Siena, ore 15, Stadio Artemio Franchi: Siena – Milan. Lo stadio di Siena è una fossa, è una buca nel mezzo alle colline su cui poggia l’intera Siena, come Piazza Del Campo, del resto. Per entrare allo stadio si scende, rispetto al livello delle vie circostanti, di diversi metri. Durante la settimana, la sottile striscia d’asfalto che costeggia l’impianto non è che uno dei parcheggi a pagamento più ambiti della città e, anche solo cercando di parcheggiare la macchina non si può non avere l’impressione di “scendere” letteralmente dentro ad un campo della Serie A. Il verde brillantissimo del manto erboso staglia in maniera incredibile con il monotono rossore dei mattoni tipici delle abitazioni locali, e si prova una sensazione come di scendere in campo per la battaglia finale, stile gladiatore dell’anfiteatro Flavio (anche se quelli ‘salivano’ e non scendevano). O vittoria o morte insomma. Allo stesso modo, invece, ho la netta sensazione che nessuna delle due squadre che domani si affronteranno in quel luogo, abbiano l’intenzione di giocarsi la battaglia finale. Anche se, vista la situazione sarebbe il caso di farlo, ma entrambe non lo faranno perché sia il Milan, sia il Siena probabilmente avranno la testa altrove.

Il Siena, che proviene da una dignitosissima stagione nel massimo campionato, con risultati di rilievo come il 4-0 sulla Lazio, la vittoria sulla Roma, i pareggi con Juventus e Napoli, e la vittoria freschissima sul Genoa (senza dimenticare la semifinale di Tim Cup contro il Napoli), sente allungarsi su di se l’ombra della stangata delle penalizzazioni per calcio scommesse, non per gare “vendute” in questa stagione, ma in massima parte per fatti avvenuti nella stagione passata, al Siena della “miracolosa ed illibatissima” gestione tecnica Conte. La decisione non avverrà prima di moltissime settimane, ma è possibile che la probabilità di finire in B “d’ufficio” non abbia rallegrato l’ambiente. Anche se non è detta l’ultima parola : in effetti le voci sul Siena coinvolto in storie simili giravano da diversi giorni ma non hanno impedito alla squadra toscana di distruggere il Genoa, la stessa squadra contro cui noi, appena cinque giorni fa, abbiamo avuto diversi problemi.

Neppure il Milan sembra concentratissimo sulla partita: la panchina di Allegri sembra, finalmente, traballare sul serio. Questo tecnico, assunto per gestire gente dal carattere lunatico, svogliato o dittatoriale come Ronaldinho e Seedorf (impresa poi finita male) si è rilevato pure adeguatissimo nel trattamenteo di pezzi da ’90 a livello di nervi come Ibrahimovic o Cassano. Ma si è dimostrato decisamente inadeguato in tutto il resto. Il gioco si è involuto rispetto allo scorso anno, la gestione delle gare, ad esempio Juventus-Milan di Serie A oppure Arsenal-Milan in Champions sembrano studiate a tavolino per perdere, e tanti altri difetti che recito come un mantra ad ogni intervento e che in questa occasione vi risparmio. Fatto sta che ci ritroviamo un Milan che ha in atto una violentissima guerra intestina, coi soliti padrini surinamensi dello spogliatoio in rivolta, con diverse esclusioni dalla rosa per manifesta inutilità o per divergenze col tecnico come quelle di Mexes, Robinho, Seedorf, Flamini; con i più che sospetti infortuni perenni di Pato, e con un presidente voglioso di nuovi progetti e con nuove ambizioni. Praticamente abbiamo gli stessi identici problemi che erano sul tavolo al momento del suo insediamento; ma con uno scudetto ed una Supercoppa in più, e questo non lo dimentica nessuno. Senza contare il fatto che ogni volta che sento Berlusconi che se ne esce con nuovi orizzonti e nuovi progetti senza puntarci una lira, ci sarebbe da “mettere mano alla pistola”, visti i rovinosi scambi avvenuti sulla rotta Italia-Spagna nel 2007-2009 e sulla gestione dell”affaire’ Pato-Tevez.

Quindi cambiare Allegri può andar bene solo e soltanto se verrà sostituito con un tecnico di provata esperienza internazionale, e non con un Costacurta qualsiasi, tanto per dire, che lascerebbe probabilmente al comando i padrini che trova e che verrebbe accontentato con un mercato di rinnovi ai 38enni e di parametri zero. Allegri farà scendere in campo il Milan col cristallizzato modulo 4-3-1-2 con : Abbiati, Abate, Nesta, Yepes, Mesbah, Gattuso, Van Bommel, Muntari, Boateng, Ibrahimovic, Cassano.

Sannino invece ha saputo dare un bel gioco al Siena, è un convinto discepolo di Sacchi oltre che un suo ex-giocatore. E’ ovvio che schieri la sua squadra con un 4-4-2 fatto bene, non un 4-4-2 buffonata come quello di Del Neri, coi giocatori fissi sulle linee tanto da sembrare una battaglia campale del settecento. Come tutti i sacchiani crede ed attua un 4-4-2 in linea cortissimo e dove le spinte dei giocatori schierati nella linea più bassa devono farsi sentire, e, mentre tentano la percussione possono essere sostituiti da un compagno nella loro originaria posizione senza quindi mai perdere presidi in tutte le “zone” del campo. Insomma col Siena vedremo Zona, Pressing, Calcio olandese, Possesso palla.
Ovviamente i limiti tecnici della squadra toscana permangono, e contro avranno il Diavolo, ma il credere con pervicacia in questo modulo, in quanto più elastico del nostro 4-3-1-2 sembra dimostrare maggiori capacità di adattamento ad ogni situzione. Il 4-4-2 di Sacchi e Sannino è un modulo “universale” e la bacheca di via Turati è la prima a confermarlo. Se i senesi avessero potuto disporre pure di Calaiò la sfida avrebbe potuto essere ancora più difficile, visto il permanere della nostra incerta condizione fisica, ma purtroppo per loro la stagione di questo ottimo giocatore è finita anzitempo. Il giovanissimo Destro in coppia con Bogdani è, comunque un alternativa mica male per un team di provincia, quindi la nostra retroguardia dovrà stare attenta ai loro colpi.

In definitiva, passando all’argomento Ibra, il nostro bomber potrebbe trovare una squadra molto più corta e densa di quelle che ha incontrato nelle sue ultime uscite, e tenendo conto del fatto che, come al solito Zlatan dopo Marzo ha un crollo verticale di forma, quella di domani potrebbe essere una partita più difficile del previsto. Nella squadra toscana non terrei d’occhio nessun altro, a parte forse Brienza, a conferma del fatto che i contenuti tecnici di questa compagine sono davvero modesti, e la buona annata disputata dalla squadra toscana (considerati i mezzi a disposizione..) fa ancora più onore al lavoro di Sannino che schiererà il suo Siena con: Pegolo, Vitiello, Rossettini, Terzi, Del Grosso, Mannini, Vergassola, Gazzi, Brienza, Destro, Bogdani.

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reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo