Mercoledì 5 aprile 1989, stadio Santiago Bernabeu, Madrid: il Milan va nella tana del Real. Semifinale di andata di Coppa Campioni, i rossoneri arrivano dalla qualificazione sofferta ma meritata contro il Werder Brema, ma tutti sono consapevoli che sarà questa la partita più difficile della stagione.

Fu un anno molto importante quello: il 9 novembre, sulla spinta delle riforme in atto in Unione Sovietica, cade il muro di Berlino, il simbolo della divisione fra Est e Ovest. E come non ricordare la tragedia allo stadio di Sheffield, dove 95 spettatori perdono la vita schiacciati contro le reti di recinzione del campo a causa di migliaia di tifosi entrati nello stadio senza biglietto dopo l’inizio della partita. E poi i fatti di piazza Tienanmen, con la fine di quella che è stata definita la “primavera” di Pechino. Un gruppo di studenti occupò quella piazza chiedendo l’avvento della democrazia e di rimettere in sesto l’economia disastrata del paese. La reazione del governo non fu molto amichevole, come tutti sapete bene.
Intanto spopola in tutto il mondo un nuovo ballo, la lambada, ed escono tre film che faranno la storia del cinema mondiale: “Batman”, “Indiana Jones e l’ultima crociata”, “Nato il 4 luglio”.

Tornando alla partita, molti la definiscono il vero capolavoro tattico di Arrigo Sacchi, che non si perde in esperimenti e mette in campo la formazione titolare, con Donadoni e ed Evani sulle fasce e la coppia d’attacco olandese formata da Gullit e Van Basten. Berlusconi dopo quella gara disse più volte che per quanto il Milan attaccasse e segnasse molti gol, il primo obiettivo di Sacchi è sempre stato comunque quello, prima di tutto, di non prenderle. E a guardare quella partita in effetti queste parole trovano conferma nella quantità enorme di volte in cui Hugo Sanchez, grande attaccante della squadra spagnola, viene colto in fuorigioco. Il Milan dà una vera e propria lezione di calcio agli avversari, ma sciupa troppo. Van Basten e Gullit non riescono a concretizzare come dovrebbero, e la clamorosa beffa arriva al 41′ del primo tempo, quando proprio Sanchez sorprende la difesa rossonera e da pochi passi mette dentro il gol dell’uno a zero. Il Milan non demorde e continua a produrre gioco stupendo, ma l’ennesima ingiustizia di quell’edizione di Coppa arriva a metà del secondo tempo, quando una rete regolarissima di Gullit viene annullata per un inesistente fuorigioco. Quell’episodio avrebbe steso anche un toro, non quel Milan. I rossoneri continuano a giocare come sanno, consapevoli che prima o poi il pareggio sarebbe arrivato. Ed è uno dei più bei gol della storia del Milan a riportare il risultato in equilibrio. Al 78′ Tassotti scende come solo lui sa fare sulla fascia, e pennella un cross dalla trequarti per Van Basten. La palla è un po’ arretrata rispetto alla posizione in cui si trova il Cigno, che però con un’acrobazia favolosa riesce a girare di testa in tuffo il pallone, che finisce all’incrocio dei pali, sbatte sulla schiena di Buyo (che si era tuffato per cercare di parare) e pian piano rotola verso la rete. Un gol davvero strepitoso, e non ci dimenticheremo mai la corsa di Van Basten che (dopo essersi assicurato che l’arbitro avesse convalidato la rete) va a esultare proprio verso lo spicchio di stadio popolato dai tifosi rossoneri.

La partita finirà in pareggio, ma il giorno dopo tutto il mondo celebrerà la vittoria morale degli uomini di Sacchi, capaci di uscire fra gli applausi del pubblico spagnolo, incantato dal gioco proposto dai rossoneri.

REAL MADRID: Buyo, Chendo, Gordillo, Sanchis, Tendillo, Gallego, Butragueno, Schuster, Sanchez, Michel (82′ P. Llorente), Martin Vazquez. All.: Beenhakker
MILAN: G. Galli, Tassotti, P. Maldini, An. Colombo (89′ Costacurta), Rijkaard, Baresi II, Donadoni, Ancelotti, Van Basten, Gullit (76′ Virdis), Evani. All.: Sacchi

Reti: 41′ Sanchez, 78′ aut. Buyo
Arbitro: Fredriksson

Posted by elbonito