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Prescritti degli anni 70

Venderò la mia Ferrari. Non voglio avere più niente a che fare con gli italiani“. E’ forse la frase di Günter Netzer, ex calciatore del Moenchengladbach che più sintetizza uno dei più vergognosi episodi della storia del calcio. Quel Borussia – Inter 7-1, a un anno dalla mitica semifinale italotedesca dell’Atzeca, passerà alla storia come la partita della lattina.

Il 20 Ottobre del 1971 una Inter campione in carica si presenta a Moenchengladbach, per gli ottavi di finale di coppa dei Campioni con la sicurezza tipica di chi è campione d’Italia e si immagina una facile vittoria in terra tedesca. L’Inter scende in campo infatti imbragata e svogliata e si fa sorprendere già dopo sette minuti. E’ Heynckes a sbloccare la gara dopo sette minuti svegliando l’Inter con Boninsegna. L’Italiano pareggia dopo dieci minuti, ma non basta poiché Le Fevre riporta in vantaggio i tedeschi un minuto dopo. Qui succede il fattaccio: una lattina di Coca Cola colpisce in testa Boninsegna che si accascia a terra accusando il colpo. Si accorge di tutto Mazzola, ma la lattina è ormai sparita, portata via da un agente. Il centravanti nerazzurro ha allora la pronta idea di farsi dare una lattina omologa da dei tifosi italiani lì vicini, appena oltre le recinzioni simulando così il corpo del reato. “I soliti simulatori” – bisbiglia il pubblico tedesco – a ragione.

Boninsegna infatti si rialza e può liberamente concludere la gara. Gara che prosegue con gli interisti convinti di una vittoria a tavolino che all’inizio si ritrovano stupefatti a giocare. I tedeschi attaccano con una grinta mai vista. Il finale è un 7-1 con un rigore inesistente contro i futuri prescritti che fa infuriare Corso il quale reagisce prendendo a calci l’arbitro. Nonostante il trionfo il pubblico locale però assedia lo spogliatoio dell’Inter – incapace di perdere, a loro dire. La squadra riesce infatti a ritornare a Colonia solamente dopo diverse ore. Come sempre quindi il campo parla, con un risultato imbarazzante a favore dei tedeschi ma con Prisco convintissimo che sarebbe stato ribaltato nelle aule dei tribunali. In piena notte è però il ds Manni che consultando il regolamento UEFA si accorge che non esisteva alcuna norma per una vittoria a tavolino nerazzurra. La responsabilità oggettiva non era ancora, infatti, stata inventata.

Qui Prisco passerà alla storia per una serie di sceneggiate in serie ripetute, prima pretendendo a gran voce una riunione della commissione disciplinare della UEFA e poi, ottenutala, esibendosi in lunghe arringhe sino a mezzanotte. Non esistendo la prova televisiva nessuno può affermare con certezza cosa successe quella sera, ma sono numerose le testimonianze sull’evento. La maggior parte sostiene che la lattina lanciata dagli spalti fosse ormai vuota e accartocciata, che Boninsegna fu colpito in modo leggero e che tutta la sceneggiata venne architettata dai medici e dirigenti dell’Inter per ottenere la vittoria a tavolino.

L’incontro venne ufficialmente annullato e rigiocato a Berlino in campo neutro dopo il ritorno con l’Inter che riesce a passare il turno difendendo in terra tedesca il 4-2 del ritorno (giocato prima della ripetizione dell’andata) con un catenaccio stile Camp Nou Mourinhano. Già, perchè nonostante ogni parere giuridico fosse contrario alla ripetizione della partita, il presidente nerazzurro riuscì grazie a una lunga battaglia legale ad ottenerla, cancellando così l’umiliazione subita.

E’ proprio l’arbitro di quella partita a fare chiarezza nel 2006, 35 anni dopo. Dorpmans ricorda infatti come a suo dire la lattina che colpì Boninsegna fosse vuota e lui stesso comunicò alla UEFA quell’episodio come ininfluente sul risultato finale e come gli italiani che stavano perdendo cercassero di approfittare della situazione per alterare il naturale risultato della partita. Come mai allora la gara fu ripetuta? E’ lo stesso Dorpmans a darci la risposta: la Disciplinare UEFA contava un gran numero di italiani più propensi a schierarsi quindi con i nerazzurri.

Insomma cambia l’epoca ma non il comportamento della società meno blasonata di Milano, pronta a non accettare fino alla fine il risultato del campo tentando di alterarlo. E’ un episodio al cui confronto persino le luci di Marsiglia sbiadiscono. Un episodio di cui ogni tifoso italiano, e di sport in generale, dovrebbe vergognarsi per aver posto questa gente a rovinare così l’immagine della propria nazione.

Borussia-Inter 7-1
BORUSSIA
(4-3-3) Kleff – Vogts, Müller, Sieloff, Bleidick – Bonhof, Netzer (80′ Wittkamp), Kulik – Wimmer, Heynckes, Le Fèvre.(all. Weisweiler)
INTER (4-4-2) Vieri (46′ Bordon) – Oriali, Giubertoni, Burgnich, Facchetti – Fabbian, Bedin, Corso, Mazzola – Jair, Boninsegna (Ghio) (all. Invernizzi)
Marcatori: Heynches, Heynches, Boninsegna, Le Fevre, Le Fevre, Netzer, Netze, Sieloff ( R ).
Arbitro: Porpman (Ola)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.