Sette giorni, sette giorni solo e poi sarà tempo, per dirla all’inglese, del primo dei due MOTY (match of the year). O meglio, sarà la partita dell’anno per noi, che ormai non abbiamo più obiettivi al di fuori della ricerca di qualche momento di gioia europea. Per loro invece sarà una partita importante senza dubbio, ma sono in corsa anche su altri fronti. Da questo punto di vista sono sicuramente più tranquilli. E non potrebbe essere altrimenti dato che stanno viaggiando alla grande in patria. Al momento del sorteggio a dicembre non mi ero sbilanciato, in due mesi potevano cambiare di netto i giudizi sulle due squadre e così è stato.

Loro stanno bene, parecchio bene. Si sono messi definitivamente alle spalle la partenza di Cristiano Ronaldo e hanno trovato in Wayne Rooney il nuovo leader. L’inglesino è maturato tantissimo sotto la guida di Sir Alex Ferguson; è diventato micidiale in area di rigore, ma lo si trova a tutto campo: dove c’è bisogno, c’è Wayne, che sia in difesa, a centrocampo, in fascia o al centro. Ma guai a ridurre lo United al solo Rooney. Ferdinand e Vidic dietro, Evra in fascia, il dinamismo di Park e Nani. E ancora Scholes e Giggs, due per i quali gli anni passano con molta calma. Insomma, una gran squadra, che gioca a ritmi molto alti, due tocchi e via, il gioco che più può farci male.

Quanto a noi siamo sempre legati a quei due recuperi, quello quasi sicuro di Nesta e quello possibile di Pato. Senza di loro avremmo poche speranze. Un altro fattore di preoccupazione sta nel fatto che certe partite devi saperle giocare, la Champions è una competizione che ha tagliato le gambe a squadre e giocatori fortissimi, ma dalla scarsa personalità (Ibrahimovic su tutti). E allora mi chiedo: riusciranno i debuttanti Abate, Antonini, Thiago Silva, Borriello (e per certi versi Pato) a sostenere il peso di tale pressione? Io ho dubbi soprattutto sui due terzini, sempre che giochino entrambi. E quindi confido nei nostri eroi di tante battaglie europee, Nesta, Pirlo, Seedorf, Ambrosini e magari Pippo, chissà… Un pensiero va a Carletto, uno che certe partite sapeva come prepararle, fossi in Leonardo gli farei una telefonatina.

Ci giochiamo molto nella prima partita, in casa. Sbagliarla come è successo al derby significherebbe andare ad Old Trafford consapevoli di dover compiere un’impresa e con l’ennesima batosta al nostro morale. Approcciare bene l’andata sarà la cosa più importante, credo che stavolta un buon 60% della qualificazione ce lo si giochi a San Siro.

Posted by LaPauraFa80