A Verona, il 25 ottobre 1987, il Milan gioca la partita che diverrà punto di partenza della rivoluzione di Sacchi. La testa dell’ allenatore è richiesta a gran voce dai giornali, dopo che alle prime titubanti partite in campionato è seguita la deludente prestazione in Coppa Uefa contro l’ Espanyol, che ha precluso il cammino europeo del Diavolo. Dopo la debacle di Lecce, Berlusconi compie la più importante, decisiva e ponderata azione da quando è proprietario dell’ AC Milan: va negli spogliatoi, prima di un allenamento, e ai giocatori dice che, indicando Arrigo, “Lui resta, voi non so” (più o meno ciò che ha fatto ultimamente con Mihajlovic…o no?).

E la squadra, messa davanti alle proprie responsabilità, reagisce da squadra e da uomini, guidata in campo da quel Grande Capitano col numero 6, che nove anni prima aveva esordito proprio in un Verona – Milan, quando ancora era minorenne.

I rossoneri dominano in lungo e largo trascinati da Gullit, col Verona che resta in partita grazie ai provvidenziali interventi del portiere Giuliani. Verona che sta pian piano perdendo i pezzi che gli hanno permesso di essere tricolore un paio di stagioni prima, ma che ancora si mantiene squadra di buon livello, dove la parte offensiva viene sempre recitata da Elkjaer, il quale è l’ unico a creare pensieri a Baresi. L’ Hellas si lamenta con l’ arbitro Lo Bello (proprio lui, meravigliosamente lui) dopo che Verza cade in area in un contrasto con Galli. Lo Bello non fischia, ma fischiera’ pro gialloblu (e soprattutto pro Napoli) due anni e mezzo dopo, in quel celeberrimo e incandescente finale di campionato.

A quattro minuti dall’ intervallo, un angolo di Donadoni viene raccolto alla perfezione da Pietro Paolo Virdis che si arrampica la dove osano le aquile e la frusta dove non può osare Giuliani. Il livemotiv della ripresa è il duello tra Gullit e Giuliani: il tulipano nero ci prova in tutti i modi e da tutti i luoghi, ma il portiere scaligero vola come SuperMan e nega più volte la gioia all’ olandese. Intanto, tra le tifoserie ci si scambia complimenti prima, durante e dopo la gara (vari insulti, tra cui la rievocazione dei forni crematori, finché si arriva allo scontro fisico) dentro e fuori un Bentegodi stracolmo, a cui manca ancora la parte superiore ed è coperta solo la tribuna stampa.

Mentre il presidente gialloblu Chiampan non fa drammi per la meritata sconfitta dichiarando, tra l’ altro, che se l’ aspettava poiché un veggente, che consultava abitualmente, gli aveva predetto l’ 1-0 milanista, Sacchi si gode due “fatal” punti e una squadra che inizia a seguire totalmente i suoi dettami, tanto che non perderà più fino al termine del campionato (eccezion fatta per la gara persa a tavolino con la Roma).

Verona: Giuliani, Volpati, Volpecina, Berthold, Fontolan, Solda’, Verza, Galia, Pacione, Di Gennaro, Elkjaer.

All. Bagnoli

Milan: Galli, Tassotti, Maldini, Colombo, Galli, Baresi, Donadoni (88′ Costacurta), Ancelotti, Virdis (85′ Mussi), Gullit, Evani.

All. Sacchi

Arbitro: Lo Bello

Reti: Virdis

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.