Le sensazioni provate domenica pomeriggio sono state incredibili: una summa di commozione e dispiacere per dei grandissimi del calcio mondiale che lasciano la maglia rossonera al termine di una stagione, purtroppo, deludente.

La verità è che, tralasciando la tristezza, la parte lucida del cervello comunica una frase ricorrente: “era ora”.

Il ringhio di questi tempi è quel Gattuso che, anni fa, prevedevamo, ossia quello che, una volta sopraggiunti i limiti di età, sarebbe divenuto un giocatore meno importante, a causa degli evidenti limiti tecnici. Non stiamo parlando nè del piano umano nè della voglia del giocatore, che magari avrebbe voglia di continuare ad libitum, ma la verità è che la squadra rossonera ha bisogno di gente nuova, forze fresche che diano smalto e vivacità ad gioco che troppe volte ha sofferto la giovane età degli avversari.

Forse l’unico della brigata che avrebbe potuto continuare era Nesta, che ricoprendo un ruolo difensivo e non nel vivo della manovra, aveva ancora ampiamente possibilità di mostrare le sue immense capacità tecnice e tattiche. Certo, Messi per lui è diventato inarrivabile, ma l’altro 99% degli attaccanti avversari avrebbe trovato ancora un ostacolo quasi insormontabile. Ha scelto di smettere, diamo atto di una scelta incredibilmente lucida e matura a questo monumento vivente del calcio europeo e mondiale, inarrivabile a livello qualitativo per moltissimi anni.

Seedorf invece non ha salutato la compagnia. Era l’unico di cui speravo il congedo dalla compagine milanista.

Oramai il mio apparato genitale è stato troppo profondamente e troppo a lungo sollecitato dalla sopraggiunta incapacità di Clarence di giocare decentemente. Sono arrivato al punto che mi rifiuterò di guardare un Milan con Seedorf trequartista, se il nostro allenatorino livornese insisterà su questa strada, via che ci ha portato dritto dritto al secondo posto, ed a dirlo non sono pensieri o supposizioni, ma le statistiche di questo campionato. Che si vinca o che si perda, un Milan con Seedorf in campo non mi interessa, mi fa venire il sangue amaro e non ho capito perchè io mi debba incazzare in questa maniera tutte le volte che gioca il Milan. Porca puttana.

Salutiamo anche Zambrotta, arrivato da noi già dopo aver montato il bombolone del metano, invece del turborazzo pre-Germania 2006: oramai solo premendo FF sul telecomando era possibile vederlo giocare ad una velocità decente. Contro il Novara è parso molto commosso e noi con lui. La persona non si discute, mai.

Van Bommel è arrivato invece tra milioni di critiche ed ha fatto ricredere tutti con prestazioni sontuose e un carattere incredibile, uno di quei giocatori che ti fa alzare in piedi di scatto urlando: “Siii, rompigli il cu**! “. Peccato per l’età avanzata, qualche anno prima sarebbe stato ancor di più un pilastro fondamentale e avrebbe mandato a fare in culo Pirlotto ancora prima. I bavaresi se lo sono goduti fino al raggiungimento del delta massimo della capacità fisica, come capita spesso ai biancorossi di Monaco.

Cosa rimane da questa giornata?

Rimane una squadra decimata dalle partenze: Roma, Van Bommel, Inzaghi, Zambrotta, Nesta, Gattuso.

Il cuore sanguina, la mente per nulla: la verità è che sono tutti, tranne Van Bommel, delle riserve. Speriamo però che Traorè ( chiiiiiii ? ) e il buon Montolivo non siano gli unici additivi alla rosa milanista, altrimenti…siamo panati.

Ops, ho dimenticato Seedorf dall’elenco dei partenti? Ma no, ma no! Io ci credo! Forza Botafogo!

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web