva evitare assolutamente di privarsi dei pezzi migliori per risanare i conti, ma anche San Siro vuoto non era un bello spettacolo per la propaganda: ed ecco che per qualche giorno ritorna la bella favola di un Milan forte e vincente, di un Silvio stoico oppositore dell’arabo e danaroso invasore (so che non dovrei entrare nel discorso politico, ma potrebbe anche essere una strizzata d’occhio alla Lega?). Il Paris Saint Germain, d’altro canto, ha dato la sua bella mano: i buoni rapporti con Ancelotti e Leonardo (che stanno tentando di ricreare, nell’ottica di formare un gruppo vincente, una colonia con trascorsi simili, per intederci ciò che fa Giampiero Ventura in tutte le sue squadre) sono sfociati in credibili dichiarazioni di facciata, che davano ad intendere come mai più PSG e Milan avrebbero più trattato.

Tutto falso, come qualche Cassandra aveva già capito e continuava a ripetere, e tutto andato a coincidere, guarda caso, con i rinnovi degli abbonamenti e di Mediaset Premium. Superato il momento buio, dopo magari dati più confortanti sul numero degli abbonati (ma ciò non ci è dato saperlo, in quanto le cifre quest’anno, per evitare una figuraccia, non sono state comunicate), si è potuto procedere a ciò che era nell’aria già da maggio. Il PSG voleva a tutti i costi il difensore più forte del mondo, e nel pacchetto è stato inserito anche Zlatan, quasi ostracizzato dopo gli attriti di fine stagione con la dirigenza. Attriti causati dalla mancanza del progetto che era stato promesso ad Ibra, davvero desideroso di mettersi sulle spalle il Milan, e forse, a mio parere, ben meno mercenario di quanto si è dimostrato l’osannato Thiago Silva. E così tutti sono felici e contenti: i giocatori vanno a prendersi un bell’ingaggio in un campionato ben poco competitivo, il Milan si gode i soldi, il PSG gli allori. Scusate, quasi tutti felici e contenti: perché i cornuti e mazziati, ovviamente, siamo noi tifosi.

Suma si arrampica sugli specchi

Mauro, ha segnato il Cesena?

Anche il finale di questa farsa è già scritto: prenderemo Tevez, il colpo per le magliette, e Astori (anche se ha rinnovato, il suo arrivo è già scritto come quello di Thiago Silva al PSG), acquisto dalla lungimiranza finanziaria paragonabile a quella del Barça, che cede i giovani e li ricompra a 40 milioni (Piqué, Fabregas). Gli altri nomi fanno solo parte del tourbillon giornalistico, si sgonfieranno come bolle di sapone. Tipo Destro, oramai destinato alla Roma. Se ci va bene arriveremo terzi e agli ottavi di Champions. Sennò in Europa League, con nefaste conseguenze sui bilanci, e il circolo vizioso continuerà. Finché non si leveranno di mezzo, finché non arriverà qualche sceicco. Finché non la smetterà di usare il nostro grande amore come veicolo di propaganda.

Che possiamo fare noi? Rilancio l’appello fatto su Twitter: per prima cosa – dura pochi secondi ed è gratis – togliete il “Mi Piace” dalla pagina Facebook e unfollowate il Milan da Twitter. Se iniziamo ad essere tanti, se ne accorgeranno. Evitate accuratamente il costoso merchandising ufficiale, dalle maglie, alle sciarpe, ai numeri di “Forza Milan”, all’abbonamento a Milan Channel (a meno, ovviamente, che non abbiate seri problemi di stitichezza e non abbiate scorte di Falqui). Ah, e ovviamente, se pensate di abbonarvi, non fatelo. Ma mi pare oramai superfluo dirlo: che rimangano tra loro a San Siro, a rimirare il frutto della loro greve mannaia.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.