Sheva, emozionante e spietato come ai bei tempi

Nella giornata in cui abbiamo praticamente detto addio a colui che doveva rappresentare il futuro del Milan, abbiamo potuto fare un breve tuffo tra il nostro passato e il nostro presente, nella sfida tra Svezia e Ucraina: la sfida,  più precisamente, tra Andriy Shevchenko e Zlatan Ibrahimovic. E tutto, la partita, la storia rossonera, la storia di due nazioni, si è deciso in un momento: su un calcio d’angolo Ibra è chiamato a marcare l’ex 7 rossonero (una maglia che, dopo l’addio dell’ucraino, ancora aspetta un degno portatore), ma se lo perde, saltando un attimo dopo: ed è così che, con uno stacco agile, Sheva trova un piccolo varco e segna. E’ il 2-1 decisivo, il secondo gol di Andriy. 

Precedentemente, entrambi i cannonieri avevano dato saggio delle loro capacità: un tapin a testa, e si era sull’1-1. Meritata, comunque, la vittoria dell’Ucraina, in una partita molto combattuta e piena di occasioni (paradossalmente, soprattutto nel primo tempo, che si era concluso sullo 0-0), grazie alla maggiore forza del collettivo: a supportare Shevchenko, infatti, c’era un intero sistema di gioco, in cui è spiccato Andriy Voronin, mentre Ibrahimovic, anche a causa dell’assenza di Elmander, suo naturale partner d’attacco nella Nazionale, si è ritrovato solo, e le sue doti individuali non hanno potuto completamente sopperire alla scarsa qualità del collettivo.

Ad una partita, quale quella tra Ucraina e Svezia, che ha rappresentato il trionfo della giocata estemporanea e del gesto tecnico, ha fatto da contraltare, nello stesso girone, Francia-Inghilterra: Blanc e Hodgson hanno giocato a scacchi, in particolar modo nella ripresa, passata a studiarsi a centrocampo. I due gol, con Rooney assente ancora per squalifica e M’Vila out per infortunio, sono arrivati da Lescott (30′), in uno dei due unici tiri veri dell’Inghilterra (che ha sciupato, in finale di primo tempo, un’occasione solare con MIlner), e Nasri (39′), che ha sorpreso Hart con un preciso colpo di testa. Proprio ad Hart è legato il momento forse più eccitante della partita: D’Amico prima e Mattei poi sono riusciti a sostenere imperterriti che Hart sia stato il responsabile delle papere del Mondiale 2010, ed entrambi, corretti, hanno proseguito cambiando discorso, evidentemente imbarazzati.

Domani si ritorna al Girone A, con, come sfida più significativa, Polonia-Russia: la Russia sta scalando posizioni tra i bookmaker, dopo la grande vittoria con la Repubblica Ceca, ma è chiamata alla prova del nove contro la Polonia padrona di casa. Una sfida con tantissime connotazioni geopolitiche, tra una grande potenza ed un paese spesso spartito territorialmente tra i grandi d’Europa e poi, per cinquant’anni, nell’orbita sovietica: ma questo non conta. Quello che conta, per la Polonia, è continuare a far bene, e rilanciarsi in ottica qualificazione. Quello che conta, per la Russia, è raggiungere i quarti già domani. Evitando le insidie di Lewandowski e compagni, e magari anche arbitraggi troppo casalinghi…

La vittoria della Russia porterebbe Arshavin e compagni alla qualificazione senza doversi curare del risultato di Repubblica Ceca – Grecia, ed ad un primo posto matematico se la partita fra le due finisse in pareggio. Sembra una sfida tra poveri, quella delle 18.00, considerando che la Repubblica Ceca, uscita con le ossa rotte dalla prima giornata, è in tensione, e la Grecia, nonostante un risultato relativamente positivo, paga una difesa in una situazione paragonabile ai propri bilanci, con Avraam Papadopoulos messo KO e Papasthatopoulos squalificato. La partita, dunque, è aperta, ed entrambe le squadre potrebbero non aver detto ancora addio all’avventura europea…

UCRAINA-SVEZIA 2-1
MARCATORI Ibrahimovic (S) 7’, Shevchenko (U) 10’ e 17’ st
UCRAINA (4-3-1-2) Pyatov; Gusev, Mikhalik, Khacheridi, Selin; Yarmolenko, Timoshschuk, Konoplyanka (47’ st Devic); Nazarenko; Voronin (39’ st Rotan), Shevchenko (36’ st Milevsky) (Koval, Goryainov; Kucher; Shevchuk, Rakitsiy, Butko; Garmash, Aliyev; Seleznyov). All. Blokhin
SVEZIA (4-2-3-1) Isaksson; Lustig, Mellberg, Granqvist, M.Olsson; Elm, Kallstrom; Larsson (23’ Wilhelmson), Ibrahimovic, Toivonen (17’ st Svensson); Rosenberg (26’ st Elmander) (Wiland, P.Hansson; J.Olsson, Antonsson, Safari; Wernblooom, Holmen, Bajrami; Hysen). All. Hamren.
ARBITRO Çakir (Turchia)
NOTE ammoniti Kallstrom e Elm (S) gioco falloso. Spettatori 80mila circa. Angoli 3-2. Tiri in porta 5-5. Tiri fuori 7-4. Fuorigioco 1-1. Recuperi 1’ pt, 4’ st

FRANCIA-INGHILTERRA 1-1
Francia (4-3-1-2): Lloris, Debuchy, Rami, Mexes, Evra; Cabaye (39′ st Ben Arfa), Diarra, Malouda (39′ st Martin); Nasri; Ribery, Benzema A disp: Mandanda, Carrasso, Reveillere, Koscienly, Clichy, Valbuena, Matuidi, Menez, M’Vila, Giroud. C.T.: Blanc
Inghilterra (4-5-1): Hart; G.Johnson, Terry, Lescott, A.Cole 5,5; Milner 5,5, Parker (33′ st Henderson), Gerrard, Oxlade-Chamberlain (32′ Defoe), Young; Welbeck (45′ st Walcott). A disp.: Green, Butland, Baines, Jones, Jagielka, Downing, Carroll. C.T.: Hodgson
Arbitro: Rizzoli (ITA)
Marcatori: 30′ Lescott (I), 39′ Nasri (F)
Ammoniti: Oxlade-Chamberlain, Young (I)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.