Dopo il decimo goal di Nocerino, arriva anche il terzo di Muntari. Tredici goal fra tutti e due che in tutto di cartellino sono costati 500.000 €. A proposito quante sono le marcature dell’i-Cesc al Barcà? E dell’i-Tevez al City? Giusto per fare una stima del rapporto qualità/prezzo.

Una tifoseria normale festeggerebbe questi numeri e li saprebbe leggere in tanti modi diversi. La nostra no. Si sa è una tifoseria particolare. Specializzata in tutto purché non si parli di pallone o di calcio giocato. Allora cambia faccia, comincia a dare i numeri, a ragionare a caso. O almeno una parte di questa. Di cosa si sarà ancora parlato nei giorni scorsi con tutto il materiale che c’era da discutere (non gioco, preparazioni sbagliate, stato di forma vergognoso, stagione buttata in 2 settimane, di El Shaarawi smerdato da Ibra, di un Ibra sempre più contro tutti, della mancanza di alternative tattiche, della prevedibilità del nostro gioco ecc)? Ovvio del mancato arrivo di Tevez e Fabregas, del solito Silvio che non spende. Addirittura secondo qualcuno l’allenatore sarebbe al terzo posto nelle graduatorie delle responsabilità. Ma non dietro agli staff medico ed atletico, no sarebbe stato chiedere evidentemente troppo: dietro a presidente e dirigenza rispettando l’ ordine.

A me viene veramente da ridere. Ma perché qualcuno ogni tanto non riflette su alcune tematiche come: bilanci, tattica, crescita, sviluppo, preparazione, allenamenti, equilibri e gerarchie nello spogliatoio e gioco e varia ogni tanto argomentazione? E’ inutile lamentarsi della rosa, se di 30 giocatori ne arrivano si e no 14 arruolabili a metà aprile, nella fase più importante della stagione. Forse, ma forse bisogna indagare sulle tipologie d’infortunio, sulla loro frequenza, sulla loro ricorrenza, sulla loro periodicità ed interrogarsi sulle possibili cause, cercando se possibile di trovare altre ipotesi, oltre alla solita: “Sono tutti sciancati…ma del resto se si va a prendere i parametri zero, cosa si pretende…

Capitolo Preparazione. Sono esattamente due anni che le due preparazioni di Allegri causano infortuni a ruota. Sono esattamente due anni che una percezione abbastanza inquietante del non turn-over (ma anche del non gioco, visto che buttare tutti dentro a prendere le spizzate di un sopravvalutato alla lunga logorano il fisico, specie se chi deve fare scatti a vuoto non riposa mai e deve fare anche la fase difensiva), ci costa tanti infortuni a ripetizione. Secondo me, molto prima di pensare alla rosa e al mercato, bisognerebbe quantomeno riflettere su certe dinamiche.

Sulla boiata gigante che Berlusconi non spenda ci sarebbe da scrivere un libro. Contabile. Anche qui sarebbe troppo complicato parlare dei nostri bilanci in perdita costante, di quei 50-60 milioni l’ anno puntualmente ripianati. Milioni che servono a pagare i vari stipendi. Stipendi che ci permettono giocatori capaci di vincere senza nemmeno giocare al calcio il 75% delle partite (visto che qualcuno non è capace di far giocare una squadra al calcio mai, questi giocatori è meglio averli che non, altrimenti retrocederemo).

Si lo so, c’è chi dice che senza i vari Zambrotta, Seedorf, Gattuso e compagnia brutta, si risparmierebbe molto e concordo in pieno, ma non pensiamo di risparmiare 20 milioni dagli ingaggi per buttarli tutti nel mercato… che poi i nuovi arrivati (che finalmente portano esborsi e quindi piacciono), alzano di nuovo il tetto ingaggi e siamo da capo. Allora che fare? Semplice, si prendono buoni giocatori a basso costo che possono starci in un certo progetto, li si sviluppa, li si rivende  a buon prezzo e con la plusvalenza ci si fa il mercato. Oppure, si chiede a Silvio di spendere, specificando di spendere 160 milioni. 60 Per ripianare e 100 per fare il mercato. Perché dire: Silvio spendi, sembra un po non considerare i 60 milioni necessari a ripianare, ovvero necessari a consolidare la competitività della squadra.

Fattore Crescita, Sviluppo, Innovazione, Motivazione, Ricerca del Gioco e dello spettacolo come Motori di entusiasmo. Anche queste parole, sconosciute al dizionario di tanti. Provo a spiegarle sperando che serva. Una rosa non è statica. Non è un insieme di valori statici riportati su un foglio ad inizio stagione. E’ un’ insieme di valori dinamici (o almeno dovrebbe essere in qualunque squadra normodotata allenata). Che significa insieme di valori dinamici? Significa che muta, cambia, si evolve, si modella con il passare del tempo. L’ allenatore è il principale responsabile dello sviluppo potenziale e reale della rosa. E’ lui che deve portare idee, collaudare moduli, dare una filosofia di gioco al fine di ottimizzare e sviluppare la rosa, ovvero portarla al di sopra delle sue potenzialità di partenza. Non c’ è rosa al mondo che si possa permettere il lusso di essere statica una stagione intera. La squadra più forte al mondo, quest’anno ha cambiato modulo e giocatori 20 volte ed è arrivata al punto, che interpreta ogni partita diversamente da quella precedente. La squadra più forte al mondo sente il bisogno di essere dinamica perché non si fida a rimanere ferma, mentre tutti gli altri, più scarsi sviluppano. E non è che sviluppano solo a gennaio e in estate. Sviluppano di continuo. Giorno per Giorno. Mi rendo conto è complicato da capire, ma è cosi. Accettatelo.

Conte ci dice che la sua Juve da inizio stagione è cresciuta esponenzialmente. Ed è verissimo. Noi lo scorso anno eravamo a 20 punti dalla Juve che veniva da 6 anni vergognosi. In un anno, Conte ha azzerato il gap che c’ era con noi. Perché? Perché la Juve è cresciuta. Il Milan è rimasto statico. Ovvero la nostra rosa non si è spostata di una virgola, anzi dei due si è indebolita perché falcidiata da infortuni e da un non gioco imbarazzante, capace solo di creare tensioni nello spogliatoio, di ammorbare i tifosi, di scoglionare il presidente e spaccare mezzi giocatori.

Qualcuno, deve capire che il mercato, che tanto gli fa provare orgasmi e che è una sua ragione di vita, è quasi del tutto irrilevante rispetto alle potenzialità di sviluppo di una rosa. Il mercato aggiusta, rinforza ma non fa una squadra. Quella la fa (o non la fa come nel nostro caso) l’ allenatore giorno per giorno, di domenica in domenica, sperimentando, innovando, inserendo, motivando,valorizzando, intervenendo sulle gerarchie nello spogliatoio, variando schemi, cercando assetti diversi ecc. A maggior ragione, se si parla di una squadra come il Milan che rispetto alla Juve ad inizio stagione stava su un altro pianeta. Pirlo al Milan era una pestilenza per la sua immobilità. Alla Juve oltre a giocare al calcio, corre pure. Al Milan Pato che ha 22 anni e Boateng che ne ha 25, sono sempre rotti nonostante il fisico muscolare.

Non centra il mercato se da una parte i vari staff sanno lavorare egregiamente, azzeccano le preparazioni e gli allenamenti, quando da una parte fanno più danni della grandine, mentre si appellano a santi e consulenti spirituali per cercare di cavarne le gambe. Non c’è mercato che possa insegnare le fondamenta del calcio ad Allegri. Non c’è mercato che insegna a fare le preparazioni non a cazzo, non c’ è mercato che fa gli allenamenti personalizzati, non c’è mercato che cambia modulo o che sviluppa una rosa, non c’ è mercato che valorizza al massimo un El Sharaawi o un Aquilani o che fa fare qualche panchina a Ibra (quando oltre allo sbattersi autonomamente per fare tutto da solo, non compiccia nulla) per cambiare un po le carte e gli equilibri nello spogliatoio. Anzi il mercato può essere dannoso in mancanza di una struttura capace di crescere da sola.

Fin quando non si riesce a sviluppare una rosa come Dio comanda, il mercato è solo un eterna illusione. Una gioia effimera da dare a qualche anti calcio per farlo contento due mesi. Il Real per anni ha accozzato campioni, spendendo milioni, ma l’unica volta che ha preso il calcio mercato sul serio, è quando ha investito 15 milioni per buttare dentro Mourinho. Fino a quando non cambiamo i vari staff (tecnico, medico, atletico), potremmo prendere anche Messi ma non cambierebbe nulla. Giocheremo sempre allo stesso modo. A cazzo di cane. Come stiamo facendo ora. Mentre alla Juve basteranno mezzi giocatori sulla carta per migliorare il grande calcio collettivo che esprimono. La realtà in questo, è talmente tanto marcata che è quasi ridicolo doverlo spiegare.

La proprietà ha le sue colpe? Eccome. Il non aver ancora stracciato il contratto ai vari staff è una colpa grave.

La dirigenza poteva sicuramente evitare di rinnovare a cazzo ai soliti noti e spingere di più sui giovani. Tuttavia la via giusta da seguire è quella dei buoni giocatori a basso bassissimo costo. Operazioni Nocerino vanno fatte in serie, almeno fino a quando non si decide di fare interventi strutturali, vendendo giocatori ancora apprezzati per fare cassa e reinvestire sul mercato. investire milioni malamente fin quando non si è certi di avere sviluppatori nei vari staff è solo una totale perdita di tempo e richiederebbe risorse infinite perché, mantenere competitiva una rosa statica, significa dover investire come pazzi in ogni sessione del mercato.

Partita contro il Chievo. Rido per non piangere, ma va bene così. Cerchiamo almeno di salvare il salvabile e di provarci fino alla fine. Poi comunque vada. Scudetto o meno, mercato. Ma non tanto di giocatori, quanto di allenatore, medici e preparatori atletici.

Posted by La cantera